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A Milano Unica Cina buyer a +10%

A Milano Unica Cina buyer a +10%
Economia 22 Marzo 2016 ore 14:30

Crescono del +10% i buyer e gli operatori della IX edizione di Milano Unica Cina, il salone che ha chiuso i battenti venerdì sera a Shanghai. Una graditissima sorpresa, se si considera il fatto che l’edizione di primavera, solitamente inferiore nei numeri a quella di ottobre dedicata all’autunno/inverno, questa volta ha dato ottima prova di sè, registrando una buona affluenza di clienti selezionati che, nei tre giorni di lavori, ha toccato la quota 3.850 unità. La maggior parte di questi buyer, secondo le aspettative, è arrivata dalla Cina, ma sono state registrate anche presenze importanti da Corea, Giappone e Usa, con soddisfazione da parte di tutti i 79 espositori del salone (20 i brand del made in Biella). 

L’edizione chiusasi venerdì a Shanghai ha confermato il successo del laniero e della drapperia e dei tessuti per il casualwear. A crescere ancora, in maniera lieve ma costante, è apparso il mercato rivolto alla donna. L’andamento del cotone, invece, ha confermato il momento di calo registrato dai dati economici dell’export verso la Cina: «il rallentamento dell’economia cinese, lo spostamento verso un abbigliamento casual seppur raffinato, la presenza ancora di scorte elevate, delle strutture distributive da ripensare, sono certamente tra le cause del fenomeno» recita la nota diffusa da Milano Unica al termine della IX edizione a Shaghai. «Abbiamo lavorato molto bene, tuttavia questo non vuol dire che per i tessuti in cotone sia finito il momento poco brillante - commenta, non a caso,  Silvio Albini, past president della manifestazione e attuale presidente e Ad di Albini Group -. Noi, comunque, crediamo molto in questo mercato e continuiamo senza esitazioni».

Un afflusso così consistente è stato fonte di soddisfazione per espositori ed organizzatori. «Lavorare in un clima di positività, entusiasmo, interesse è davvero importante - afferma, infatti, il presidente di Milano Unica, Ercole Botto Poala -. È anche vero che, in qualche modo, questo afflusso è stato condizionato dalle defezioni dei compratori cinesi durante le fiere europee di febbraio. Siamo soddisfatti soprattutto della crescente qualità dei clienti anche se, per la concretizzazione degli affari, dovremo ovviamente attendere i mesi a venire». Sulla stessa linea  anche il presidente di Smi, Claudio Marenzi. «Siamo molto soddisfatti del successo riscosso da Milano Unica Cina e dalla seconda edizione di “La Moda Italiana@Chic” - dice Marenzi -.  Si è trattato di un'occasione preziosa per le aziende del settore tessile-moda Italiane che hanno, in questo modo, avuto la preziosa occasione di farsi conoscere su un mercato in crescita e sempre più trainante a livello globale come quello cinese». Anche in questa edizione, Milano Unica ha potuto contare sul prezioso supporto di Ministero dello Sviluppo Economico, Agenzia Ice, Smi, Banca Sella e Woolmark.

G.O.

Crescono del +10% i buyer e gli operatori della IX edizione di Milano Unica Cina, il salone che ha chiuso i battenti venerdì sera a Shanghai. Una graditissima sorpresa, se si considera il fatto che l’edizione di primavera, solitamente inferiore nei numeri a quella di ottobre dedicata all’autunno/inverno, questa volta ha dato ottima prova di sè, registrando una buona affluenza di clienti selezionati che, nei tre giorni di lavori, ha toccato la quota 3.850 unità. La maggior parte di questi buyer, secondo le aspettative, è arrivata dalla Cina, ma sono state registrate anche presenze importanti da Corea, Giappone e Usa, con soddisfazione da parte di tutti i 79 espositori del salone (20 i brand del made in Biella). 

L’edizione chiusasi venerdì a Shanghai ha confermato il successo del laniero e della drapperia e dei tessuti per il casualwear. A crescere ancora, in maniera lieve ma costante, è apparso il mercato rivolto alla donna. L’andamento del cotone, invece, ha confermato il momento di calo registrato dai dati economici dell’export verso la Cina: «il rallentamento dell’economia cinese, lo spostamento verso un abbigliamento casual seppur raffinato, la presenza ancora di scorte elevate, delle strutture distributive da ripensare, sono certamente tra le cause del fenomeno» recita la nota diffusa da Milano Unica al termine della IX edizione a Shaghai. «Abbiamo lavorato molto bene, tuttavia questo non vuol dire che per i tessuti in cotone sia finito il momento poco brillante - commenta, non a caso,  Silvio Albini, past president della manifestazione e attuale presidente e Ad di Albini Group -. Noi, comunque, crediamo molto in questo mercato e continuiamo senza esitazioni».

Un afflusso così consistente è stato fonte di soddisfazione per espositori ed organizzatori. «Lavorare in un clima di positività, entusiasmo, interesse è davvero importante - afferma, infatti, il presidente di Milano Unica, Ercole Botto Poala -. È anche vero che, in qualche modo, questo afflusso è stato condizionato dalle defezioni dei compratori cinesi durante le fiere europee di febbraio. Siamo soddisfatti soprattutto della crescente qualità dei clienti anche se, per la concretizzazione degli affari, dovremo ovviamente attendere i mesi a venire». Sulla stessa linea  anche il presidente di Smi, Claudio Marenzi. «Siamo molto soddisfatti del successo riscosso da Milano Unica Cina e dalla seconda edizione di “La Moda Italiana@Chic” - dice Marenzi -.  Si è trattato di un'occasione preziosa per le aziende del settore tessile-moda Italiane che hanno, in questo modo, avuto la preziosa occasione di farsi conoscere su un mercato in crescita e sempre più trainante a livello globale come quello cinese». Anche in questa edizione, Milano Unica ha potuto contare sul prezioso supporto di Ministero dello Sviluppo Economico, Agenzia Ice, Smi, Banca Sella e Woolmark.

G.O.