E' partita la "marcia digitale dei 40mila"

E' partita la "marcia digitale dei 40mila"
Economia 13 Febbraio 2014 ore 20:03

E’ partita ufficialmente stamane da Torino - presente una delegazione di una quarantina di imprenditori biellesi dell’Uib - la “marcia digitale dei 40 mila”: a benedirla, il presidente nazionale di Confindustria Giorgio Squinzi e a sostenerla gli imprenditori piemontesi che hanno unito forze, idee ed energie per “dire basta” e dare il via ad una nuova fase.  E, per farlo in modo continuativo e duraturo, è stato  presentato in anteprima il sito www.ripresaeimpresa.it on-line da domani. Un sito pensato per  sostenere un grande cambiamento culturale nei confronti dell’impresa.

L’iniziativa si è svolta stamane, presso la sede dell’Unione Industriale di Torino, gremita di oltre 600 industriali provenienti da tutto il Piemonte, compresa la  delegazione  biellese giunta in pullman e capitanata dalla presidente Uib Marilena Bolli. L’evento è stato organizzato «per denunciare, a fronte di una situazione economica gravissima, l’indifferenza della classe politica e l’immobilismo del Governo».
Alla riunione straordinaria, sono intervenuti i presidenti delle associazioni confindustriali piemontesi - Licia Mattioli  per Torino, padrona di casa; Marco Giovannini, Alessandria; Paola Malabaila, Asti; Marilena Bolli, Biella; Franco Biraghi, Cuneo; Fabrizio Gea, Ivrea; Fabio Ravanelli, Novara; Giorgio Cottura, Vercelli Valsesia; Giovanni Gnecco dei “Piccoli” Vco -; il presidente di Confindustria Piemonte Gianfranco Carbonato, Alberto Baban neo presidente nazionale di Piccola Industria e Giorgio Squinzi leader  di Confindustria.
Un parterre d’eccezione per dare peso e voce alle proteste e alle proposte dei leader d’impresa piemontesi. Per un verso, c’è un senso di esasperazione e di impotenza, dall’altro, la ferma volontà di non limitarsi alla denuncia, ma di avanzare proposte concrete e realizzabili. Una sorta di “agenda” da adottare subito, per sostenere l’industria, unico vero motore per la ripresa. L’alternativa è di drammatica attualità: significa procedere, in modo accelerato, sulla via del declino, con la desertificazione del patrimonio produttivo costruito dal dopoguerra ad oggi.
Il manifesto delle priorità affronta questioni denunciate più volte, ma tuttora irrisolte. Emergono, in particolare, il tema dei ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione, la burocrazia, il fisco, il mercato del lavoro, l’energia, il cuneo fiscale, il credito: quelle criticità, cioè, che stanno rendendo estremamente difficile, quando non impossibile, fare impresa in Italia.
Nel corso della conferenza stampa, gli interventi dei presidenti hanno riportato i dati salienti della crisi nei loro territori ed illustrato i temi che compongono il manifesto, proponendo anche le fonti delle risorse, chiedendo quindi un cambio di passo alla politica ed al Governo.
E’ stato infine presentato il sito di cui s’è detto attivo da domani, ideato  da Marco Testa realizzata dal Gruppo Armando Testa e Reply. La filosofia del sito è semplice: consente ad ogni imprenditore di “metterci la faccia” realizzando un breve video per raccontare, in trenta secondi, le disfunzioni che rendono difficile, esasperante, fare impresa in Italia. E’ stata scelta una struttura a mosaico dinamica, cioè un “contenitore” adatto a mostrare i contributi filmati, privilegiando l’aspetto plurale.