A Biella, nasce “Brandamour” e compra il marchio “D’Avenza"

A Biella, nasce “Brandamour” e compra il marchio “D’Avenza"
Economia 08 Settembre 2016 ore 12:04

MILANO - La Need, la Srl biellese che, appena nel giugno scorso, ha perfezionato l’acquisizione di “Botto-Fila” cresce ancora e si trasforma. Nicolò Caneparo e Matteo Tempia Valenta rilanciano dal salone di Ideabiella, nel contesto di Milano Unica, e lo fanno con i fuochi d’artificio, vista la rapidità e l’entità dell’operazione: grazie ad un fondo di investimenti australiano, con sede a Dubai e operatività a Londra, i due giovani e coraggiosi imprenditori biellesi hanno, infatti, dato il via ad un’operazione di crescita in grande stile. Insomma nelle settimane scorse, è nata la società per azioni “Brandamour” (dal soprannome di un avo di Matteo Tempia Valenta) nella quale sono confluiti, tanto per cominciare, Need, Luigi Botto e F.lli Ormezzano (altro marchio storico acquisito in precedenza dalla stessa Need). Non basta: “Brandamour” (nome che, solo all’apparenza, suggerisce una crasi anglo-francese) ha subito provveduto a fare shopping e lo ha fatto in modo intelligente e mirato, portandosi a casa il brand “D’Avenza”, primaria realtà produttrice di abiti sartoriali con sede a Carrara dal 1957: un  marchio che è espressione del miglior made in Italy sartoriale. «Tanto per intenderci - dice Matteo Tempia Valenta -, “D’Avenza” ha realizzato il cappotto sartoriale che Marlon Brando indossa in “Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci».

 

Operazione. Del resto, che cosa aspettarsi di meno da Matteo Tempia Valenta e Nicolò Caneparo? «Dopo l’acquisizione di Botto-Fila, l’obiettivo era non solo quello di centralizzare le attività nel polo di Valle Mosso, ma anche quello di crescere ancora, completando verso l’alto di gamma la filiera - spiega Nicolò Caneparo - . Ma la crescita è possibile solo con forti investimenti: l’entusiasmo, insomma, non basta». Ecco allora la ricerca di un investitore istituzionale disposto a scommettere sul progetto-sogno di Tempia Valenta e Caneparo. «Il nostro invito è stato accolto da Hermitage Investment Group, un fondo australiano con sede a Dubai e operatività a Londra - spiega Tempia Valenta -. Grazie ad un aumento di capitale di 7 milioni di euro, abbiamo potuto far nascere “Brandamour”, la società per azioni di cui il suddetto fondo possiede una quota pari al 27,5%. Ad essa fanno ora capo Need, i marchi Luigi Botto e F.lli Ormezzano nonché  il marchio “D’Avenza”, appena acquistato. Complessivamente, “Brandamour” sviluppa oggi un fatturato di circa 20 milioni di euro».

 

Collezioni. L’operazione “D’Avenza” costituisce non solo un volano per intercettare la clientela più sofisticata, ma un ottimo strumento per ricevere input dal mercato del lusso. «Input - dicono Tempia Valenta e Caneparo - che noi traduciamo poi  nei prodotti delle nostre collezioni». Un esempio? L’organzina in cashmere dai pesi impalpabili e dalle fantasie più raffinate,  o certe printed flannel dal look perfetto: un prodotto che rappresenta una punta avanzata di ricerca della collezione, con il ricorso alla stampa digitale sui tessuti. «Con “D’Avenza” - spiega ancora Tempia Valenta - siamo oggi pronti a partire con una collezione ready to wear che coniuga l’eccellenza della materia prima, la qualità sartoriale esclusiva e la tecnica sofisticata dei finissaggi Luigi Botto. Nel frattempo, resta in campo e procede anche il progetto del riassetto degli archivi storici di Luigi Botto che rappresentano una preziosa fonte di ispirazione».

Insomma, se il presidente di Milano Unica, Botto Poala, ha invitato, durante l’opening di martedì, gli imprenditori a rischiare di più e a non aver paura, qui a Ideabiella ci sono due giovani che lo hanno preso alla lettera. Non era, del resto, Goethe a scrivere: “Qualunque sogno tu possa sognare, comincia, perché l’audacia reca con sè forza e magia?”. Parole che sembrano scritte apposta per Nicolò Caneparo, per Matteo Tempia Valenta e per la loro neonata “Brandamour”.   

