Economia

Dalle piante da “accudire” alle tavole longboard

Dalle piante da “accudire” alle tavole longboard
Economia 21 Agosto 2015 ore 15:55

Succede così anche con le piante. Che attirano l’attenzione grazie a piccoli particolari, quali sono i fiori. E così succede quando di Silke Battistini (foto) si sente raccontare come di una “plant sitter”. Un germoglio, in verità, rispetto alle radici e ai rami del suo lavoro, ma che a Biella una professionista si occupi delle piante al posto di chi va in vacanza, in estate non è novità di poco conto. E così si può riassumere il significato del servizio da lei offerto di “plant sitting”.

Alla radice di questa professionalità, che va delineandosi da appena un anno, c’è un curriculum di tutto rispetto, costruito nonostante la giovane età e un impegno familiare forte. Silke Battistini ha infatti, solo 27 anni ed è mamma di due bambini. Laureatasi in Scienze geologiche con una votazione da 110 e lode all’Università di Genova, ha iniziato a lavorare dal 2010 nel campo dell’edilizia. Ma ben presto - racconta - ha sentito l’esigenza di cambiare settore e di dedicarsi alla sua passione: le piante. Già mamma, si è così iscritta ai corsi professionali di progettazione del verde e vivaismo ornamentale alla Scuola agraria del Parco di Monza e ha seguito corsi di decorazione florale come intrapreso esperienze sul campo, dalla sistemazione di serre alla riproduzione di piante ornamentali, allo studio e all’innesto dell’acero giapponese. In possesso del First Certificate of Cambridge per la lingua inglese, Silke ha appena terminato il corso di formazione legato alla crescita della propria impresa tenuto dalla Bocconi School of Management.

Dalle piante alla “Woodman Longboards”. Sì perché anche Matteo Tondella e Matteo Bernardini si sono impegnati per trasformare in lavoro la loro passione. I due giovani a fine 2013 hanno costituito ufficialmente la loro impresa artigiana, un grande passo, per due ragazzi che all’epoca avevano quasi 25 anni. A metà 2015,  i due amici biellesi continuano la loro attività, raccogliendo tante soddisfazioni. Anche se, ammettono loro per primi, si tratta ancora di un hobby, che la farraginosa burocrazia e legislazione italiana al momento non permettono di trasformare in professione vera e propria.

Già, ma cosa li impegna così tanto? Per cosa spendono tanta passione, Matteo Tondella e Matteo Bernardini? Come svela il loro marchio, si tratta di “longboard”, «l’antenato dello skateboard», spiegano. «Negli anni Sessanta, è diventano la tavola dei surfisti, che la usavano nei periodi di secca. Poi, negli anni Ottanta c’è stato il boom dello skate». La caratteristica forma a conca dei modelli più grandi, che mantiene i piedi più stabili, e la “kicktail” o coda rialzata sono i tratti del profilo di alcuni dei prodotti tagliati a laser che escono dal laboratorio FabLab, a cui si appoggiano. Creazioni, comprese quelle più piccole, che si presentano sotto forma di vari modelli ma possono anche essere personalizzate, a seconda dei gusti dell’acquirente. In una decina di giorni, dall’ordine alla consegna, il longboard “made in Biella” arriva a domicilio. E per domicilio, elencano i ragazzi, si intende anche «Australia, Canada, Germania, Francia».

Giovanna Boglietti

Leggi le storie dei tre giovani sull’Eco di Biella di giovedì 20 agosto 2015 

Succede così anche con le piante. Che attirano l’attenzione grazie a piccoli particolari, quali sono i fiori. E così succede quando di Silke Battistini (foto) si sente raccontare come di una “plant sitter”. Un germoglio, in verità, rispetto alle radici e ai rami del suo lavoro, ma che a Biella una professionista si occupi delle piante al posto di chi va in vacanza, in estate non è novità di poco conto. E così si può riassumere il significato del servizio da lei offerto di “plant sitting”.

Alla radice di questa professionalità, che va delineandosi da appena un anno, c’è un curriculum di tutto rispetto, costruito nonostante la giovane età e un impegno familiare forte. Silke Battistini ha infatti, solo 27 anni ed è mamma di due bambini. Laureatasi in Scienze geologiche con una votazione da 110 e lode all’Università di Genova, ha iniziato a lavorare dal 2010 nel campo dell’edilizia. Ma ben presto - racconta - ha sentito l’esigenza di cambiare settore e di dedicarsi alla sua passione: le piante. Già mamma, si è così iscritta ai corsi professionali di progettazione del verde e vivaismo ornamentale alla Scuola agraria del Parco di Monza e ha seguito corsi di decorazione florale come intrapreso esperienze sul campo, dalla sistemazione di serre alla riproduzione di piante ornamentali, allo studio e all’innesto dell’acero giapponese. In possesso del First Certificate of Cambridge per la lingua inglese, Silke ha appena terminato il corso di formazione legato alla crescita della propria impresa tenuto dalla Bocconi School of Management.

Dalle piante alla “Woodman Longboards”. Sì perché anche Matteo Tondella e Matteo Bernardini si sono impegnati per trasformare in lavoro la loro passione. I due giovani a fine 2013 hanno costituito ufficialmente la loro impresa artigiana, un grande passo, per due ragazzi che all’epoca avevano quasi 25 anni. A metà 2015,  i due amici biellesi continuano la loro attività, raccogliendo tante soddisfazioni. Anche se, ammettono loro per primi, si tratta ancora di un hobby, che la farraginosa burocrazia e legislazione italiana al momento non permettono di trasformare in professione vera e propria.

Già, ma cosa li impegna così tanto? Per cosa spendono tanta passione, Matteo Tondella e Matteo Bernardini? Come svela il loro marchio, si tratta di “longboard”, «l’antenato dello skateboard», spiegano. «Negli anni Sessanta, è diventano la tavola dei surfisti, che la usavano nei periodi di secca. Poi, negli anni Ottanta c’è stato il boom dello skate». La caratteristica forma a conca dei modelli più grandi, che mantiene i piedi più stabili, e la “kicktail” o coda rialzata sono i tratti del profilo di alcuni dei prodotti tagliati a laser che escono dal laboratorio FabLab, a cui si appoggiano. Creazioni, comprese quelle più piccole, che si presentano sotto forma di vari modelli ma possono anche essere personalizzate, a seconda dei gusti dell’acquirente. In una decina di giorni, dall’ordine alla consegna, il longboard “made in Biella” arriva a domicilio. E per domicilio, elencano i ragazzi, si intende anche «Australia, Canada, Germania, Francia».

Giovanna Boglietti

Leggi le storie dei tre giovani sull’Eco di Biella di giovedì 20 agosto 2015 

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