scontro sui "renitenti alla leva"

Volano stracci tra Fratelli d’Italia e Lega sul ruolo dei medici di base “sindacalizzati”

Preioni li accusa di essersi negati quando c'era bisogno. Delmastro attacca l'alleato e li difende: "Inaccettabile la gogna mediatica"

Volano stracci tra Fratelli d’Italia e Lega sul ruolo dei medici di base “sindacalizzati”
Biella Città, 13 Aprile 2020 ore 20:18

Andrea Delmastro parlamentare biellese di Fratelli d’Italia, solitamente si scaglia contro la sinistra, questa volta siamo invece di fronte a un corto circuito tutto interno al centro destra. E il casus belli sono le pesanti accuse rivolte dal capogruppo della Lega in regione Alberto Preioni, contro i medici di base. In pratica li ha accusati (alcuni) di essere stati alla larga dal rischio di contagio, ignorando di fatto i propri pazienti. Insomma non una bella immagine.

Le accuse del leghista Preioni ai medici

“Alcuni medici di famiglia, sindacalizzati, oggi ci attaccano – ha dichiarato Alberto Preioni, capogruppo della Lga in consigliore regionale del Piemonte – Vogliamo dire loro, e al loro presidente, che abbiamo segnalazioni di medici di famiglia che si sono negati, che non si sono recati dai malati, che li hanno aspettati giorni e giorni, e questo certamente non ha aiutato a contenere l’epidemia. E che avrebbero già dovuto avere le protezioni necessarie, perché anche in tempi normali possono avere dei malati infettivi e quindi le protezioni bisogna averle sempre”.

 Il contrattacco dell’FdI  Delmastro all'”alleato” Preioni della Lega

“Trovo sconcertante che Lega, per bocca del suo capogruppo regionale in Piemonte, attacchi i medici di base in prima linea per fronteggiare l’emergenza coronavirus – scrive Delmastro rivolto a Preioni – Ovunque possono annidarsi dei «renitenti alla leva» , ma non è moralmente accettabile che una intera categoria che si è sacrificata per la lotta al coronavirus venga sottoposta ad una gogna mediatica immeritata”.

Delmastro si schiera a favore della “corporazione” dei medici di base (un discreto bacino anche elettorale) senza se e senza ma: “Grazie ai medici di base per il lavoro svolto, spesso senza dispositivi di sicurezza e senza protezioni.
È doppiamente inquietante la coincidenza che il  j’accuse, smodato e fuori luogo, intervenga mentre riceviamo in pompa magna i medici cubani con foto da regime di operetta.  Voglio ringraziare i medici di base italiani per il lavoro svolto senza risparmio di energie, anche se chi doveva pensare a loro non è stato in grado di assicurargli di operare in sicurezza. Devo forse ricordare io che i medici di base fanno parte del sistema sanitario nazionale?”

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