Venti contro otto: ragazzo in coma

Venti contro otto: ragazzo in coma
Cronaca 19 Gennaio 2017 ore 12:27

BORGOSESIA - Uno, di 20 anni, di Pray, è in coma farmacologico, colpito prima con una sprangata in testa e poi a calci e pugni quand’era già a terra. Un altro, 23 anni, anche lui della Valsessera, ha la mandibola fratturata ed è stato già sottoposto a intervento chirurgico. Sono due del gruppo di sette-otto giovani biellesi, tutti residenti tra Coggiola e Pray, coinvolti sabato notte scorso nella maxi rissa scoppiata fuori dalla discoteca Corona di Borgosesia. Nessuna resa dei conti, nessuna spedizione punitiva. I giovani biellesi sarebbero stati letteralmente circondati da una ventina di giostrai, tra i venti e i cinquant’anni, qualcuno armato persino di spranga. E c’è chi parla persino di coltelli. L’alcol - come spesso capita in questi casi - ha fatto il resto. Entrambi i gruppi avevano trascorso parte della serata nella nota discoteca. A Borgosesia si era già sparsa la voce che i carabinieri avessero effettuato due fermi. Ma per il momento non ci sono conferme. Di certo, i militari stanno raccogliendo più testimonianze possibili nel tentativo di ricostruire come si sono svolti i fatti. Le versioni contrastanti sono sostanzialmente due.

I ragazzi sostengono che il giovane italo-marocchino di 20 anni finito in coma per una sprangata e che si trova ora ricoverato al Maggiore di Novara, abbia cercato di fare da paciere tra alcuni giostrai, parecchio alticci per aver bevuto litri di alcolici tutta la sera, che stavano litigando tra loro all’esterno della discoteca. Il giovane ferito viene descritto come un bravo ragazzo, bene inserito e molto conosciuto. Invece di calmarsi, gli energumeni all’esterno del locale avrebbero iniziato a prendersela con il giovane, lo avrebbero fatto cadere con una sprangata in testa e a quel punto avrebbero iniziato a colpirlo a calci in quattro o cinque nonostante avesse già perso conoscenza. In suo aiuto è arrivato un amico, anche lui italo-marocchino, a cui gli aggressori avrebbero fratturato la mandibola. Quando gli amici dei due giovani feriti hanno cercato di mettersi di mezzo per tranquillizzare gli animi  (alcuni erano andati a prendere l’auto per portare a casa gli amici non appena l’aria si era fatta parecchio pesante), hanno preso pure loro le botte. A riportare la situazione alla tranquillità ci avrebbero poi pensato i carabinieri.

Secondo i buttafuori del locale, i giovani biellesi avrebbero iniziato a discutere con alcuni componenti dell’altro gruppo già all’interno del Corona. Ad un certo punto sarebbero stati accompagnati fuori. Dentro, la festa era ricominciata. Invece di allontanarsi, i due italo-marocchini e i loro amici sarebbero rimasti all’esterno del locale. Era poi bastata una scintilla a far scoppiare un accenno di rissa che si sarebbe ben presto trasformata in un’aggressione tanti contro pochi non appena i giostrai che si trovavano nel locale hanno saputo che, fuori, i loro amici e parenti erano in difficoltà. I biellesi avrebbero a quel punto avuto la peggio.
Il ventenne di Pray è stato subito portato in ospedale a Novara in ambulanza e trattenuto in coma farmacologico per un trauma cranico commotivo e altre ferite in tutto il corpo.
V.Ca.

BORGOSESIA - Uno, di 20 anni, di Pray, è in coma farmacologico, colpito prima con una sprangata in testa e poi a calci e pugni quand’era già a terra. Un altro, 23 anni, anche lui della Valsessera, ha la mandibola fratturata ed è stato già sottoposto a intervento chirurgico. Sono due del gruppo di sette-otto giovani biellesi, tutti residenti tra Coggiola e Pray, coinvolti sabato notte scorso nella maxi rissa scoppiata fuori dalla discoteca Corona di Borgosesia. Nessuna resa dei conti, nessuna spedizione punitiva. I giovani biellesi sarebbero stati letteralmente circondati da una ventina di giostrai, tra i venti e i cinquant’anni, qualcuno armato persino di spranga. E c’è chi parla persino di coltelli. L’alcol - come spesso capita in questi casi - ha fatto il resto. Entrambi i gruppi avevano trascorso parte della serata nella nota discoteca. A Borgosesia si era già sparsa la voce che i carabinieri avessero effettuato due fermi. Ma per il momento non ci sono conferme. Di certo, i militari stanno raccogliendo più testimonianze possibili nel tentativo di ricostruire come si sono svolti i fatti. Le versioni contrastanti sono sostanzialmente due.

I ragazzi sostengono che il giovane italo-marocchino di 20 anni finito in coma per una sprangata e che si trova ora ricoverato al Maggiore di Novara, abbia cercato di fare da paciere tra alcuni giostrai, parecchio alticci per aver bevuto litri di alcolici tutta la sera, che stavano litigando tra loro all’esterno della discoteca. Il giovane ferito viene descritto come un bravo ragazzo, bene inserito e molto conosciuto. Invece di calmarsi, gli energumeni all’esterno del locale avrebbero iniziato a prendersela con il giovane, lo avrebbero fatto cadere con una sprangata in testa e a quel punto avrebbero iniziato a colpirlo a calci in quattro o cinque nonostante avesse già perso conoscenza. In suo aiuto è arrivato un amico, anche lui italo-marocchino, a cui gli aggressori avrebbero fratturato la mandibola. Quando gli amici dei due giovani feriti hanno cercato di mettersi di mezzo per tranquillizzare gli animi  (alcuni erano andati a prendere l’auto per portare a casa gli amici non appena l’aria si era fatta parecchio pesante), hanno preso pure loro le botte. A riportare la situazione alla tranquillità ci avrebbero poi pensato i carabinieri.

Secondo i buttafuori del locale, i giovani biellesi avrebbero iniziato a discutere con alcuni componenti dell’altro gruppo già all’interno del Corona. Ad un certo punto sarebbero stati accompagnati fuori. Dentro, la festa era ricominciata. Invece di allontanarsi, i due italo-marocchini e i loro amici sarebbero rimasti all’esterno del locale. Era poi bastata una scintilla a far scoppiare un accenno di rissa che si sarebbe ben presto trasformata in un’aggressione tanti contro pochi non appena i giostrai che si trovavano nel locale hanno saputo che, fuori, i loro amici e parenti erano in difficoltà. I biellesi avrebbero a quel punto avuto la peggio.
Il ventenne di Pray è stato subito portato in ospedale a Novara in ambulanza e trattenuto in coma farmacologico per un trauma cranico commotivo e altre ferite in tutto il corpo.
V.Ca.