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Consumo beni durevoli, Biella resta tra le più "spendaccione"

A livello provinciale continua a spiccare la posizione di Biella che, con 2.926 euro per famiglia, si colloca al 4° posto tra tutte le province italiane

Consumo beni durevoli, Biella resta tra le più "spendaccione"
Economia Biella Città, 19 Settembre 2021 ore 08:42

Consumo beni durevoli, Biella resta tra le più "spendaccione"

Nel 2020 in Piemonte la spesa l’acquisto dei beni durevoli ha segnato un calo dell’11,2%, mostrando un profilo peggiore rispetto alla media nazionale (-10,3%), ma migliore rispetto a quella del Nord-Ovest (-11,9%) come rileva l'Osservatorio Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia. Il settore dell’auto e dei motoveicoli hanno registrato dinamiche negative, sperimentando un calo del 16,8% per le auto nuove e del 13,8% per le auto usate, e del 10,3% per i motoveicoli. Tra i comparti legati alla casa, elettrodomestici, elettronica e information technology (3,4%, 6,6% e 29,4% rispettivamente) hanno fornito un contributo positivo alla dinamica dei durevoli, a fronte di un calo dei consumi per i mobili (-13,3%) e per la telefonia (-3,1%).

Le province del Piemonte

Il quadro provinciale evidenzia andamenti più favorevoli rispetto alla media regionale per il capoluogo e Novara (entrambe a -10,7%), seguite da Cuneo (-10,8%) e Asti (-11,1%); mentre Verbania (-12,2%), Biella e Vercelli (entrambe -12,3%) e infine Alessandria (-12,9%) hanno evidenziato un’evoluzione negativa più ampia rispetto alla media regionale. Nel 2020 una famiglia piemontese ha speso in media 2.659 euro per beni durevoli, valore superiore sia alla media italiana (2.348), che a quella del Nord-Ovest per soli 24 euro. A livello provinciale continua a spiccare la posizione di Biella che, con 2.926 euro per famiglia (nel 2019 era a 3.358 euro), si colloca al 4° posto tra tutte le province italiane. Con un certo distacco seguono Novara (2.750), Cuneo (2.725 euro), Vercelli (2.721), Alessandria (2.668), mentre Verbania (2.639), Torino (2.608) e Asti (2.606) occupano le posizioni più arretrate, collocandosi rispettivamente al 41esimo, 43esimo e 45esimo posto nella graduatoria di tutte le province italiane.