A Première Vision, sino a questa sera, il tessile-abbigliamento italiano è protagonista

A Première Vision, sino a questa sera, il tessile-abbigliamento italiano è protagonista
Economia 09 Febbraio 2017 ore 12:20

PARIGI – Sono 1.678 gli espositori del tessile-abbigliamento-moda-accessori riuniti a Parigi, sino a questa sera, in occasione di Première Vision. Il salone internazionale, in questa edizione, punta soprattutto sul rapporto high tech e moda e lo fa lanciando il Wearable Lab, uno spazio-laboratorio dedicato alle nuove tecnologie. Si tratta, come ha spiegato il direttore generale di Première Vision, Gilles Lasbordes, di uno strumento essenziale per accompagnare lo sviluppo  tecnologico del settore moda. Così, Première, quest’anno ha invitato al salone una decina di artisti che hanno immaginato dei prototipi con lo scopo di dimostrare la frontiera delle possibilità applicative delle nuove tecnologie all’universo tessile. Non solo: nel contesto di Wearable Lab, Première ha chiamato alcune startup europee che già realizzano prodotti high-tech pronti per essere declinati nei capi moda, conferendo ad essi un valore aggiunto. Proprio a questo tema, ieri pomeriggio, Première Vision ha pure dedicato un seminario che ha approfondito gli aspetti del marketing legato al fashion con contaminazione high tech. Perchè, dicono al salone parigino, i prodotti a valore tecnologico non devono restare dei gadget, ma essere in grado di rispondere a reali bisogni del consumatore. Tra i 47 Paesi rappresentati a Première, nei suoi sei saloni che ne compongono il corpus unitario (Yarns, Fabrics, Leather, Design, Accessories e Manifacturing) è sicuramente l’Italia a sostenere la parte della protagonista, con un totale di 625 marchi, presenti soprattutto a Première Vision Fabrics, il salone dei tessuti. Il salone parigino, complessivamente, conta di portare al Parc des Expositions di Villepinte circa 55 mila visitatori di cui oltre il 70% internazionali. I marchi del made in Biella che partecipano, fino a questa sera nella capitale francese, al salone di Première Vision sono una ventina. Chiusa con soddisfazione la XXIV edizione di Milano Unica, per alcuni di questi brand, con produzioni perlopiù polarizzate sul segmento “Donna”, è venuto il momento di trasferirsi a Parigi per presentare le collezioni primavera-estate 2018. Al salone parigino, pertanto, sono presenti, nelle varie tipologie produttive rappresentate da Première, le seguenti aziende: Alberto & Roy, Lanificio Campore, Lanificio Cerruti, Lanificio Luigi Colombo, Tessitura di Crevacuore, Lanificio Egidio Ferla, Guabello (Div. Marzotto), Ma.Al.Bi, Maglificio Maggia, Marlane (Div. Marzotto), F.lli Piacenza, Lanificio di Sordevolo, Lanificio Subalpino, F.lli Tallia di Delfino (Div. Marzotto), Tessilstrona, Marchi & Fildi, Met Manifattura Etichette Tessute. In particolare, occorre ricordare che la tessitura made in Biella, nelle rilevazioni effettuate da Ideabiella in occasione della sua 77ª edizione, ha chiuso il 2016 mostrando una maggior resilienza e reattività rispetto alle performance del tessile nazionale: il fatturato è cresciuto del + 0,7%) e l’export del  +2,1%.

Giovanni Orso

PARIGI – Sono 1.678 gli espositori del tessile-abbigliamento-moda-accessori riuniti a Parigi, sino a questa sera, in occasione di Première Vision. Il salone internazionale, in questa edizione, punta soprattutto sul rapporto high tech e moda e lo fa lanciando il Wearable Lab, uno spazio-laboratorio dedicato alle nuove tecnologie. Si tratta, come ha spiegato il direttore generale di Première Vision, Gilles Lasbordes, di uno strumento essenziale per accompagnare lo sviluppo  tecnologico del settore moda. Così, Première, quest’anno ha invitato al salone una decina di artisti che hanno immaginato dei prototipi con lo scopo di dimostrare la frontiera delle possibilità applicative delle nuove tecnologie all’universo tessile. Non solo: nel contesto di Wearable Lab, Première ha chiamato alcune startup europee che già realizzano prodotti high-tech pronti per essere declinati nei capi moda, conferendo ad essi un valore aggiunto. Proprio a questo tema, ieri pomeriggio, Première Vision ha pure dedicato un seminario che ha approfondito gli aspetti del marketing legato al fashion con contaminazione high tech. Perchè, dicono al salone parigino, i prodotti a valore tecnologico non devono restare dei gadget, ma essere in grado di rispondere a reali bisogni del consumatore. Tra i 47 Paesi rappresentati a Première, nei suoi sei saloni che ne compongono il corpus unitario (Yarns, Fabrics, Leather, Design, Accessories e Manifacturing) è sicuramente l’Italia a sostenere la parte della protagonista, con un totale di 625 marchi, presenti soprattutto a Première Vision Fabrics, il salone dei tessuti. Il salone parigino, complessivamente, conta di portare al Parc des Expositions di Villepinte circa 55 mila visitatori di cui oltre il 70% internazionali. I marchi del made in Biella che partecipano, fino a questa sera nella capitale francese, al salone di Première Vision sono una ventina. Chiusa con soddisfazione la XXIV edizione di Milano Unica, per alcuni di questi brand, con produzioni perlopiù polarizzate sul segmento “Donna”, è venuto il momento di trasferirsi a Parigi per presentare le collezioni primavera-estate 2018. Al salone parigino, pertanto, sono presenti, nelle varie tipologie produttive rappresentate da Première, le seguenti aziende: Alberto & Roy, Lanificio Campore, Lanificio Cerruti, Lanificio Luigi Colombo, Tessitura di Crevacuore, Lanificio Egidio Ferla, Guabello (Div. Marzotto), Ma.Al.Bi, Maglificio Maggia, Marlane (Div. Marzotto), F.lli Piacenza, Lanificio di Sordevolo, Lanificio Subalpino, F.lli Tallia di Delfino (Div. Marzotto), Tessilstrona, Marchi & Fildi, Met Manifattura Etichette Tessute. In particolare, occorre ricordare che la tessitura made in Biella, nelle rilevazioni effettuate da Ideabiella in occasione della sua 77ª edizione, ha chiuso il 2016 mostrando una maggior resilienza e reattività rispetto alle performance del tessile nazionale: il fatturato è cresciuto del + 0,7%) e l’export del  +2,1%.

Giovanni Orso

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