MILANO - La Need, la Srl biellese che, appena nel giugno scorso, ha perfezionato l’acquisizione di “Botto-Fila” cresce ancora e si trasforma. Nicolò Caneparo e Matteo Tempia Valenta rilanciano dal salone di Ideabiella, nel contesto di Milano Unica, e lo fanno con i fuochi d’artificio, vista la rapidità e l’entità dell’operazione: grazie ad un fondo di investimenti australiano, con sede a Dubai e operatività a Londra, i due giovani e coraggiosi imprenditori biellesi hanno, infatti, dato il via ad un’operazione di crescita in grande stile. Insomma nelle settimane scorse, è nata la società per azioni “Brandamour” (dal soprannome di un avo di Matteo Tempia Valenta) nella quale sono confluiti, tanto per cominciare, Need, Luigi Botto e F.lli Ormezzano (altro marchio storico acquisito in precedenza dalla stessa Need). Non basta: “Brandamour” (nome che, solo all’apparenza, suggerisce una crasi anglo-francese) ha subito provveduto a fare shopping e lo ha fatto in modo intelligente e mirato, portandosi a casa il brand “D’Avenza”, primaria realtà produttrice di abiti sartoriali con sede a Carrara dal 1957: un  marchio che è espressione del miglior made in Italy sartoriale. «Tanto per intenderci - dice Matteo Tempia Valenta -, “D’Avenza” ha realizzato il cappotto sartoriale che Marlon Brando indossa in “Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci».

Operazione. Del resto, che cosa aspettarsi di meno da Matteo Tempia Valenta e Nicolò Caneparo? «Dopo l’acquisizione di Botto-Fila, l’obiettivo era non solo quello di centralizzare le attività nel polo di Valle Mosso, ma anche quello di crescere ancora, completando verso l’alto di gamma la filiera - spiega Nicolò Caneparo - . Ma la crescita è possibile solo con forti investimenti: l’entusiasmo, insomma, non basta». Ecco allora la ricerca di un investitore istituzionale disposto a scommettere sul progetto-sogno di Tempia Valenta e Caneparo. «Il nostro invito è stato accolto da Hermitage Investment Group, un fondo australiano con sede a Dubai e operatività a Londra - spiega Tempia Valenta -. Grazie ad un aumento di capitale di 7 milioni di euro, abbiamo potuto far nascere “Brandamour”, la società per azioni di cui il suddetto fondo possiede una quota pari al 27,5%. Ad essa fanno ora capo Need, i marchi Luigi Botto e F.lli Ormezzano nonché  il marchio “D’Avenza”, appena acquistato. Complessivamente, “Brandamour” sviluppa oggi un fatturato di circa 20 milioni di euro».

Collezioni. L’operazione “D’Avenza” costituisce non solo un volano per intercettare la clientela più sofisticata, ma un ottimo strumento per ricevere input dal mercato del lusso. «Input - dicono Tempia Valenta e Caneparo - che noi traduciamo poi  nei prodotti delle nostre collezioni». Un esempio? L’organzina in cashmere dai pesi impalpabili e dalle fantasie più raffinate,  o certe printed flannel dal look perfetto: un prodotto che rappresenta una punta avanzata di ricerca della collezione, con il ricorso alla stampa digitale sui tessuti. «Con “D’Avenza” - spiega ancora Tempia Valenta - siamo oggi pronti a partire con una collezione ready to wear che coniuga l’eccellenza della materia prima, la qualità sartoriale esclusiva e la tecnica sofisticata dei finissaggi Luigi Botto. Nel frattempo, resta in campo e procede anche il progetto del riassetto degli archivi storici di Luigi Botto che rappresentano una preziosa fonte di ispirazione».

Insomma, se il presidente di Milano Unica, Botto Poala, ha invitato, durante l’opening di martedì, gli imprenditori a rischiare di più e a non aver paura, qui a Ideabiella ci sono due giovani che lo hanno preso alla lettera. Non era, del resto, Goethe a scrivere: “Qualunque sogno tu possa sognare, comincia, perché l’audacia reca con sè forza e magia?”. Parole che sembrano scritte apposta per Nicolò Caneparo, per Matteo Tempia Valenta e per la loro neonata “Brandamour”.  

 

Giovanni Orso