150° ANNI D'UNIONE, IERI L'ASSEMBLEA: IL VIDEO

150° ANNI D'UNIONE, IERI L'ASSEMBLEA: IL VIDEO
Economia 21 Giugno 2014 ore 11:22

Sono Quintino Sella e Alfonso La Marmora ma anche Giuseppe Pella i “numi tutelari” richiamati da Marilena Bolli, presidente Uib, nelle prime battute del suo intervento all’assemblea annuale  dell’associazione, svoltasi ieri a Città Studi e che ha avuto come ospite d’onore  il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.

L’assemblea del 150º anniversario di fondazione dell’Uib non si è però risolta nella retorica. Affidata la celebrazione storica soprattutto alla proiezione di un  video iniziale di tredici minuti e mezzo, fatto realizzare per l’occasione da via Torino, e alla citazione della presidente riguardante i biellesi Sella e La Marmora (nel 1864 rispettivamente presidente del Consiglio e ministro delle Finanze dell’allora Regno d’Italia), quella di ieri è stata un’assemblea proiettata soprattutto sulla ricerca di un possibile futuro per un Biellese dove la crisi ha prodotto una mutazione antropologica e sistemica profonda. Nelle parole di Marilena Bolli, si è avvertita, pertanto, soprattutto la assunzione di responsabilità da parte del sistema imprenditoriale, la voglia di tornare protagonisti di un destino comune, cominciando a dare l’esempio della concretezza.

IL VIDEO DEI 150° ANNI DELL'UNIONE INDUSTRIALE BIELLESE

 

Patto. Ciò cominciare da un nuovo ridisegno dello stesso assetto territoriale di Confindustria. L’intervento pubblico di Marilena Bolli è, infatti, avvenuto dopo che nella parte privata gli imprenditori presenti hanno ratificato, all’unanimità, il patto che manda finalmente  a regime il processo di aggregazione territoriale tra Uib, Ain e Confindustria Vercelli-Valsesia. «Con il supporto di Confindustria Piemonte - ha spiegato la presidente di Uib -, si è  condiviso l’obiettivo di costituire un’unica area funzionale e geografica dotata di un nuovo modello organizzativo attraverso l’integrazione delle singole associazioni territoriali. Si tratta di un percorso di progressiva integrazione associativa che avrà termine entro il giugno 2016 e che prevede steps di avvicinamento ad una metodologia unica».
Diversificazione. Al di là delle richieste alla politica (rappresentata, tra gli altri, in quella sede anche dal presidente di Regione Piemonte, Sergio Chiamparino) e costituite purtroppo, ancora una volta, dagli stessi problemi che l’inerzia ha lasciato irrisolti (semplificazione normativa e fiscale, Irap, debiti delle Pa, accesso al credito ecc), l’intervento di Marilena Bolli ha rimesso al centro il ruolo dell’imprenditore come architetto sociale. Non prima, però, di aver chiamato in causa quella stessa inerzia che gioca contro le imprese e aver bollato come “furto di futuro” quell’atteggiamento, strappando più volte l’applauso alla platea. «L’oggi - ha detto Marilena Boli - richiede interventi urgenti. Di fronte ad un dato come quello delle circa 23 mila persone che costituiscono lo stock di iscritti al Centro per l’Impiego, dobbiamo ammettere che l’industria ora rimasta su questo territorio non è più sufficiente ad assorbire  quella vasta platea di persone in cerca di lavoro. L’itinerario per raggiungere la condizione in cui il sistema possa ricominciare ad assorbire occupazione  deve passare attraverso la frontiera della diversificazione produttiva. Soprattutto oggi che il “Rapporto dei settori industriali” di Intesa Sanpaolo ci dice che il manifatturiero rappresenta ancora il nostro credibile futuro: di più, il nostro corale destino».
Impegno. La presidente ha invitato gli imprenditori  a considerare gli elementi che costituiscono il differenziale biellese e su cui, pertanto, è possibile impegnarsi: l’Università di  Città Studi,  “Tessile e Salute”, Po.in.tex e le potenzialità liberate dal nuovo ospedale con le possibili sinergie con centri di ricerca avanzata: un complesso di fattori dalla cui coniugazione virtuosa, nell’analisi di Marilena Bolli, potrebbe nascere un nuovo modello di distretto polarizzato su tessile, salute e ricerca di settore. «Ce la faremo anche questa volta - ha detto -; ce la faremo  recuperando la capacità strategica di La Marmora, la concretezza di Sella e la capacità di visione di Pella: strategia, concretezza e visione devono essere le stelle polari da cui ripartire in occasione di questo 150 anniversario».

