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Artigiani piemontesi dubbiosi sulla manovra economica

Le nuove disposizioni legislative penalizzano le piccole imprese.

Artigiani piemontesi dubbiosi sulla manovra economica
Economia Biella Città, 30 Ottobre 2019 ore 16:39

La manovra economica non stimola la crescita.

Una manovra economica con lotta “a senso unico” all’evasione

Il presidente di Confartigianato Piemonte, Giorgio Felici, nel commentare la manovra varata dal Governo, sottolinea che «sarà difficile allontanarsi dalla crescita “zerovirgola” puntando soltanto sulla lotta all’evasione, grande e condivisibile battaglia che appare però molto circoscritta e mirata a senso unico nei confronti delle piccole imprese». Per Felici, infatti, in questa lotta sembra invece non esserci quasi nulla in tema di tassazione dei giganti del web né per contrastare i paradisi fiscali nell’Unione europea. «Quante delle grandi imprese del nostro Paese – si chiede Felici – hanno una sede legale e/o fiscale non made in Italy?».

Per Confartigianato Piemonte è un passo indietro

«In generale, sul fronte fiscale – continua il presidente degli artigiani piemontesi – avvertiamo passi indietro sul fronte delle semplificazioni e delle agevolazioni introdotte negli ultimi anni, e l’imposizione di nuovo obblighi, con il risultato che 3,5 miliardi di euro nel prossimo triennio vengono sottratti ai piccoli imprenditori e al lavoro autonomo, dirottando le risorse che erano destinate alla tassa del 20% per le imprese tra 65 mila e 1.000 euro di ricavi».

 

Artigiani già onerati dall’obbligo di fattura elettronica

Il presidente di Confartigianato Piemonte, mette poi il dito nella piaga rievocando le ulime disposizioni che, in materia di obbligo di emissione della cosiddetta “fattura elettronica”hanno finito per gravare gli artigiani di adempimenti ulteriori. La difficoltà è stata soprattutto rapprsentata, per le aziende più piccole, dalla dimestichezza con gli strumenti web. Ora, la manovra economica crea nuovi oneri ai piccoli imprenditoi. «Già è stato chiesto alle imprese di obbligarsi alla emissione di fatture soltanto elettroniche dal gennaio 2019 – conclude Felici -; inoltre dal gennaio 2020 tutti gli scontrini e le ricevute emesse saranno immediatamente rese disponibili all’Amministrazione finanziaria. Con tutta questa panoplia di adempimenti onerosi, complicati ed inutili, unitamente all’imposizione fiscale punitiva, cosa si può ancora chiedere alle piccole imprese come obblighi tributari?».

 

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