CONGIUNTURA

Biella: produzione industriale giù del -1,8 per cento

I dati dell’indagine sul manifatturiero nel III trimestre 2023. Ordinativi in frenata sul mercato domestico (-4,5%). Tengono quelli esteri (+1,2%). 

Biella: produzione industriale giù del -1,8 per cento
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I dati dell’indagine sul manifatturiero nel III trimestre 2023. Ordinativi in frenata sul mercato domestico (-4,5%). Tengono quelli esteri (+1,2%).

I dati

Nel trimestre luglio-settembre 2023 la dinamica della congiuntura industriale ha registrato ulteriori segnali di indebolimento per le province dell’Alto Piemonte. Biella, con il suo -1,8% di produzione industriale, ha registrato il dato peggiore del Quadrante Nord Est, dove, peraltro, l’unico dato positivo è costituito da un modesto +0,8% messo a segno dal Vco. Il segno meno nella produzione industriale ha connotato, invece, anche Vercelli (-1,4%) e Novara (-1,1%). I dati arrivano dalla indagine sull’industria manifatturiera realizzata dalla Camera di Commercio Monte Rosa, Laghi e Alto Piemonte.

Focus biellese

Secondo le risultanze dell’indagine, il -1,8% realizzato dal manifatturiero biellese tra luglio e settembre (dato che, peraltro, colloca Biella all’ultimo posto della graduatoria piemontese, con una media regionale attestata al +1%) é complessivamente la sintesi di forti differenze tra i diversi comparti. In particolare, nel comparto tessile, è il finissaggio a aver registrato la flessione maggiore (-16,2%), seguito dalle altre industrie tessili (-6,1%) con la tessitura che si é attestata al -3,5%. Meno marcata la flessione per meccanica (-1,4%), filatura (-0,6%) e altre industrie (-0,5%). Per quanto riguarda gli ordinativi, a livello generale quelli provenienti dal mercato interno hanno registrato una flessione (-4,5%) mentre la domanda dal mercato estero si é attestata ad un modesto +1,2%, risultati che discendono da forti differenze tra i comparti e le classi dimensionali delle imprese. Deboli segnali per il fatturato, che appare in stallo a livello totale (+0,0%), registrando un lieve incremento della sola componente estera (+0,9%).

Ordinativi

Guardando ulteriormente dentro a questi dati, è possibile mappare l’andamento degli ordinativi dei singoli comparti. Nel periodo in esame, essi hanno visto un andamento positivo sia sul mercato domestico (+1%) sia su quello estero (+7,8%) solo per la filatura. Per gli altri comparti non è stato rilevato lo stesso binomio positivo. La tessitura, per esempio, ha visto gli ordinativi crescere del +7,5% sull’estero, ma diminuire del -14,8% sul nazionale. Binomio completamente negativo per il comparto del finissaggio dove il complessivo -16,2% è il frutto di due decrescite: il -14,5% risentito sul mercato domestico e il -8,3% realizzato sul mercato estero. Per le “altre industrie tessili” al +2,1% realizzato dall’andamento degli ordinativi dall’estero, ha fatto da contraltare il calo, seppur contenuto (-0,5%) risentito su quello interno. Il comparto della meccanica ha perso il 13,5% degli ordini dall’estero e il 7,2% dal nazionale. Per le “altre industrie manifatturiere”, il complessivo calo degli ordinativi del -0,5% è il risultato di un calo più marcato (-1,4%) sul mercato interno e di un più lieve decremento (-0,5%) su quello estero. Anche guardando il complessivo calo di produzione e ordini modulandolo per classe di addetti, emergono dati significativi. Il calo maggiore di andamento produttivo (-7,6%) e di ordini (-22,7% sul mercato interno) riguarda la manifattura con oltre 250 dipendenti che, tuttavia, ha visto una crescita del +12,6% degli ordini dall’estero. Subito dopo, il calo di produzione più evidente (-2,1%) ha riguardato la classe dimensionale delle manifatture più piccole (fino a 9 addetti), le quali , tuttavia, hanno visto aumentare gli ordinativi tanto sul mercato domestico (+0,8%) quanto su quello estero (+5,7%). Per la classe dimensionale da 10 a 49 addetti, il calo di produzione è stato del -1%, mentre il decremento dgli ordinativi è stato del -0,3% su entrambi i mercati. Per le manifatture da 50 a 249 addetti, si è registrato un calo produttivo del -1,5%, con un andamento degli ordinativi appena positivo dall’estero (+0,4%) e nettamente negativo (-6,6%) da mercato domestico.
Giovanni Orso

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