Export: Biella nel gruppo che tira

Export: Biella nel gruppo che tira
Economia 13 Giugno 2014 ore 14:49

Il Piemonte (+6,9%), l’Emilia-Romagna (+5,9%), il Veneto (+2,7%), la Puglia (+18,1%) e le Marche (+10,5%) sono le regioni che tirano il gruppo Italia  nella crescita tendenziale dell’export nel primo trimestre 2014.  Sicilia (-15,6%), Toscana (-4,6%) e Sardegna (-18,1%) frenano  portando il dato complessivo al +1,5%.

In questo contesto la provincia di Biella  è collocata nel range positivo che varia fra il 3,5% e il 10,3% e l’Istat conferma ad Eco che la performance è molto positiva e si assesta sul +6,1% rispetto al primo trimestre del 2013, un segnale importante per la filiera del tessile. I  dati generali sull’Italia e le Regioni sono stati diffusi ieri  dall’Istat e sono relativi alle esportazioni declinati per regione, ma - appunto - con una classifica provinciale  che indica le aree  che contribuiscono in misura più significativa a sostenere le vendite sui mercati esteri: la guidano Torino, Taranto, Bergamo, Massa Carrara, Brescia e, anche, Biella sta nel gruppo. A sorpresa, invece, Milano, Arezzo, Cagliari, Siracusa e La Spezia contribuiscono alla contrazione dell’export.

L’Istat spiega che la contenuta espansione dell’export nazionale (+1,5%) nel primo trimestre dell’anno è la sintesi di dinamiche territoriali divergenti. L’Italia meridionale registra una crescita significativa (+5,6%) cui seguono l’incremento delle vendite all’estero della ripartizione nord-orientale (+4,5%) e nord-occidentale (+1,7%). Risultano invece in marcata contrazione le vendite all’estero delle regioni dell'Italia insulare (-16,5%) e in debole calo quelle dell'Italia centrale (-0,9%). «Confrontando la quota dell’export di merci italiane in rapporto alla Germania, la forte perdita di quota rispetto all’economia tedesca in atto all’avvio dell’euro si è interrotta nel 2010. A partire da quell’anno le esportazioni italiane sono cresciute in linea con quelle della Germania», avverte una nota collegata di Nomisma.  L’Italia, insomma, si caratterizza per una tenuta migliore: dopo una riduzione tra il 2008 e il 2009.

Il Piemonte. Tra le regioni che forniscono un contributo rilevante alla crescita tendenziale dell’export nazionale nel primo trimestre 2014 c’è anche il Piemonte che con il +6,9% (+5,9% nei Paesi del perimetro Ue e +8,3% nel Paesi Estra Ue)  è la terza come performance positiva dopo la  Puglia (+18,1%) e le Marche (+10,5%). L’aumento delle esportazioni di autoveicoli  è un segmento che ha trainato anche l’export nazionale, mentre  la contrazione delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo ha frenato un dato che avrebbe potuto  essere regionalmente più significativo, hanno avvertito gli studiosi Istat. Tuttavia,  l’analisi regionale  per mercati di sbocco mostra che nel corso del primo trimestre 2014 la crescita registrata per l’export nazionale è positivamente influenzata dall’incremento delle vendite proprio dal  Piemonte verso Stati Uniti e Cina (rispettivamente +38,1% e +80,9%).

Le province. Le dinamiche delle esportazioni a livello provinciale sono state indicate dall’Istat attraverso il cartogramma (vedi a lato)  che fornisce un quadro d’insieme della dinamica territoriale delle esportazioni nazionali a livello provinciale. Le province che nel primo trimestre 2014 danno il contributo più importante alla crescita dell’export nazionale sono Torino (+12,4%), Taranto (+116,5%), Bergamo (+6,1%), Massa Carrara (+45,3%), Brescia (+5,7%), Modena (+6,7%), Vicenza (+4,2%), Piacenza (+20,5%), Ascoli Piceno (+19,5%), Chieti (+12,0%) e Biella - come detto - sta nel gruppo con il suo +6,1%. Il cartogramma piemontese dopo la buona performance torinese e del Vco (che supera il 10,5%) indica la provincia biellese nel secondo profilo positivo (+3,5 - +10,3%) insieme a Novara, Cuneo e Asti, mentre viaggia sulla stabilità  Vercelli e in negativo Alessandria. 
I settori. L’analisi congiunta per settore e regione di provenienza della merce, svolta considerando anche il loro contributo alla variazione complessiva dell’export italiano, mostra che oltre alle vendite all’estero di autoveicoli dal Piemonte (+80,7%), hanno contribuito  metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti dalla Puglia (+163,0%), di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici dalle Marche (+37,6%) e di mezzi di trasporto dal Lazio (+129,3%). Decrementi significativi delle vendite all’estero si registrano invece per metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, da Toscana (-42,1%), Piemonte (-19,2%) e Veneto (-8,4%) e per prodotti petroliferi raffinati da Sicilia (-17,1%) e Sardegna (-20,6%).
 Roberto Azzoni