Protesta

Vigliano, bolletta rifiuti alle stelle: la petizione di 264 abitanti arriva in Comune

Il gruppo chiede l’immediata sospensione a tempo indeterminato della Tarip.

Vigliano, bolletta rifiuti alle stelle: la petizione di 264 abitanti arriva in Comune
Cronaca Grande Biella, 05 Dicembre 2020 ore 14:27

Lettera protocollata in protesta della Tarip, dal gruppo Viglianesi uniti contro la Tarip.

Lettera diffusa sui social

Buongiorno Viglianesi,
come promesso ecco la lettera integrale presentata e protocollata in comune relativa alla protesta SEAB.
Noi promotori Giovanni M. Benetti Cristian Chiappetta Michy Romano Cristina Sebastianelli abbiamo messo anche i nostri estremi all'interno della lettera,che non pubblicherò per privacy
Ci siamo esposti in prima persona ma non abbiamo paura, la paura non riguarda chi agisce in onestà/correttezza e in senso civico
Alla lettera è allegato l'adesione di 264 cittadini alla petizione online
Buona lettura

"In qualità di rappresentanti del comitato spontaneo “Vigliano-Tarip” chiedono di
conferire con il Sindaco Cristina Vazzoler e il Presidente Seab Luca Rossetto ovvero un
loro rappresentante.
Si vogliono porre alla Vostra competente attenzione i disagi rilevati dalla cittadinanza in
merito alla fatturazione dei rifiuti in corso relativa al Comune di Vigliano Biellese, già
evidenziati da alcuni cittadini a dicembre 2018 ( corrispondenza mail con ufficio Tarip).

PREMESSA
La presente non vuole avere carattere partitico ed ostruttivo nei confronti del lavoro
svolto, siamo però consapevoli che si possa quantomeno raggiungere un accordo tra le
parti e migliorare il nostro futuro. Vuole, infatti, avere anche un aspetto propositivo,
innovativo e costruttivo.
Si riconosce che l’Amministrazione di Vigliano è stata indiscutibilmente esaustiva e
chiara su alcuni punti (“dal 1° gennaio 2019 pago per ogni volta che espongo il bidone”,
le modalità di conferimento dei rifiuti e la loro differenziazione), mentre su altri si è
dimostrata lacunosa e imprecisa (tariffario, “se dal 1° gennaio espongo più del minimo
pago di più”).
Prendendo in esame il verbale di deliberazione del consiglio comunale n°7 del
27/03/2019 e tralasciando frasi autoreferenziali del tipo “lo avevo detto o segnalato mesi prima”, possiamo evincere le seguenti criticità, dalle quali vorremmo partire per uscire da questo confronto con un accordo che ristabilisca equità sociale, economica e
soprattutto una strategia da attuare almeno fino al 2024 (scadenza del contratto con
Seab). Abbiamo fiducia in una politica (nella sua accezione etimologicamente più
ottimistica) che mira al benessere delle persone quanto alla oggettiva necessità di
profitto delle aziende.
Si legge a pagina 3 del verbale sopracitato:
Evidenziato inoltre che gli obiettivi che si intendono perseguire risultano essere:
a) la riduzione della produzione del rifiuto indifferenziato;
b) l ’aumento della percentuale di raccolta differenziata con l’utilizzo di servizi di
raccolta porta a porta affiancati a modalità di raccolta controllata che favoriscano
e stimolino cittadini ed attività economiche alla differenziazione, adottando
sistemi finalizzati all’identificazione elettronica e contabilizzazione del rifiuto
secco indifferenziato prodotto dalle singole utenze;
c) l ’ottimizzazione delle forme di conferimento , raccolta, trasporto dei rifiuti di
imballaggio in sinergia con altre frazioni merceologiche;
d) il rispetto dei criteri di efficienza, efficacia ed economicità;
e) la tutela igienico sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti;
f) l’attuazione di un sistema di riscossione puntuale, nello spirito del principio
comunitario “chi inquina paga” (Direttiva 2004/35/CE) altresì definito
dall’acronimo PAYT (“pay as you throw”).
“Riduzione di produzione” è una affermazione non chiaramente declinata. Non è
sufficiente differenziare se a monte gli acquisti non vengono a loro volta differenziati.
Quello che deve cambiare è la qualità dei rifiuti. Plastica, carta, metallo, vetro sono sì
riciclabili, ma onerosi anche solo per il trasporto (solidi). Dunque, per ridurre veramente la produzione dei rifiuti (differenziato e indifferenziato) occorre informare e, pensare di agevolare chi sceglie prodotti il più possibile biodegradabili. Ad esempio, molte famiglie possiedono animali da compagnia, usano la sabbia per le lettiere, e possiamo ipotizzare un consumo volumetrico di circa 7-10 l alla settimana. La sabbia più economica non è biodegradabile e deve essere smaltita nell’indifferenziato, se si attuasse il sistema dei gruppi di acquisto potremmo avere dei prezzi più che competitivi. La sabbia
biodegradabile può essere smaltita nell’umido (previ accordi comunali con la ditta
preposta), essere gettata nello scarico del bagno o nel compost di casa. Lo stesso vale
per i pannolini igienici, siano essi per anziani, donne in età fertile o infanti.

