Vitello denutrito, ucciso

Vitello denutrito, ucciso
21 Aprile 2017 ore 14:35

Quel vitello ammalato non gli serviva più, così lo ha abbandonato in una stalla e lo ha lasciato morire. E’ successo a Pralungo. I residenti della zona hanno chiamato i carabinieri. Il vitellino, ormai in fin di vita, è stato abbattuto. Il proprietario, un allevatore di 56 anni residente in paese, verrà probabilmente denunciato. Rischia l’accusa di maltrattamento di animali, reato punibile con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5mila a 30mila euro. «Casi del genere – spiega Luca Sala (nella foto), direttore del servizio di sanità pubblica veterinaria e del dipartimento di prevenzione dell’Asl Bi – fortunatamente sono  rari».A portare alla luce quell’orribile episodio  sono stati i carabinieri, allertati da un residente della zona. Quando i militari hanno raggiunto la cascina indicata, in regione Bose, e hanno visto quel vitellino, hanno faticato a credere ai propri occhi: era molto sofferente, in condizioni igieniche e di salute disperate. Stava morendo. E’ stato fatto intervenire il veterinario Asl reperibile che, dopo aver visitato l’animale ha  ordinato venisse ucciso. Le condizioni del vitello erano gravissime, tenerlo in vita significava solo esporlo a una sofferenza atroce. «Non posso entrare nel merito di quanto accaduto – spiega dall’Asl Bi Luca Sala – si paventano per il proprietario del vitello uno o più reati. Oggi (mercoledì per chi legge) l’animale verrà inviato all’istituto zooprofilattico sperimentale di Torino per accertare i motivi per i quali era in condizioni tanto debilitate».Casi simili sono, per fortuna, molto rari: «Per un allevatore gli animali sono fonte di reddito. La loro morte è un danno molto grave. Proprio poiché rappresentano un capitale, è nel loro interesse far sì che le bestie siano in buone condizioni di salute e di produttività. Il servizio veterinario Asl effettua periodici controlli, per verificare che gli animali vengano tenuti in buone condizioni di salute».Sh.C.

Quel vitello ammalato non gli serviva più, così lo ha abbandonato in una stalla e lo ha lasciato morire. E’ successo a Pralungo. I residenti della zona hanno chiamato i carabinieri. Il vitellino, ormai in fin di vita, è stato abbattuto. Il proprietario, un allevatore di 56 anni residente in paese, verrà probabilmente denunciato. Rischia l’accusa di maltrattamento di animali, reato punibile con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5mila a 30mila euro. «Casi del genere – spiega Luca Sala (nella foto), direttore del servizio di sanità pubblica veterinaria e del dipartimento di prevenzione dell’Asl Bi – fortunatamente sono  rari».A portare alla luce quell’orribile episodio  sono stati i carabinieri, allertati da un residente della zona. Quando i militari hanno raggiunto la cascina indicata, in regione Bose, e hanno visto quel vitellino, hanno faticato a credere ai propri occhi: era molto sofferente, in condizioni igieniche e di salute disperate. Stava morendo. E’ stato fatto intervenire il veterinario Asl reperibile che, dopo aver visitato l’animale ha  ordinato venisse ucciso. Le condizioni del vitello erano gravissime, tenerlo in vita significava solo esporlo a una sofferenza atroce. «Non posso entrare nel merito di quanto accaduto – spiega dall’Asl Bi Luca Sala – si paventano per il proprietario del vitello uno o più reati. Oggi (mercoledì per chi legge) l’animale verrà inviato all’istituto zooprofilattico sperimentale di Torino per accertare i motivi per i quali era in condizioni tanto debilitate».Casi simili sono, per fortuna, molto rari: «Per un allevatore gli animali sono fonte di reddito. La loro morte è un danno molto grave. Proprio poiché rappresentano un capitale, è nel loro interesse far sì che le bestie siano in buone condizioni di salute e di produttività. Il servizio veterinario Asl effettua periodici controlli, per verificare che gli animali vengano tenuti in buone condizioni di salute».Sh.C.

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