Economia
la ripartenza

Al via Milano Unica, Biella protagonista: "Tessile tornato ai livelli pre covid"

Il ministro Giorgetti all'apertura: “Sono orgoglioso del nostro settore del tessile e degli accessori, nonostante le difficoltà è in forte ripresa e con ottime prospettive di crescita nei prossimi mesi"

Al via Milano Unica, Biella protagonista: "Tessile tornato ai livelli pre covid"
Economia Biella Città, 12 Luglio 2022 ore 15:07

Milano Unica brinda all'export tessile che sale. Si è aperta stamane, martedì,   a Fiera Milano Rho, la 35esima edizione di Milano Unica, fiera del tessile e accessori di alta gamma, che torna ai tre giorni di attività (fino a giovedì) con una platea di espositori di qualità che, grazie alla ripresa dei mercati internazionali e al calo delle restrizioni sugli spostamenti, hanno catturato più visitatori dall’estero.

La tessitura torna a livelli pre Covid

Per la tessitura italiana (laniera, cotoniera, liniera, serica e a maglia), il primo trimestre del 2022, in base ai dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda, si rivela un buon traino, sia se confrontato con l’avvio del 2021, sia perché complessivamente in linea con l’analogo periodo del 2019. Se si considera l’andamento dell’indice Istat della produzione industriale, la tessitura ortogonale registra un incremento tendenziale del +34,3%, ben lontano dal -16,3% con cui si era chiuso il primo trimestre 2021. In aggiunta, sulla base dei più recenti dati disponibili, ad aprile 2022, sia la tessitura ortogonale, sia la tessitura a maglia presentano un ritmo di crescita in linea con quello del primo trimestre: la prima mette a segno una dinamica del +30,3%, la tessitura a maglia del +2,6%.  A confronto con l’aprile del 2019, inoltre, la tessitura ortogonale cresce del +7,3%, mentre la tessitura a maglia lo supera addirittura del +28,1 per cento.

Vendite estere in aumento al +46,2%

Passando all’analisi degli scambi con l’estero, nel periodo compreso tra gennaio e marzo 2022, le vendite estere mostrano un aumento a due cifre nella misura del +46,2% (mentre il gennaio-marzo 2021 si era chiuso con un decremento del -21,6 per cento). Allo stesso tempo le importazioni di tessuti dall’estero fanno registrare una dinamica pari al +65,7% (nel primo trimestre 2021 erano calate del -8,7 per cento). Francia e Germania risultano i primi mercati di sbocco, davanti a Romania, Stati Uniti e Cina. Quest’ultima, se sommata al valore dell’export di Hong Kong, raggiungerebbe la terza posizione. Cina e Hong Kong verrebbero però scavalcate dal totale dell’export verso la penisola iberica. Spagna e Portogallo, infatti, assieme si collocherebbero al terzo posto, lasciando intravedere l’avvio di un possibile processo di reshoring della confezione a favore di aree geograficamente più vicine ai mercati finali. Il Gigante Asiatico, la Turchia e il Pakistan si confermano, invece, come i primi tre paesi fornitori di tessuti per il nostro sistema industriale, con una quota complessiva vicina al 60 per cento. Da gennaio a marzo 2022 il saldo della bilancia commerciale di comparto si porta sui 292,3 milioni di euro, in aumento di circa 50,4 milioni rispetto all’avanzo del corrispondente periodo del 2021.

Al salone 389 aziende

Il salone del tessile per abbigliamento uomo, donna e bambino, si riconferma un punto di riferimento per il sistema: le aziende presenti sono 389, di cui 324 italiane e 65 straniere, che, con le loro nuove proposte per l’A/I 2023-24, scommettono sulla ripresa. Il panorama espositivo è completato dalle numerose aree speciali e di ricerca, che portano le presenze di questo 35esimo appuntamento a un totale di 445 espositori. Tra queste si annoverano l’Osservatorio Korea, l’Osservatorio Japan, Origin Passion and Beliefs, l’Innovation Area, lo spazio dedicato alle startup e l’area Designers. The Woolmark Company, Linen Dream Lab e Filo sustainability offriranno ulteriori spunti di ricerca e approfondimento sulle fibre e sui filati. Prima presenza invece per Retex Green, il consorzio di nuova costituzione che si pone come acceleratore della moda circolare. Importante novità, inoltre, la presenza di enti certificatori di sostenibilità.