RICHIESTE E CHIARIMENTI
A partire da queste premesse generali, vogliamo rilevare le seguenti criticità e formulare
le seguenti richieste:
1) Poco chiara ci risulta l’affermazione “modalità di raccolta controllata che favoriscano
e stimolino cittadini ed attività economiche alla differenziazione”. Cosa significa
stimolare? È la promessa al risparmio con la conseguente applicazione della Tarip
senza peggiorare la vivibilità domestica? Ci piacerebbe avere una risposta in merito,
perché se risparmiare è l’unico indice di benessere e qualità, allora non è corretto.
Elencheremo degli esempi e testimonianze:
- una signora anziana, autosufficiente non può esporre il bidone pieno, è per lei
troppo pesante, magari lo deve spostare da un piano all’altro e chiedere aiuto,
affidarsi alla bontà altrui. La politica deve essere garante della dignità di tutti.
Converrete che sarà costretta ad esporre il bidone quando non è pieno.
- una famiglia che vive in un appartamento privo di garage o giardino
recintabile\recintato, con un piccolo balcone. Ammettiamo che la differenziazione sia
effettuata ad hoc, non tutto ciò che si butta è pulito, dopo qualche tempo si deteriora
e rilascia spiacevoli effluvi. Soluzioni:
a) non aprire la finestra per non essere disgustati dall’odore;
b) acquistare sacchetti con chiusura ermetica per racchiudere un altro sacchetto (soluzione non ecologica);
c) esporre il bidone anche se non è pieno per vivere in un ambiente sano.
2) Del tutto insoddisfacente è la parte inerente alla identificazione elettronica per la
contabilizzazione in litri dei rifiuti prodotti. La tracciabilità è univoca: Seab identifica, ma
l’utente non può controllare l’esattezza della lettura ( che sia singola e non doppia), se
l’operatore riscontra delle irregolarità (sacchetti appoggiati sopra o coperchi non chiusi perché il bidone è stracolmo), e che la lettura non venga effettuata una tantum.
Chiediamo i report degli invii delle letture contestuali del 2019 (non solo quelle leggibili
dal sito) e una modalità di “ricevuta di lettura immediata” a partire dal 2021:
- notifica sms, mail
- caricamento immediato sul sito della lettura riportando oltre la data anche l’ora
- ricevuta fisica, bollino o contrassegno che l’utente avrà cura di conservare, la cui
matrice rimarrà all’operatore
3) La nota dolente e non più procrastinabile sono i conferimenti condominiali. I
numerosi articoli, post e foto del 2019, testimoniano un numero di bidoni e\o una
capienza volumetrica insufficienti. Non avendo la possibilità di controllare chi differenzia
e chi no, chi produce di più e chi meno, la spesa ripartita non ripaga gli sforzi dei più
rigorosi. Spesso il disagio del conferimento condominiale viene sfruttato dai vicini meno
virtuosi , che rilasciano i loro sacchi in prossimità del bidone altrui per non riempire il proprio. Le risposte che i condomini si sono sentiti dare dagli uffici di competenza (“è lei
che deve controllare, noi non ci possiamo fare nulla”) non sono accettabili e tanto meno
professionali. L’apertura del bidone tramite il tesserino sanitario potrebbe essere utile
per registrare le volte in cui si conferisce e, in più, non permette agli estranei di buttare i
loro rifiuti. Conosciamo la proposta del lucchetto, il quale merita un approfondimento: gli operatori Seab segnano il passaggio, anche se il lucchetto è chiuso, ogni settimana. Se
il bidone non è provvisto di lucchetto svuotano anche se non è pieno e segnano, vien
da sé che il bidone del condomino non possa essere ritirato e non esposto. Questo non
deve più succedere, l’utenza ha il diritto di avere una ricevuta sulla lettura e di
contestare entro il passaggio successivo.

