Un anno e mezzo a Vassallo per stalking

Un anno e mezzo a Vassallo per stalking
Cronaca 14 Luglio 2017 ore 13:21

E’ stato condannato per stalking a un anno e mezzo di reclusione, con la condizionale, Valerio Vassallo, 40 anni, di Tavigliano, il vegano più famoso d’Italia, balzato più volte alla ribalta della cronaca nazionale per le sue battaglie in favore degli animali maltrattati, contro la caccia, la pesca e il consumo di carne. Vassallo era accusato del reato di atti persecutori e lesioni personali. Secondo gli inquirenti, avrebbe perseguitato per mesi l’ex fidanzata dopo che la loro relazione era finita. L’avrebbe pedinata, si sarebbe appostato fuori dal lavoro e le avrebbe scritto centinaia di messaggi “sms” contenenti anche insulti e frasi minacciose, rendendo pertanto - sempre stando al capo d’imputazione - la sua vita impossibile. Era inoltre accusato di stalking anche nei confronti di un amico della ragazza che avrebbe - stando sempre al capo d’imputazione - molestato, insultato e minacciato.

Il giudice dell’Udienza preliminare, Anna Ferretti (che nei prossimi giorni andrà a ricoprire il ruolo di giudice monocratico lasciando il posto di gup alla presidente del settore penale, Paola Rava), ha avuto la mano decisamente meno pesante rispetto alle richieste avanzate la scorsa settimana dal pubblico ministero, Federico Carrai, che aveva chiesto per l’imputato quattro anni e mezzo di reclusione più un risarcimento di 35 mila euro. Ha comunque condannato Vassallo al risarcimento dei danni da liquidarsi in separato giudizio con una provvisionale immediatamente esecutiva di 3.000 euro a testa alle parti civili.

Imperscrutabili i volti di Vassallo e del suo difensore, avvocato Alessandra Guarini, all’uscita dall’aula. «Non abbiamo nulla da dichiarare», sono state le uniche parole del legale che hanno stoppato sul nascere un possibile commento del suo cliente. Solo la scorsa settimana, lo stesso vegano aveva così commentato la dura richiesta di condanna dell’accusa: «Mi ha lasciato senza fiato. Sono abituato a lottare per i diritti degli esseri più deboli, non ha senso che mi si accusi di un simile reato che non ho commesso...».

Nel corso della penultima udienza, l’avvocato Guarini aveva ribattuto colpo su colpo alla lunga lista di episodi di cui si compone il capo d’accusa, dai presunti pedinamenti passando dalle telefonate che Vassallo avrebbe fatto all’amico della ex compagna fino ai messaggi o alle insistenti richieste di appuntamento alla ragazza con la quale aveva convissuto per un certo periodo di tempo, condividendo peraltro le stesse battaglie per i diritti degli animali. Il tutto era culminato in una presunta aggressione da parte dei Vassallo alla ex fidanzata e all’amico che una sera si erano recati a Tavigliano per riprendere abiti e altri oggetti che la giovane aveva lasciato nell’abitazione dove sino a qualche mese prima aveva abitato.

Vassallo è stato più volte citato nelle pagine di cronaca nazionale per le intemperanze ai pescatori sulle rive del Sesia, per le proteste contro i cacciatori, per le polemiche con il conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani su Radio24 nella trasmissione la Zanzara che lo aveva proiettato nientemeno che nella trasmissione Le Iene delle reti Mediaset con l’intervista doppia con lo stesso Cruciani nonché in altre trasmissioni. In mezzo, lo scorso autunno, proprio il suo clamoroso arresto per le accuse di stalking nei confronti dell’ex fidanzata. E’ stata la ragazza a presentare denuncia. Le indagini sono poi state condotte dai carabinieri che lavorano in Procura, coordinati dal maresciallo Tindaro Gullo. Il materiale raccolto a tempo di record (accertamenti, tabulati telefonici, messaggi sms, testimonianze) aveva fatto da solida base per la richiesta di custodia cautelare per Vassallo che il gip aveva firmato.

L’animalista ha comunque una lunga schiera di amici e ammiratori. Il giorno della sua piena liberazione sia dal carcere sia dai domiciliari, Vassallo aveva scritto su Facebook, il noto social network, la buona notizia e aveva ricevuto centinaia e centinaia di “mi piace” e di messaggi di solidarietà. «Ciao a tutti amici miei - aveva scritto in bacheca - sono libero! Ora vado a salutare i miei familiari e i miei animaletti, poi devo con i miei colleghi Meta riprendere la situazione in mano. Grazie a tutti voi che credete in me (gli altri spero che mi stiano alla larga), al mio avvocato e ai miei amici...».

