“Campaign for Wool”: per la delegazione italiana, dinner in Scozia con Carlo d’Inghilterra

“Campaign for Wool”: per la delegazione italiana, dinner in Scozia con Carlo d’Inghilterra
Economia 14 Settembre 2016 ore 16:18

Un dinner molto speciale a Dumfries House in Scozia, giovedì scorso, per principali player mondiali della filiera della lana, delle istituzioni tessili e della moda, tra cui i vertici australiani di “The Woolmark Company” (grande sostenitrice della “Campaign for Wool”) nonché per un’importante delegazione italiana. Sì, perché l’ospite è stato nientemeno che il principe Carlo d’Inghilterra. A accompagnare  il drappello del “made in Italy”, il biellese Fabrizio Servente  nel suo ruolo di presidente della “Campaign for Wool Italia” nonché Strategy Advisor di “The Woolmark Company”. La delegazione italiana in rappresentanza della filiera tessile laniera e della moda era composta dal presidente di Ideabiella, Alessandro Barberis Canonico, da quello di Milano Unica, Ercole Botto Poala, dal Ceo di Loro Piana, Mattheu Brisset, dal presidente della Camera Nazionale  della Moda, Carlo Capasa,  da quello di Smi, Claudio Marenzi, dal Ceo di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone, da quello di Schneider Group, Giovanni Schneider, da quello di Marzotto Group, Sergio Tamborini, dal vicepresidente di Iwto, Piercarlo Zedda, e dal presidente di Ermenegildo Zegna Group, Paolo Zegna. Carlo d’Inghilterra ha accolto e ringraziato la delegazione italiana, sottolineando l’importanza che il nostro sistema tessile-moda riveste nella filiera mondiale della lana per l’altissima qualità dei prodotti. All’esclusivo dinner è seguita poi, venerdi scorso, la “Dumfries House Wool Conference” allargata ad un numero più ampio di protagonisti del mondo laniero, scientifico, ecologico, editoriale, provenienti da tutto il mondo. A chiusura della conferenza il principe, notoriamente molto sensibile e impegnato nel mondo dell’ecosostenibilità, ha ribadito il suo impegno nel supportare la “Campaign for Wool” rivolto soprattutto all’educazione del consumatore sul ruolo che la lana riveste, prima fra tutte, come fibra eco-sostenibile nel rispetto della salvaguardia della qualità di vita del pianeta. Proprio a questo proposito, Carlo d’Inghilterra ha voluto essere il primo firmatario della “Dumfries House Wool Declaration”, un documento che promuove l’utilizzo della lana elencandone le caratteristiche di fibra naturale, rinnovabile, parte importante nel ciclo naturale del carbonio, durevole, riciclabile, resistente alla fiamma, biodegradabile, e coerente con le linee guida dell’Animal Welfare. La “Dumfries House Declaration” è ora aperta alla sottoscrizione di tutti gli attori della filiera: dai tessili ai fashion brands e retailers. “L’invito di Sua Altezza al dinner di Dunmfries House - commenta Carlo Capasa , presidente della Camera nazionale della moda - è stato un onore e un importante riconoscimento per l’industria laniera e della moda italiana. Il sostegno di Carlo d’Inghilterra è di grande stimolo e aiuto nel promuovere e trasferire al consumatore le motivazioni per un più consapevole utilizzo di quella meravigliosa fibra che è la lana”.

Giovanni Orso  

Un dinner molto speciale a Dumfries House in Scozia, giovedì scorso, per principali player mondiali della filiera della lana, delle istituzioni tessili e della moda, tra cui i vertici australiani di “The Woolmark Company” (grande sostenitrice della “Campaign for Wool”) nonché per un’importante delegazione italiana. Sì, perché l’ospite è stato nientemeno che il principe Carlo d’Inghilterra. A accompagnare  il drappello del “made in Italy”, il biellese Fabrizio Servente  nel suo ruolo di presidente della “Campaign for Wool Italia” nonché Strategy Advisor di “The Woolmark Company”. La delegazione italiana in rappresentanza della filiera tessile laniera e della moda era composta dal presidente di Ideabiella, Alessandro Barberis Canonico, da quello di Milano Unica, Ercole Botto Poala, dal Ceo di Loro Piana, Mattheu Brisset, dal presidente della Camera Nazionale  della Moda, Carlo Capasa,  da quello di Smi, Claudio Marenzi, dal Ceo di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone, da quello di Schneider Group, Giovanni Schneider, da quello di Marzotto Group, Sergio Tamborini, dal vicepresidente di Iwto, Piercarlo Zedda, e dal presidente di Ermenegildo Zegna Group, Paolo Zegna. Carlo d’Inghilterra ha accolto e ringraziato la delegazione italiana, sottolineando l’importanza che il nostro sistema tessile-moda riveste nella filiera mondiale della lana per l’altissima qualità dei prodotti. All’esclusivo dinner è seguita poi, venerdi scorso, la “Dumfries House Wool Conference” allargata ad un numero più ampio di protagonisti del mondo laniero, scientifico, ecologico, editoriale, provenienti da tutto il mondo. A chiusura della conferenza il principe, notoriamente molto sensibile e impegnato nel mondo dell’ecosostenibilità, ha ribadito il suo impegno nel supportare la “Campaign for Wool” rivolto soprattutto all’educazione del consumatore sul ruolo che la lana riveste, prima fra tutte, come fibra eco-sostenibile nel rispetto della salvaguardia della qualità di vita del pianeta. Proprio a questo proposito, Carlo d’Inghilterra ha voluto essere il primo firmatario della “Dumfries House Wool Declaration”, un documento che promuove l’utilizzo della lana elencandone le caratteristiche di fibra naturale, rinnovabile, parte importante nel ciclo naturale del carbonio, durevole, riciclabile, resistente alla fiamma, biodegradabile, e coerente con le linee guida dell’Animal Welfare. La “Dumfries House Declaration” è ora aperta alla sottoscrizione di tutti gli attori della filiera: dai tessili ai fashion brands e retailers. “L’invito di Sua Altezza al dinner di Dunmfries House - commenta Carlo Capasa , presidente della Camera nazionale della moda - è stato un onore e un importante riconoscimento per l’industria laniera e della moda italiana. Il sostegno di Carlo d’Inghilterra è di grande stimolo e aiuto nel promuovere e trasferire al consumatore le motivazioni per un più consapevole utilizzo di quella meravigliosa fibra che è la lana”.

Giovanni Orso