"Forte ripresa, ma c'è preoccupazione"

Nel discorso di apertura, il presidente di Milano Unica, Alessandro Barberis Canonico, ha  evidenziato la ripresa del comparto tessile e l’efficacia della Fiera e della sua offerta, come strumento di accelerazione del processo: "Il settore Tessile – Abbigliamento - ha detto - è in forte ripresa. Si prevede che alla fine del 2022 si tornerà a livelli pre-pandemici. Lo conferma, in modo evidente, la presenza di 445 espositori, un ottimo segnale di crescita e un’iniezione di fiducia per il futuro".

"In un panorama di crescita evidenziato dai dati di settore, ma anche di incertezza generale – ha aggiunto Sergio Tamborini, presidente di Sistema Moda Italia – le aziende e gli imprenditori del tessile e abbigliamento sono in prima linea per affrontare il cambiamento che sta vivendo la filiera, puntando su azioni coese e sulla sostenibilità. Dopo avere costituito il primo consorzio per affrontare il tema della responsabilità estesa del produttore SMI promuove nuove misure a tutela del settore per mitigare gli effetti dell’inflazione e del caro energia”.

Il ministro Giorgetti: siamo a fianco del settore

“Sono orgoglioso del nostro settore del tessile e degli accessori, nonostante le difficoltà è in forte ripresa e con ottime prospettive di crescita nei prossimi mesi – ha infine dichiarato il Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti -. Il Made in Italy si distingue per la bellezza, la funzionalità e l’unicità, non a caso è ricercatissimo e desiderato in tutto il mondo. Ma, come altri ambiti soffre per due drammatiche mancanze: le materie prime e i costi energetici. Il governo sta mettendo in campo misure importanti per contrastare questi fenomeni e come Mise siamo a fianco del settore con tutti gli strumenti necessari per favorire lo sviluppo e l’innovazione dei materiali e delle tecnologie. Solo così anche la moda può vincere la sfida del futuro e essere competitiva”.

La moda fattura  nel 2021 280 miliardi

Dalla presentazione di Bain & Company è emerso che il settore moda (premium e lusso, escludendo il segmento mass) ha toccato nel 2021 quota circa 280miliardi di euro (+28% vs. 2020), con una ripresa guidata dalla Cina, l’America e l’Europa. Nell’abbigliamento, si evidenzia una ripresa del segmento donna più veloce rispetto all’uomo, sebbene rimanga sotto i valori del 2019. I primi mesi del 2022 registrano complessivamente un solido recupero, principalmente sostenuto dal dinamismo in America e dal consumo locale in Europa. La Cina, invece, dopo i primi mesi di continua crescita, ha subito un drastico rallentamento della domanda, fortemente ostacolata dalla politica zero- covid iniziata a marzo. Per il comparto moda, ci si attende che anche il segmento premium ritorni ai valori pre-covid tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2023. Questo, insieme a una continua performance positiva attesa nel segmento lusso, sta contribuendo alla forte ripresa del mercato tessile, con ordini a parità o già oltre i livelli del 2019 per la SS23 (trend che ci si attende venga confermato nella FW23/24) e un fatturato complessivo del comparto che dovrebbe quindi ritornare a livelli pre-pandemici a partire dal primo semestre 2023 – circa un anno in anticipo rispetto alle attese. Queste previsioni sono supportate non solo da un solido aumento dei volumi, ma anche da un effetto prezzo legato all’aumento di listini, in conseguenza dell’inflazione dei costi.

 

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