Valter Caneparo

E’ stato condannato per stalking a un anno e mezzo di reclusione, con la condizionale, Valerio Vassallo, 40 anni, di Tavigliano, il vegano più famoso d’Italia, balzato più volte alla ribalta della cronaca nazionale per le sue battaglie in favore degli animali maltrattati, contro la caccia, la pesca e il consumo di carne. Vassallo era accusato del reato di atti persecutori e lesioni personali. Secondo gli inquirenti, avrebbe perseguitato per mesi l’ex fidanzata dopo che la loro relazione era finita. L’avrebbe pedinata, si sarebbe appostato fuori dal lavoro e le avrebbe scritto centinaia di messaggi “sms” contenenti anche insulti e frasi minacciose, rendendo pertanto - sempre stando al capo d’imputazione - la sua vita impossibile. Era inoltre accusato di stalking anche nei confronti di un amico della ragazza che avrebbe - stando sempre al capo d’imputazione - molestato, insultato e minacciato.

Il giudice dell’Udienza preliminare, Anna Ferretti (che nei prossimi giorni andrà a ricoprire il ruolo di giudice monocratico lasciando il posto di gup alla presidente del settore penale, Paola Rava), ha avuto la mano decisamente meno pesante rispetto alle richieste avanzate la scorsa settimana dal pubblico ministero, Federico Carrai, che aveva chiesto per l’imputato quattro anni e mezzo di reclusione più un risarcimento di 35 mila euro. Ha comunque condannato Vassallo al risarcimento dei danni da liquidarsi in separato giudizio con una provvisionale immediatamente esecutiva di 3.000 euro a testa alle parti civili.

Imperscrutabili i volti di Vassallo e del suo difensore, avvocato Alessandra Guarini, all’uscita dall’aula. «Non abbiamo nulla da dichiarare», sono state le uniche parole del legale che hanno stoppato sul nascere un possibile commento del suo cliente. Solo la scorsa settimana, lo stesso vegano aveva così commentato la dura richiesta di condanna dell’accusa: «Mi ha lasciato senza fiato. Sono abituato a lottare per i diritti degli esseri più deboli, non ha senso che mi si accusi di un simile reato che non ho commesso...».

Nel corso della penultima udienza, l’avvocato Guarini aveva ribattuto colpo su colpo alla lunga lista di episodi di cui si compone il capo d’accusa, dai presunti pedinamenti passando dalle telefonate che Vassallo avrebbe fatto all’amico della ex compagna fino ai messaggi o alle insistenti richieste di appuntamento alla ragazza con la quale aveva convissuto per un certo periodo di tempo, condividendo peraltro le stesse battaglie per i diritti degli animali. Il tutto era culminato in una presunta aggressione da parte dei Vassallo alla ex fidanzata e all’amico che una sera si erano recati a Tavigliano per riprendere abiti e altri oggetti che la giovane aveva lasciato nell’abitazione dove sino a qualche mese prima aveva abitato.

Vassallo è stato più volte citato nelle pagine di cronaca nazionale per le intemperanze ai pescatori sulle rive del Sesia, per le proteste contro i cacciatori, per le polemiche con il conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani su Radio24 nella trasmissione la Zanzara che lo aveva proiettato nientemeno che nella trasmissione Le Iene delle reti Mediaset con l’intervista doppia con lo stesso Cruciani nonché in altre trasmissioni. In mezzo, lo scorso autunno, proprio il suo clamoroso arresto per le accuse di stalking nei confronti dell’ex fidanzata. E’ stata la ragazza a presentare denuncia. Le indagini sono poi state condotte dai carabinieri che lavorano in Procura, coordinati dal maresciallo Tindaro Gullo. Il materiale raccolto a tempo di record (accertamenti, tabulati telefonici, messaggi sms, testimonianze) aveva fatto da solida base per la richiesta di custodia cautelare per Vassallo che il gip aveva firmato.

L’animalista ha comunque una lunga schiera di amici e ammiratori. Il giorno della sua piena liberazione sia dal carcere sia dai domiciliari, Vassallo aveva scritto su Facebook, il noto social network, la buona notizia e aveva ricevuto centinaia e centinaia di “mi piace” e di messaggi di solidarietà. «Ciao a tutti amici miei - aveva scritto in bacheca - sono libero! Ora vado a salutare i miei familiari e i miei animaletti, poi devo con i miei colleghi Meta riprendere la situazione in mano. Grazie a tutti voi che credete in me (gli altri spero che mi stiano alla larga), al mio avvocato e ai miei amici...».

Valter Caneparo