Biella: imprese artigiane ancora in calo

Biella: imprese artigiane ancora in calo
14 Febbraio 2017 ore 13:41

BIELLA – Sono 437 le imprese artigiane biellesi che, nel 2016, sono cessate non d’ufficio. Il dato (fonte Unioncamere-Infocamere) viene confrontato dall’Ufficio Studi di Confartigianato con quello delle aziende artigiane che, invece, durante lo scorso anno si sono iscritte al Registro delle imprese alla locale Camera di Commercio: 303. a tirare le somme, pertanto, nell’anno appena concluso, il tasso di variazione della nati mortalità delle imprese artigiane biellesi è stato del -2,4% , in peggioramento rispetto al 2015 quando era stato del -1,7%. Un risultato che mette Biella, nella graduatoria del rank del tasso 2016,  a quota 97, proprio come la vicina Vercelli che, l’anno scorso, ha registrato anch’essa una variazione del -2,4% del tasso di crescita delle sue imprese artigiane perdendo, per  cessazioni non d’ufficio, 413 aziende del settore.
Quadrante. L’esame del Quadrante Piemonte Nord Est, peraltro, non consente di vedere risultati migliori per l’artigianato locale. Pur restando in area negativa, comunque, il tasso di variazione 2016 migliora a Novara e nel Vco. Nel primo caso, alle 652 imprese artigiane iscritte al Registro della locale camera di Commercio, hanno fatto da contraltare 725 cessazione non d’ufficio, per un saldo finale di -73 aziende artigiane. Il tutto si è tradotto in un tasso di variazione della crescita delle imprese artigiane novaresi pari a -0,7%, in miglioramento rispetto al 2015 quando lo stesso tasso era stato pari a -1,2%. Nel Verbano-Cusio-Ossola, , durante il 2016, hanno chiesto iscrizione al Registro delle imprese artigiane 227 aziende, contro 270 cessazione non d’ufficio. Tradotto in tasso percentuale, il risultato è stato un -1% contro il -1,5% di un anno fa. Ma la situazione tradisce, con risultati differenziati, la difficoltà di un settore essenziale per l’economia locale, anche nelle altre province subalpine, da Alessandria (-2%), ad Asti (-0,8%); da Cuneo (-1,3%) a Torino (-0,9%). Complessivamente, in Piemonte, durante il 2016,  il tasso di crescita, pur restando negativo, migliora molto leggermente, passando dal -1,4% del 2015 al -1,2% a fine dicembre scorso. Però,  sono state ancora ben 9.878 le aziende artigiane  che durante i passati dodici mesi hanno chiuso i battenti per cessazioni non d’ufficio, contro le 8.440 nuove imprese artigiane nate nello stesso periodo.
Apprendistato. Ulteriore dato interessante sviluppato dall’Ufficio Studi di Confartigianato concerne gli apprendisti nelle imprese artigiane. In Piemonte, a fine 2015 (ultimo dato disponibile) erano 35.887 gli apprendisti in imprese artigiane. A Biella, il totale degli apprendisti era pari a 950 unità, ad Alessandria 2.515, a Asti 1.718, a Cuneo 6.551, a Novara 2.282, nel Vco 1.007 e, infine, 955 a Vercelli.
G.O.

BIELLA – Sono 437 le imprese artigiane biellesi che, nel 2016, sono cessate non d’ufficio. Il dato (fonte Unioncamere-Infocamere) viene confrontato dall’Ufficio Studi di Confartigianato con quello delle aziende artigiane che, invece, durante lo scorso anno si sono iscritte al Registro delle imprese alla locale Camera di Commercio: 303. a tirare le somme, pertanto, nell’anno appena concluso, il tasso di variazione della nati mortalità delle imprese artigiane biellesi è stato del -2,4% , in peggioramento rispetto al 2015 quando era stato del -1,7%. Un risultato che mette Biella, nella graduatoria del rank del tasso 2016,  a quota 97, proprio come la vicina Vercelli che, l’anno scorso, ha registrato anch’essa una variazione del -2,4% del tasso di crescita delle sue imprese artigiane perdendo, per  cessazioni non d’ufficio, 413 aziende del settore.
Quadrante. L’esame del Quadrante Piemonte Nord Est, peraltro, non consente di vedere risultati migliori per l’artigianato locale. Pur restando in area negativa, comunque, il tasso di variazione 2016 migliora a Novara e nel Vco. Nel primo caso, alle 652 imprese artigiane iscritte al Registro della locale camera di Commercio, hanno fatto da contraltare 725 cessazione non d’ufficio, per un saldo finale di -73 aziende artigiane. Il tutto si è tradotto in un tasso di variazione della crescita delle imprese artigiane novaresi pari a -0,7%, in miglioramento rispetto al 2015 quando lo stesso tasso era stato pari a -1,2%. Nel Verbano-Cusio-Ossola, , durante il 2016, hanno chiesto iscrizione al Registro delle imprese artigiane 227 aziende, contro 270 cessazione non d’ufficio. Tradotto in tasso percentuale, il risultato è stato un -1% contro il -1,5% di un anno fa. Ma la situazione tradisce, con risultati differenziati, la difficoltà di un settore essenziale per l’economia locale, anche nelle altre province subalpine, da Alessandria (-2%), ad Asti (-0,8%); da Cuneo (-1,3%) a Torino (-0,9%). Complessivamente, in Piemonte, durante il 2016,  il tasso di crescita, pur restando negativo, migliora molto leggermente, passando dal -1,4% del 2015 al -1,2% a fine dicembre scorso. Però,  sono state ancora ben 9.878 le aziende artigiane  che durante i passati dodici mesi hanno chiuso i battenti per cessazioni non d’ufficio, contro le 8.440 nuove imprese artigiane nate nello stesso periodo.
Apprendistato. Ulteriore dato interessante sviluppato dall’Ufficio Studi di Confartigianato concerne gli apprendisti nelle imprese artigiane. In Piemonte, a fine 2015 (ultimo dato disponibile) erano 35.887 gli apprendisti in imprese artigiane. A Biella, il totale degli apprendisti era pari a 950 unità, ad Alessandria 2.515, a Asti 1.718, a Cuneo 6.551, a Novara 2.282, nel Vco 1.007 e, infine, 955 a Vercelli.
G.O.

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