Cronaca
La rapina di Pralungo

Uno dei rapinatori ha confessato tutto ai poliziotti della Mobile

I due ragazzi e il vicesindaco si conoscevano. L'aggressione a volto coperto.

Uno dei rapinatori ha confessato tutto ai poliziotti della Mobile
Cronaca Cossatese, 05 Aprile 2022 ore 12:51

Uno dei rapinatori ha confessato tutto ai poliziotti della Mobile.

Ha confessato?

Avrebbe rilasciato quelle che in gergo si chiamano “dichiarazioni spontanee”, uno dei due giovani finiti in manette per aver rapinato il vicesindaco di Pralungo, Ilario Stefani. Di conferme per ora non ne arrivano, ma i poliziotti della Squadra mobile avrebbero, nelle ore successive il fermo dei presunti rapinatori, messo a proprio agio uno dei due che si sarebbe messo a raccontare come si sono svolti i fatti, il motivo per il quale è stato scelto come vittima il vicesindaco di Pralungo, quando lo avevano conosciuto e perché.

Incensurati pronti alla fuga?

I due giovano sono entrambi incensurati anche se hanno un piccolo procedimento in corso. Uno, Rodouane D., 22 anni (difeso dall’avvocato Loretta Vaglio Tessitore), è stato fermato a Biella. Aveva già le valigie pronte ma, stando a ciò che emerso in seguito, le avrebbe preparate in quanto era in procinto di partire per un’altra regione dove da tempo avrebbe un'occupazione lavorativa. L’altro presunto rapinatore, Amine A., 24 anni (difeso dall’avvocato Andrea Conz), è stato fermato dai poliziotti della Mobile - guidati dal commissario capo Filippo Cocca e coordinati dal sostituto procuratore Paola Francesca Ranieri - mentre stava salendo su un treno a Vercelli.

Ricorso al Tribunale del riesame

I due - che in questa occasione di sono avvalsi della facoltà di non rispondere - sono comparsi il giorno dopo davanti al giudice delle indagini preliminari che ha convalidato il fermo e ha disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere. L’avvocato Vaglio Tessitore ha annunciato di essere pronta a rivolgersi al Tribunale del riesame avverso il provvedimento disposto dal gip in quanto, a suo dire, non sussisterebbe il “pericolo di fuga” da parte del suo cliente.

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