Artigianato, imprese in diminuzione

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Artigianato, imprese
in diminuzione

Tra le proposte anti crisi spunta
la "rottamazione delle licenze"

(5 mar) «La produzione è caduta nel secondo semestre ma c’è un segnale di fiducia importante: nonostante tutto gli artigiani hanno ancora investito in macchinari, indice della volontà nello stare al passo coi tempi». Così Franco Prina Cerai, presidente di Confartigianato Biella, ha introdotto la presentazione della consueta indagine congiunturale sul settore, illustrata oggi, giovedì, in conferenza stampa. I dati mostrano un lieve calo delle unità attive in provincia, che sono passate da 6.503 del
2007 a 6.491 del 2008(-0,2%), un’inversione di tendenza dopo molti anni. «L’85% degli artigiani si dice pessimista nelle prospetive per il futuro - aggiunge Luca Guzzo, direttore Cna Biella - ma dicono anche di essere pronti a ripartire». Sono numerose, infatti, le proposte presentate dalla associazioni artigiane al vicepresidente della Regione Piemonte, Paolo Peveraro, in primis la "rottamazione delle licenze" per accompagnare alla pensione i titolari di esercizi in crisi.

Artigianato, imprese
in diminuzione
Tra le proposte anti crisi anche la "rottamazione delle licenze"

«La produzione è caduta nel secondo semestre ma c’è un segnale di fiducia importante: nonostante tutto gli artigiani hanno ancora investito in macchinari, indice della volontà nello stare al passo coi tempi». Così Franco Prina Cerai, presidente di Confartigianato Biella, ha introdotto la presentazione della consueta indagine congiunturale sul settore, illustrata oggi, giovedì, in conferenza stampa.
I dati mostrano un lieve calo delle unità attive in provincia, che sono passate da 6.503 del
2007 a 6.491 del 2008(-0,2%), un’inversione di tendenza dopo molti anni. Biella rimane comunque tra le prime province italiane per concentrazione di imprese artigiane sul totale (36,4%). Nel secondo semestre 2008, complessivamente, l’andamento della produzione è risultato in calo per il 72% delle imprese intervistate, registrando un saldo (tra crescita e riduzione della produzione) pari a -44%.
Contrariamente al semestre precedente, che mostrava la tenuta di alcuni comparti, in questo periodo i dati negativi provengono da tutti i settori: Tessile (-88%), Servizi all’impresa (-76%), Trasporti (-50%), Meccanotessile (-44%), Alimentare (-38%), Servizi alla persona (-34%), Altre manifatture (-32%), Edilizia/Installatori (-26%) e Riparazioni (-8%). Segnali di forte pessimismo vengono evidenziati anche dal quadro previsionale per il primo semestre 2009, che registra un -42% come saldo complessivo ottimisti-pessimisti.
«L’85% degli artigiani si dice pessimista nelle prospetive per il futuro - aggiunge Luca Guzzo, direttore Cna Biella - ma dicono anche di essere pronti a ripartire». Sono numerose, infatti, le proposte presentate dalla associazioni artigiane al vicepresidente della Regione Piemonte, Paolo Peveraro. In particolare, come si legge nel documento elaborato da Cna Biella, alle imprese artigiane con titolari, soci e coadiuvanti vicini alla pensione, con una anzianità contributiva di almeno 5 anni potrebbe andare un accompagnamento graduale alla pensione, con un indennizzo pari sempre al minimo pensionabile, fino al raggiungimento della pensione. Un provvedimento simile a quanto avviene per il settore del commercio e turismo con il ripristino del decreto sulla cosiddetta rottamazione delle licenze attraverso il decreto anti crisi. Una seconda proposta, poi, si rivolge ai titolari, soci o coadiuvanti di imprese artigiane che chiudono l’attività con una anzianità lavorativa di almeno 5 anni, un’erogazione di una “cassa integrazione” di almeno un anno. L’importo, si specifica nel documento, potrebbe essere pari al minimo pensionabile (517 euro al mese) per un periodo di un anno.

(5 marzo 2009)

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