Economia

Città del vino puntano a qualità e tradizione

Città del vino puntano a qualità e tradizione
Economia 22 Maggio 2015 ore 14:45

Sarà Novara ad ospitare domenica prossima l’Assemblea Nazionale delle Città del Vino. L’incontro che vedrà riuniti i sindaci e gli amministratori provenienti un po’ da tutta Italia, in rappresentanza degli oltre 450 Comuni associati nel nome delle terre del vino, si terrà al Broletto (nella foto) alle ore 10, un tempo sede del municipio di Novara. L’assemblea sarà l’atto conclusivo della Convention di Primavera delle Città del Vino, tutta piemontese, che aprirà venerdì pomeriggio ad Asti, città che sarà protagonista per due giorni di incontri e seminari intorno al tema dello sviluppo sostenibile dei territori vitivinicoli anche in funzione di EXPO 2015. «Il novarese è terra di grandi vini - afferma Vercelloni,  vice sindaco di Sizzano ma anche Coordinatore regionale delle Città del Vino del Piemonte - e con questo appuntamento abbiamo voluto ribadire che il Piemonte può vantare davvero tante eccellenze enologiche». Qui si coltivano vitigni importanti, come il Nebbiolo, che è alla base di denominazioni storiche quali Ghemme, Boca, Fara, Sizzano e Colline Novaresi. Per non parlare degli altri nostri vitigni autoctoni come Vespolina e Uva Rara o  Bonarda novarese.  Oltre ai 10 Comuni novaresi associati alla rete (da Boca a Fara, da Ghemme a Romagnano Sesia), figurano anche i territori dell’altra sponda del fiume Sesia, dove ci sono “Città del Vino” altrettanto importanti come  le vercellesi e biellesi Gattinara, Roasio, Brusnengo, Lessona e Villa del Bosco, dove si producono vini sempre base Nebbiolo, di grande storia, fama e qualità: Gattinara, Bramaterra, Lessona e Coste della Sesia.Tutte realtà, queste, che si sono rese protagoniste di attività innovative che riguardano, in particolare, la gestione del territorio: qui le scelte amministrative sono state caratterizzate dall’applicazione di buone pratiche. Nel 2008 Sizzano - ad esempio - è stata protagonista nell’ambito della programmazione urbanistica, vincendo il premio per il miglior  “Piano regolatore delle Città del Vino”,  progetto che punta a sensibilizzare alla tutela del territorio rurale. «Va in questa stessa direzione - afferma ancora Vercelloni - anche l’ottenimento nel 2014 da parte di 13 comuni (tra cui 9 Città del Vino) dell’attestato di “Buone Pratiche Ambientali” per la difesa e la tutela delle produzioni viticole con politiche agronomiche a basso impatto ambientale e per la tutela delle antiche forme di allevamento della vite, come il sistema di coltivazione a “maggiorino”, antica forma tipica di questa zona. R.A.

Sarà Novara ad ospitare domenica prossima l’Assemblea Nazionale delle Città del Vino. L’incontro che vedrà riuniti i sindaci e gli amministratori provenienti un po’ da tutta Italia, in rappresentanza degli oltre 450 Comuni associati nel nome delle terre del vino, si terrà al Broletto (nella foto) alle ore 10, un tempo sede del municipio di Novara. L’assemblea sarà l’atto conclusivo della Convention di Primavera delle Città del Vino, tutta piemontese, che aprirà venerdì pomeriggio ad Asti, città che sarà protagonista per due giorni di incontri e seminari intorno al tema dello sviluppo sostenibile dei territori vitivinicoli anche in funzione di EXPO 2015. «Il novarese è terra di grandi vini - afferma Vercelloni,  vice sindaco di Sizzano ma anche Coordinatore regionale delle Città del Vino del Piemonte - e con questo appuntamento abbiamo voluto ribadire che il Piemonte può vantare davvero tante eccellenze enologiche». Qui si coltivano vitigni importanti, come il Nebbiolo, che è alla base di denominazioni storiche quali Ghemme, Boca, Fara, Sizzano e Colline Novaresi. Per non parlare degli altri nostri vitigni autoctoni come Vespolina e Uva Rara o  Bonarda novarese.  Oltre ai 10 Comuni novaresi associati alla rete (da Boca a Fara, da Ghemme a Romagnano Sesia), figurano anche i territori dell’altra sponda del fiume Sesia, dove ci sono “Città del Vino” altrettanto importanti come  le vercellesi e biellesi Gattinara, Roasio, Brusnengo, Lessona e Villa del Bosco, dove si producono vini sempre base Nebbiolo, di grande storia, fama e qualità: Gattinara, Bramaterra, Lessona e Coste della Sesia.

Tutte realtà, queste, che si sono rese protagoniste di attività innovative che riguardano, in particolare, la gestione del territorio: qui le scelte amministrative sono state caratterizzate dall’applicazione di buone pratiche. Nel 2008 Sizzano - ad esempio - è stata protagonista nell’ambito della programmazione urbanistica, vincendo il premio per il miglior  “Piano regolatore delle Città del Vino”,  progetto che punta a sensibilizzare alla tutela del territorio rurale. «Va in questa stessa direzione - afferma ancora Vercelloni - anche l’ottenimento nel 2014 da parte di 13 comuni (tra cui 9 Città del Vino) dell’attestato di “Buone Pratiche Ambientali” per la difesa e la tutela delle produzioni viticole con politiche agronomiche a basso impatto ambientale e per la tutela delle antiche forme di allevamento della vite, come il sistema di coltivazione a “maggiorino”, antica forma tipica di questa zona. 

R.A.

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