Squinzi. A salutare con particolare soddisfazione il nuovo patto tra Uib, Ain e Confindustria Vercelli-Valsesia è stato proprio il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.
«Ciò va nella direzione auspicata che è quella della razionalizzazione ed ottimizzazione»  ha detto rispondendo ad una domanda del direttore di Eco di Biella Roberto Azzoni cui è toccato il compito di intervistarlo.
In particolare, il leader degli industriali italiani ha colto l’occasione per sottolineare che i timidi segnali di ripresa che sembrano intravvedersi all’orizzonte non sono tuttavia tali da poter consentire di abbassare la soglia di preoccupazione. «La strada è ancora tutta in saluta - ha detto -. E per chi ama il ciclismo, come me, posso dire che abbiamo ancora di fronte lo Zoncolan e non una salita qualunque. Dal 2007, abbiamo perso nove punti di Pil ed il 25% di volumi nel manifatturiero, distruggendo il 15% della capacità produttiva del nostro Paese. Le proiezione del Centro Studi Confindustria, parlano del 2021-2023 per poter recuperare i livelli ante crisi».
Il presidente Squinzi, rispondendo alle varie domande, ha pi ripetuto quanto più volte detto in merito alle attese di Confindustria. In particolare, il leader degli industriali italiani, pur apprezzando gli sforzi del Governo, non ha nascosto di riporre molte speranze nell’azione che l’Italia potrà svolgere in Europa durante il semestre di presidenza italiano, soprattutto in ordine ad una nuova stagione di minor rigore e maggior rilancio degli investimenti.
Giovanni Orso

 

Biellese: territorio in transizione con il progetto Delphi

«Tante piccole luci insieme possono rischiarare il buio e illuminare il cammino». Cita Confucio, la presidente Uib, Marilena Bolli, durante il suo intervento alla parte pubblica dell’assemblea annuale dell’associazione. Lo fa per dire che il futuro di questo territorio martoriato dalla crisi, con uno stock di iscritti al Centro per l’Impiego che sfiora le 23 mila unità e con 190 aziende tessili che hanno chiuso i battenti negli ultimi 10 anni, ha bisogno di ritrovare urgentemente una nuova prospettiva ed un riposizionamento: qualcosa di possibile solo sulla base di un progetto condiviso fra gli attori sociali.
Il progetto.  E’ in questa logica che va il nuovo “Progetto Delphi” che vede l’Uib in campo con Fondazione Crb e con Camera Commercio Biella. «Nell’antica Grecia - ha spiegato Marilena Bolli -, quando una polis doveva intraprendere una guerra o una spedizione o compiere un’impresa importante o capire quale potesse essere la strada da percorrere per superare le difficoltà, mandava propri ambasciatori a  Delphi per consultare il celebre oracolo. Oggi, i tempi sono assai diversi, ma identica è la sete di certezze. Alla predizione oracolare si sono fortunatamente sostituite la statistica, la sociologia e l'approccio razionale ai problemi. E' su questa strada che dobbiamo camminare e l’Uib, con Fondazione Crb e  Camera di Commercio Biella, ha deciso di farlo con il progetto di ricerca “Biella in transizione” affidato a Laboratorio Network Rln di Enzo Rullani».
Metodo.  L’indagine utilizzerà una metodologia chiamata, non a caso, “Delphi” e si articolerà in alcuni steps essenziali su un campione di circa 200 persone, guardando ad un orizzone temporale di 15 anni (2030). L'indagine , volta a conoscere il futuro atteso come frutto dello spontaneo andamento delle cose (ma per tutti i temi rilevanti si chiederà se questa prospettiva possa mutare o meno in seguito a possibili interventi correttivi di politiche economiche e sociali), si articolerà in un questionario cartaceo, in una successiva indagine telefonica di tipo integrativo, e quindi in una elaborazione di sintesi affidata ad un gruppo di “testimoni qualificati” (opinion leader, innovatori, operatori creativi).
Sintesi. «I risultati ottenuti, sintetizzati in un primo rapporto - ha spiegato Marilena Bolli -, saranno oggetto di discussione in due forum organizzati con diverse categorie di attori sociali (imprenditori, policy makers, associazioni imprenditoriali e sindacali) per tradurre le idee più praticabili in progetti operativi capaci di coinvolgere persone che possano rappresentare i promotori attivi dello sviluppo locale. La presentazione finale dei risultati del lavoro avverrà a novembre, in occasione del Convegno conclusivo in cui verrà presentato il Rapporto finale. E' in questo modo che vogliamo contribuire a recuperare quella capacità di architettura sociale necessaria a riprogettare il Biellese».  
G.O.

 

Le aziende longeve premiate sono 92

Novantadue erano le imprese associate longeve inserite nell’elenco dell’Unione Industriale Biellese pronte per la premiazione, i rappresentanti di una decina non si sono presentati per motivi diversi. A premiare le altre con successiva foto di gruppo quattro presidenti: Squinzi, Marco Gai (Giovani imprenditori Confindustria nazionale), Bolli e Chiamparino. Assente  Pietro Sella per motivi di lutto aziendale, per la morte dell’ad e  dg Donato Valz Gen.

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GIOVEDì 26 GIUGNO LO SPECIALE CON ECODIBIELLA SULL'ASSEMBLEA UIB