Economia

Assemblea di Confindustria: intervento di Donatelli

Economia 01 Giugno 2011 ore 11:57

(30 mag. 2011) Parola d’ordine “subito”: è l’avverbio pronunciato con maggior frequenza da Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, nel corso della sua relazione finale all’Assemblea Generale dell’associazione degli industriali: riforma fiscale subito, liberalizzazioni subito, infrastrutture subito, semplificazioni burocratiche subito. Il presidente degli industriali italiani è stata rigorosa nel denunciare che l’Italia ha ormai perduto un decennio di crescita: «Il tempo è un fattore chiave» ha detto Emma Marcegaglia, non facendo sconti nè alla maggioranza («Le difficoltà sono evidenti nel giudizio popolare») nè all’opposizione («E’ ancora incapace di esprimere un disegno riformista»). Parola d’ordine “subito”: è l’avverbio pronunciato con maggior frequenza da Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, nel corso della sua relazione finale all’Assemblea Generale dell’associazione degli industriali: riforma fiscale subito, liberalizzazioni subito, infrastrutture subito, semplificazioni burocratiche subito. Il presidente degli industriali italiani è stata rigorosa nel denunciare che l’Italia ha ormai perduto un decennio di crescita: «Il tempo è un fattore chiave» ha detto Emma Marcegaglia, non facendo sconti nè alla maggioranza («Le difficoltà sono evidenti nel giudizio popolare») nè all’opposizione («E’ ancora incapace di esprimere un disegno riformista»).

Delegazione biellese. La delegazione biellese all’assise romana di Confindustria era guidata dal presidente Uib, Luciano Donatelli, dai vicepresidenti Franco Thedy e Alberto Platini, dal presidente dei Giovani Uib, Alessandro Ciccioni, da quello della Piccola Industria, Nicolò Zumaglini, dal presidente Uib designato, Marilena Bolli, dal direttore dell’associazione industriali, Pier Francesco Corcione, e dal responsabile Relazioni Esterne Uib, Paolo Monfermoso.

L’intervento Uib. Tra gli interventi della parte privata dell’assemblea è da segnalare proprio quello del presidente Luciano Donatelli.
«A chi sottolineava i dati positivi di export e fatturato - dice Donatelli - ho voluto ricordare come tali attuali incrementi non siano però diffusi ma riguardino poche aziende top. Oggi, il 15% delle aziende di un distretto fa l’80% di fatturato mentre si allarga il numero di imprese che non ce la fanno: la ricchezza ed il valore aggiunto restano concentrato su pochi. Se non riflettiamo su questo, rischiamo di essere dei “sani immaginari”, parafrasando, al contrario, la commedia di Molìere. Serve una politica industriale nuova, ben riassunta proprio dal discorso di Emma Marcegaglia; una politica industriale che aiuti questa pletora di piccole aziende a non sparire, garantendo loro le condizioni possibili per continuare a fare impresa. Oggi, lo Stato finisce per aiutare invece solo chi sta già bene».
L’intervento di Donatelli, tre minuti serrati e biellesamente concreti, ha suscitato soprattutto il consenso degli esponenti delle Pmi che, nei vari distretti produttivi, vivono una situazione analoga.
«Nell’intervento - continua Luciano Donatelli - ho ritenuto opportuno richiamare il fatto che stavo parlando in qualità di presidente di una delle più antiche territoriali di Confindustria che, per decenni, ha sempre dato dato molto allo Stato centrale».

Il Sistri. Grazie all’azione di Confindustria e alle forti richieste delle sue territoriali, un primo risultato è già stato raggiunto ed annunciato proprio in sede di assemblea generale: l’entrata a regime del Sistri, il sistema integrato di controllo della tracciabilità dei rifiuti che avrebbe accresciuto adempimenti e stress per le imprese, è stata prorogata a settembre. «Buona notizia - commenta Franco Thedy -. La direttiva europea in materia fu recepita dal Parlamento in tempo record, forse per cercare di darsi un contegno davanti alla tragica situazione di Napoli. Da imprenditore mi chiedo: perché, con altrettanta sollecitudine, non è stata applicata la direttiva sul credito dove si fissano termini certi per il pagamento alle imprese? Forse perché essa chiama in causa gli enti pubblici?».

Biella 30 maggio 2011

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