Un’evasione fiscale da due milioni e mezzo

Un’evasione fiscale da due milioni e mezzo
Cronaca 08 Maggio 2014 ore 14:19

I Finanzieri della Compagnia di Biella hanno appena concluso una verifica fiscale nei confronti di una società biellese, attiva nel commercio all’ingrosso di prodotti chimici per l’industria, che ha permesso di far emergere un’evasione fiscale di 2,5 milioni di Euro.

L’attività di Polizia Tributaria, che ha preso spunto da una più ampia indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Biella, si è sviluppata su due fronti: il primo tramite indagini bancarie sui conti correnti dell’imprenditore, sui quali sono transitati cospicui movimenti di denaro, risultati poi essere il frutto dell’evasione fiscale; il secondo mediante l’approfondita analisi della documentazione sequestrata presso la sua abitazione. Infatti, durante la perquisizione dell’abitazione dell’imprenditore è stata scoperta, all’interno di un armadio, la documentazione “parallela”, sulla quale era stata apposta l’annotazione manoscritta: “Portare a casa e buttare i precedenti”.

Le cartelle, che agli occhi dei finanzieri dapprima sembravano riferirsi a mere statistiche sulle vendite, hanno invece svelato la rendicontazione, con precisione certosina, delle vendite effettuate in “nero”, cioè senza versare alcuna imposta, negli anni dal 2006 al 2011, quantificate in oltre 2,5 milioni di Euro, con un’ I.V.A. evasa per circa 500 mila Euro.

I Finanzieri hanno scoperto che, molto spesso, le entrate e le uscite extracontabili erano celate dietro acronimi e che alcune descrizioni ricorrenti avevano un significato diverso da quello reale (es. la parola “stipendio” veniva associata ai compensi “in nero” percepiti dall’amministratore ed alla distribuzione “occulta” di utili a favore dei soci e dei familiari).

L’amministratore unico della società è stato deferito all’Autorità Giudiziaria in relazione a reiterate violazioni alla normativa penale tributaria, consistite nella presentazione di dichiarazioni fraudolente mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Le Fiamme Gialle, inoltre, in esecuzione dell’ordinanza del G.I.P. di Biella, su proposta della locale Procura della Repubblica, hanno già sottoposto a sequestro preventivo conti correnti bancari, titoli azionari ed obbligazionari, nella disponibilità dell’amministratore unico, per un importo di Euro 130.000 circa, quale equivalente del profitto indebitamente conseguito e pari alle imposte evase dall’impresa verificata grazie all’utilizzo dei documenti fittizi. I valori sequestrati costituiranno ora garanzia per l’Erario ai fini dell’incasso di quanto effettivamente dovuto dalla società oggetto degli accertamenti.

I Finanzieri della Compagnia di Biella hanno appena concluso una verifica fiscale nei confronti di una società biellese, attiva nel commercio all’ingrosso di prodotti chimici per l’industria, che ha permesso di far emergere un’evasione fiscale di 2,5 milioni di Euro.

L’attività di Polizia Tributaria, che ha preso spunto da una più ampia indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Biella, si è sviluppata su due fronti: il primo tramite indagini bancarie sui conti correnti dell’imprenditore, sui quali sono transitati cospicui movimenti di denaro, risultati poi essere il frutto dell’evasione fiscale; il secondo mediante l’approfondita analisi della documentazione sequestrata presso la sua abitazione. Infatti, durante la perquisizione dell’abitazione dell’imprenditore è stata scoperta, all’interno di un armadio, la documentazione “parallela”, sulla quale era stata apposta l’annotazione manoscritta: “Portare a casa e buttare i precedenti”.

Le cartelle, che agli occhi dei finanzieri dapprima sembravano riferirsi a mere statistiche sulle vendite, hanno invece svelato la rendicontazione, con precisione certosina, delle vendite effettuate in “nero”, cioè senza versare alcuna imposta, negli anni dal 2006 al 2011, quantificate in oltre 2,5 milioni di Euro, con un’ I.V.A. evasa per circa 500 mila Euro.

I Finanzieri hanno scoperto che, molto spesso, le entrate e le uscite extracontabili erano celate dietro acronimi e che alcune descrizioni ricorrenti avevano un significato diverso da quello reale (es. la parola “stipendio” veniva associata ai compensi “in nero” percepiti dall’amministratore ed alla distribuzione “occulta” di utili a favore dei soci e dei familiari).

L’amministratore unico della società è stato deferito all’Autorità Giudiziaria in relazione a reiterate violazioni alla normativa penale tributaria, consistite nella presentazione di dichiarazioni fraudolente mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Le Fiamme Gialle, inoltre, in esecuzione dell’ordinanza del G.I.P. di Biella, su proposta della locale Procura della Repubblica, hanno già sottoposto a sequestro preventivo conti correnti bancari, titoli azionari ed obbligazionari, nella disponibilità dell’amministratore unico, per un importo di Euro 130.000 circa, quale equivalente del profitto indebitamente conseguito e pari alle imposte evase dall’impresa verificata grazie all’utilizzo dei documenti fittizi. I valori sequestrati costituiranno ora garanzia per l’Erario ai fini dell’incasso di quanto effettivamente dovuto dalla società oggetto degli accertamenti.

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