Chiediamo dunque l’immediata sospensione a tempo indeterminato della Tarip e
della richiesta di pagamento della fattura per tutte le utenze condominiali (con
cassonetto comune a più utenze) in attesa di un ricalcolo più equo del numero dei
prelievi relativo a ciascuna utenza. (Esempio introduzione cassonetti con calotta e
quantificazione dei reali cassonetti necessari per ciascun contesto)
4) Focalizzandoci sul criterio di efficacia (rapporto tra risultati ottenuti e obiettivi
prefissati), sarebbe veramente interessante avere i quozienti (spesa media netta
2019/spesa 2018 per PA e cittadini; qualità conferimento 2019/qualità conferimento
2018 per l’utenza) , per sostenere il Vostro slogan di miglioramento in modo specifico
(oltre al meritato e pubblicizzato raggiungimento del 77% di rifiuti differenziati,
importante, ma a quale prezzo per i cittadini?). Sarebbe interessante conoscere sulla
base di quali calcoli veniva pubblicizzato quanto segue “Passaggio a TARIP: vantaggi
economici per tutti”. Fa fede sotto tale affermazione la sottoscrizione della Sindaca e
dell’ex Presidente Seab.
Chiediamo quindi un prospetto dettagliato che dimostri il miglioramento qualitativo e
quantitativo del servizio successivamente alla applicazione della Tarip.
5) Anche sulla puntualità e il rispetto della calendarizzazione ci sono stati molti
problemi. Ribadiamo che serietà e responsabilità non sono una pretesa unilaterale:

Chiediamo dunque al comune di accordarsi e prevedere un rimborso in bolletta
quantificato sulla base dei disservizi totali verificatisi durante l’anno. Noi paghiamo se
differenziamo e non esponiamo, ma Seab paga se sbaglia.
6) Dal momento che le fatture sono arrivate a ridosso della scadenza, non permettendo
la programmazione delle spese mensili e dal momento che è stato inserito all’interno
della fatturazione sia il saldo del 2019 sia l’acconto del 2020, fatto che porta
indiscutibilmente ad una somma insostenibile per molte famiglie, chiediamo la
sospensione immediata dell’addebito degli acconti 2020 per tutte le utenze e
l’inserimento di tale acconto nella successiva fatturazione in scadenza a Settembre
2021. Consci del tono fermo della richiesta, ma richiamando ancora una volta il
concetto di responsabilità bilaterale, non devono essere solo i cittadini a farsi carico
delle mancanze altrui. Si rischia infatti di aumentare la percentuale dei mancati incassi
e di compromettere la serenità dei cittadini responsabili agli obblighi civici e sociali.
7) Chiediamo infine di rivedere completamente i parametri legati alle riduzioni applicate agli utenti che utilizzano pannolini e pannoloni igienici (al momento la riduzione è sui kg/giorno contro il sistema di raccolta volumetrica) e, se necessario, un
intervento economico dell’Amministrazione comunale di Vigliano al fine di stanziare una
somma congrua per contribuire al pagamento della fatture a favore delle utenze a cui è
attualmente applicata tale riduzione (ampiamente insufficiente) per lo smaltimento.
Diffidiamo chiunque ad utilizzare questa richiesta per finalità politiche.
Ringraziando in anticipo per l’attenzione porgiamo distinti saluti.
I firmatari a nome dei sottoscriventi la petizione online"