A Cittadellarte, il romanzo del tessuto

A Cittadellarte, il romanzo del tessuto
Economia 22 Maggio 2012 ore 11:06

Il tessuto non è solo trama ed ordito. No, il tessuto è qualcosa di più: è un romanzo splendido ed affascinante. Lo hanno raccontato insieme, questo romanzo, imprenditori tessili, manager e confezionisti riuniti, venerdì scorso, a Cittadellarte in occasione del convegno “Il tessuto, questo meraviglioso sconosciuto”, organizzato dal Biella Master Fibre Nobili in collaborazione con Uib e Cittadellarte-Fondazione Pistoletto.

Moderati sapientemente dal presidente del Biella Master, Luciano Barbera, i migliori esperti del settore tessile si sono confrontati sulla tecnica e sulla filosofia del tessuto. Un convegno che avrebbe forse espresso ancor meglio la sua grande potenzialità, in termini di logica comunicazionale, se organizzato nel cosiddetto quadrilatero milanese della moda italiana, a rimarcare lo stretto legame tra il settore a monte e quello a valle della filiera (anche se non è mancato chi ha sottolineato che, proprio Biella costituirebbe invece una location ideale in quanto permetterebbe una presa di campo diretta sul mondo dei lanifici).

La giornata. Da Pier Carlo Zedda (Iwto) a Luca Alvigini; da Nino Cerruti (molto apprezzato il suo intervento in cui ha richiamato, tra l’altro, la difficoltà rappresentata dal fatto che i confezionisti passano sempre meno ordini con il programmato, rendendo difficoltoso poi dover gestire in extremis la produzione di tessuti per i quali occorrono 65 diversi passaggi) a Alberto Frignani; da Ercole Botto Poala («E’ sui tempi che verterà la sfida dei prossimi anni) sino ad Alberto Zanin, Walter Tura o Alberto Platini oltre che tanti altri esperti: un parterre di relatori che ha narrato a giornalisti e confezionisti  il romanzo del tessile. Perché, come ha detto Luciano Barbera, «il tessuto è soprattutto magia» e, di quella magia, è impregnata la storia biellese, con le sue rammendatrici che, un tempo non così lontano, volavano ancora a “restaurare” i tessuti sino in America o con i suoi macchinari d’antan che oggi sono cimeli preziosi ma sui quali, nei decenni, si è stemperata la fatica di operaie e maestranze. «Dobbiamo fare in modo - ha detto Barbera - che il consumatore finale percepisca tutta questa magia e non si lasci tentare solo dal brand modaiolo o dal prezzo».

Confezione. Un auspicio, quello di Barbera, che per tradursi in realtà ha bisogno di un aiuto forte da parte dei confezionisti.
«Il cliente finale è spesso “ignorante di questa magia - ha detto Gabriele Napoletano, manager di Kiton -. Il nostro sforzo è quello di formare i venditori affinchè essi trasmettano questa conoscenza al buyer. Biella ci aiuta in questo cammino, perché essa rappresenta il luogo dove, soprattutto sul disegno tessile, l’innovazione è più forte. E non c’è dubbio che proprio il disegno ed il colore siano gli elementi che a prima vista attraggono il cliente».
«Tra noi e il mondo biellese esiste una fortissima affinità culturale - ha aggiunto Franco Häfele, Ad di Scabal Italia, il più importante gruppo mondiale nei tessuti da uomo -. Nel mondo di oggi, forse, la grande qualità pare talvolta essere surclassata dall’attenzione per il prezzo ma una “pedagogia dell’eccellenza” consente di poter fare percepire e apprezzare al cliente  la differenza».