Concorrenza sleale per 3.286 artigiani biellesi
Il fenomeno delle "imprese fantasma" e del lavoro nero costituisce fonte di danno per le imprese regolari.

Confartigianato Piemonte denuncia l'effetto della concorrenza sleale.
In Piemonte 79 mila aziende artigiane sotto attacco della concorrenza sleale
Nell’artigianato in Piemonte, circa 79 mila imprese, il 65,8% di quelle registrate nelle Camere di Commercio, sono quotidianamente sotto attacco da parte di “aziende fantasma”, con un tasso effettivo di lavoro non regolare che raggiunge l’11%. A Biella, le imprese artigiane maggiormente esposte alla concorrenza sleale sono 3.286 . Il dato arriva dal dossier “Artigianato esposto alla concorrenza sleale del sommerso in Piemonte”, elaborato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Piemonte, su dati Istat 2017.
I principali settori coinvolti
Costruzioni, autoriparazione, produzione di beni, somministrazione di servizi alla persona, trasporti, alloggio, ristorazione e agricoltura sono i settori maggiormente esposti alla concorrenza sleale del sommerso anche se nessuna professione più dirsi immune dagli attacchi dell’irregolarità aziendale. In Piemonte, il settore più colpito, come è noto, è quello delle costruzioni dove il sommerso concorre slealmente con 50.140 aziende artigiane (63,6% del totale delle esposte). Seguono i servizi alla persona con 15.913 (20,2%), i trasporti e magazzinaggio con 6.702 (8,5%), l’alloggio e la ristorazione con 3.448 (4,4%), i servizi di informazione e comunicazione con 1.077 (1,4%), l’agricoltura e la pesca con 769 (1%), l’autoriparazione con 377 (0,5%), l’istruzione con 179 (0,2%), la fabbricazione di prodotti chimici con 123 (0.2%) e l’industria estrattiva con 49 (0,1%).
Il fenomeno nelle province piemontesi
Oltre al dato biellese relativo al fenomeno della concorrenza sleale (3.286 imprese), il dossier elabora i dati anche per le altre province piemontesi. A Torino sono ben 40.745 le imprese artigiane maggiormente esposte alla concorrenza sleale; segue Cuneo con 11.618; Alessandria 7.106; Novara 6.114; Asti 4.050; Vercelli 3.087 e Verbania 2.771. «La contraffazione, l’abusivismo, il lavoro nero - ha commentato Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte - sono tante facce di un fenomeno che colpisce l’economia, i consumatori e svilisce il made in Italy. Non significa solo minor reddito per gli imprenditori onesti, ma anche migliaia di posti di lavoro in meno per i nostri giovani. ricchezza che alimenta organizzazioni malavitose, rischi per la salute e riduzione delle entrate fiscali che poi devono essere compensate dai contribuenti onesti. Confartigianato Imprese Piemonte, è da sempre in prima linea per contrastare con ogni mezzo questo fenomeno, promuovendo una più efficace legislazione a tutela di imprese e consumatori».
G.O.