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«Un rogo veniva spento, altri iniziavano»

«Un rogo veniva spento, altri iniziavano»
Cronaca 30 Novembre 2015 ore 13:39

«Il Canadair spegneva un focolaio e subito dopo, a poca distanza se ne ravvivava un altro, come se qualcuno aspettasse solo che l’aereo cisterna si allontanasse per appiccare nuovamente il fuoco...». E’ la testimonianza di un escursionista in grado di confermare ancora una volta che dietro agli incendi in montagna, nelle zone incontaminate dell’Alta Valsessera, dietro Bielmonte, c’è la mano degli incendiari che potrebbero addirittura utilizzare accendino e tanica di benzina per mettere in atto il loro disegno criminale. Non si esclude che possa trattarsi di allevatori senza scrupoli che appiccano il fuoco nell’errata convinzione che possa servire a far ricresce in primavera l’erba più verde e rigogliosa. Il realtà, le fiamme alterano in modo negativo le qualità del terreno.

L’incendio nella zona dell’Alpe Fontana Mora, ha ripreso la sua attività ieri mattina dopo che l’altro giorno gli sforzi dei volontari del Corpo Aib del Piemonte e della Forestale, supportati dall’alto dagli aerei cisterna e dall’elicottero, erano serviti a spegnere le fiamme. Il dolo è evidente. Stavolta il rogo si è abbassato andando a intaccare i boschi di betulle. L’elicottero della Forestale ha portato sul posto sette volontari biellesi dell’Aib che hanno così coordinato da vicino, rendendoli più precisi, i lanci dei Canadair e dell’elicottero. Altrettanti volontari - tutti coordinati per l’occasione dal vice ispettore provinciale, Claudio Borri - hanno presidiato altre aree e la vasca piazzata in zona Bocchetta Margosio. L’aereo ha effettuato una quindicina di lanci dopo essersi rifornito al Lago d’Orta con passaggi nell’ordine dei quindici minuti. L’elicottero ha fatto la spola con il vascone.

Valter Caneparo

«Il Canadair spegneva un focolaio e subito dopo, a poca distanza se ne ravvivava un altro, come se qualcuno aspettasse solo che l’aereo cisterna si allontanasse per appiccare nuovamente il fuoco...». E’ la testimonianza di un escursionista in grado di confermare ancora una volta che dietro agli incendi in montagna, nelle zone incontaminate dell’Alta Valsessera, dietro Bielmonte, c’è la mano degli incendiari che potrebbero addirittura utilizzare accendino e tanica di benzina per mettere in atto il loro disegno criminale. Non si esclude che possa trattarsi di allevatori senza scrupoli che appiccano il fuoco nell’errata convinzione che possa servire a far ricresce in primavera l’erba più verde e rigogliosa. Il realtà, le fiamme alterano in modo negativo le qualità del terreno.

L’incendio nella zona dell’Alpe Fontana Mora, ha ripreso la sua attività ieri mattina dopo che l’altro giorno gli sforzi dei volontari del Corpo Aib del Piemonte e della Forestale, supportati dall’alto dagli aerei cisterna e dall’elicottero, erano serviti a spegnere le fiamme. Il dolo è evidente. Stavolta il rogo si è abbassato andando a intaccare i boschi di betulle. L’elicottero della Forestale ha portato sul posto sette volontari biellesi dell’Aib che hanno così coordinato da vicino, rendendoli più precisi, i lanci dei Canadair e dell’elicottero. Altrettanti volontari - tutti coordinati per l’occasione dal vice ispettore provinciale, Claudio Borri - hanno presidiato altre aree e la vasca piazzata in zona Bocchetta Margosio. L’aereo ha effettuato una quindicina di lanci dopo essersi rifornito al Lago d’Orta con passaggi nell’ordine dei quindici minuti. L’elicottero ha fatto la spola con il vascone.

Valter Caneparo