un biellese colpito in valle d'aosta

«Un lupo ha sterminato il mio gregge»

L’imprenditore viveronese Roberto Bagnod ha perso molti animali vicino al suo agriturismo

«Un lupo ha sterminato il mio gregge»
Basso Biellese, 15 Giugno 2020 ore 16:00

«Un lupo ha sterminato il mio gregge».

La storia di Roberto Bagnod

Una tragedia quella che ha colpito l’imprenditore agricolo viveronese Roberto Bagnod, nella notte tra il 10 e l’11 giugno a Champoluc, quando un lupo ha attaccato il suo gregge, uccidendone quasi la metà dei capi. E’ accaduto in Val D’Ayas, luogo dove sorge l’agriturismo La Tchavana, di proprietà della famiglia di Viverone, nonché meta della transumanza che ogni anno vede trasferirsi tutto il bestiame dalla cascina di Piverone, per trascorrere la stagione estiva in alpeggio. Una ventina di pecore, alcune gravide, il bottino del lupo che ha attaccato il gregge, ed una decina gli ovini feriti gravemente, che rischiano di dover essere soppressi dal veterinario, l’attacco più grande mai verificatosi in Valle D’Aosta. Bagnod ha assicurato che gli animali, durante la notte, si trovavano raccolti in un recinto protetto da reti di 1,5 metri di altezza, considerate reti “anti-lupo” e quindi montate in maniera da evitare questo tipo d’incidenti, inoltre sono presenti a sorvegliare costantemente il gregge diversi cani di razza pastore del caucaso, ma ciò non è bastato a fermare il predatore. Sul posto sono arrivati gli agenti del Corpo forestale per valutare la situazione, poiché, nonostante l’attacco sia stato imputato ad un lupo, la vera identità dell’animale dovrà essere accertata attraverso analisi genetiche, ma il bilancio della strage ha, in qualunque caso, sferrato un duro colpo all’imprenditore viveronese.

Protezione

«Noi abbiamo preso tutte le precauzioni necessarie per proteggere il bestiame- spiega Bagnod- ma continuiamo a non capire perché ci sia l’accanimento di questi lupi». Poi prosegue : «Ci dovrebbe forse essere volontà nell’andare a cercare gli animali responsabili, altrimenti per noi la situazione diventerà dura. Abbiamo fatto tutto come dovevamo in materia di sicurezza, ma contro questi predatori non sappiamo più cosa fare. Ora la speranza è che non attacchino anche i bovini, perché noi in 400 ettari abbiamo anche parecchie mucche. Adesso ho paura».

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