La protesta

Anche centinaia di agricoltori biellesi hanno detto "Basta cinghiali"

Presenti alla manifestazione di Torino con il presidente e il direttore della Federazione Coldiretti Vercelli-Biella.

Anche centinaia di agricoltori biellesi hanno detto "Basta cinghiali"
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Anche centinaia di agricoltori biellesi e vercellesi hanno preso parte alla mobilitazione che ieri sera, giovedì 4 luglio, ha visto oltre 6 mila imprenditori agricoli e allevatori da tutto il Piemonte manifestare davanti al grattacielo della Regione con un grande corteo e con i loro trattori per dire “Basta cinghiali”.

Secondo le stime di Coldiretti Piemonte, ammonterebbero infatti a oltre 5 milioni di euro i danni provocati mediamente dai cinghiali in Piemonte per ogni campagna agraria, con il numero di capi che, negli ultimi anni, sarebbe in continua crescita, fino a raggiungere quota +110 mila.

Coldiretti Vercelli-Biella e cinghiali

Mobilitazione contro i cinghiali

Nel corso della mobilitazione (a cui ha preso parte anche la referente piemontese dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada, Annagrazia Basile), si è svolto un importante il confronto con il governatore, Alberto Cirio, che, insieme al neo assessore regionale all’Agricoltura con delega alla Peste Suina, Paolo Bongioanni, intervenuto sul palco, si è impegnato a portare avanti le istanze esposte da Coldiretti Piemonte.

"Superato il limite di saturazione"

La Federazione Coldiretti Vercelli-Biella è stata rappresentata dal presidente Roberto Guerrini e dal direttore Luciano Salvadori.

"Questa mobilitazione di Coldiretti sta avvenendo in tutta Italia proprio perché si tratta di una problematica diffusa ed incontrollata.

"Qui in Piemonte la presenza di cinghiali ha raggiunto un livello oltre il limite di saturazione - commentano Guerrini e Salvadori -. Una vera e propria invasione che ha determinato una condizione di reale pericolo per l’incolumità delle persone ed una tragedia dal punto di vista economico per le imprese agricole. Campi devastati, raccolti falcidiati, incidenti automobilistici anche mortali, un costante assedio delle aree rurali ed una sempre maggior presenza anche nelle zone urbanizzate.

"A tutto questo, dal 2022, si è aggiunta la Peste Suina africana che sta mettendo a rischio l’intera filiera suinicola piemontese, che è tra quelle più importanti economicamente nel tessuto imprenditoriale agricolo. Fortunatamente nei nostri territori non si sono ancora verificati casi, ma non possiamo abbassare la guardia".

Le richieste di Coldiretti Piemonte

Alla luce di questa situazione, Coldiretti Piemonte ha chiesto, tra le altre cose, alla Regione di:

- dare immediata e completa attuazione al Piano Regionale di Interventi Urgenti, così da permettere un'efficace azione di abbattimento, di significativo contenimento dei danni e di riduzione del rischio in termini di pubblica sicurezza, con particolare riferimento alle aree urbanizzate;

- rafforzare le misure e le azioni per il depopolamento dei cinghiali, rendendo attuative le disposizioni straordinarie per tutelare i Distretti Suinicoli;

- consentire sull’intero territorio regionale, senza limitazioni, l’attivazione degli interventi urgenti ed inderogabili, semplificando le procedure e rendendole uniformi;

- autorizzare la possibilità di interventi in autodifesa dell’imprenditore agricolo anche nelle Aree Protette;

- permettere la caccia di selezione anche nelle ore notturne;

- creare le condizioni affinché anche nelle aree di restrizioni le attività di contenimento possano essere potenziate;

- avviare un processo volto a riformare l’attuale assetto degli istituti venatori.

 

 

 

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