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Uccise con l’auto ex prof del Bona: patteggia

Uccise con l’auto ex prof del Bona: patteggia
Cronaca 07 Gennaio 2016 ore 02:59

Accusato di omicidio colposo per aver travolto e ucciso con la propria auto un’ex professoressa in pensione del Bona, Enrico Tronco, 37 anni, di Tollegno, ha patteggiato prima di Natale davanti al giudice dell’udienza preliminare, Antonia Mussa, una pena a sette mesi e dieci giorni di reclusione con la condizionale. Il giudice ha inoltre applicato all’imputato la sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida per un periodo di sei mesi, detratto l’eventuale periodo di sospensione già effettuato per effetto del ritiro provvisorio dei documenti su disposizione del Prefetto. 

L’incidente era avvenuto poco più di un anno fa, il 27 dicembre 2014, lungo via Repubblica a Biella, dopo l’incrocio con via Orfanatrofio, nei pressi del parcheggio di via Vercelli. L’imputato, stava procedendo al volante di una Toyota Corolla in direzione da nord verso sud.

Stando a quanto avevano potuto ricostruire gli agenti della Polizia stradale, l’insegnante in pensione, Carmelina Bergomi, 71 anni, di Biella, che aveva prestato servizio insegnando matematica e fisica all’istituto Eugenio Bona dal 1985 fino al 2002, in quel momento stava attraversando la strada senza servirsi delle strisce pedonali.

All’imputato, nel capo d’accusa, vengono sostanzialmente contestate tre colpe: l’aver condotto l’auto a una velocità tale, di sera (poco dopo le 19 e 30), da non consentirgli l’avvistamento del pedone e il tempestivo arresto del mezzo, «a fronte - è riportato – del prevedibile attraversamento della carreggiata ad opera della Bergomi».

Ciò, nonostante - viene spiegato sempre nel capo d’accusa - «... le sufficienti condizioni di visibilità della strada con fondo stradale umido a causa delle avverse condizioni climatiche del pomeriggio e presenza di traffico transitante nel senso opposto di marcia...»). La pensionata era stata scagliata a qualche metro di distanza. L’allarme era stato dato dallo stesso automobilista. Ma per la professoressa non c’era stato più nulla da fare.

V.ca.

Accusato di omicidio colposo per aver travolto e ucciso con la propria auto un’ex professoressa in pensione del Bona, Enrico Tronco, 37 anni, di Tollegno, ha patteggiato prima di Natale davanti al giudice dell’udienza preliminare, Antonia Mussa, una pena a sette mesi e dieci giorni di reclusione con la condizionale. Il giudice ha inoltre applicato all’imputato la sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida per un periodo di sei mesi, detratto l’eventuale periodo di sospensione già effettuato per effetto del ritiro provvisorio dei documenti su disposizione del Prefetto. 

L’incidente era avvenuto poco più di un anno fa, il 27 dicembre 2014, lungo via Repubblica a Biella, dopo l’incrocio con via Orfanatrofio, nei pressi del parcheggio di via Vercelli. L’imputato, stava procedendo al volante di una Toyota Corolla in direzione da nord verso sud.

Stando a quanto avevano potuto ricostruire gli agenti della Polizia stradale, l’insegnante in pensione, Carmelina Bergomi, 71 anni, di Biella, che aveva prestato servizio insegnando matematica e fisica all’istituto Eugenio Bona dal 1985 fino al 2002, in quel momento stava attraversando la strada senza servirsi delle strisce pedonali.

All’imputato, nel capo d’accusa, vengono sostanzialmente contestate tre colpe: l’aver condotto l’auto a una velocità tale, di sera (poco dopo le 19 e 30), da non consentirgli l’avvistamento del pedone e il tempestivo arresto del mezzo, «a fronte - è riportato – del prevedibile attraversamento della carreggiata ad opera della Bergomi».

Ciò, nonostante - viene spiegato sempre nel capo d’accusa - «... le sufficienti condizioni di visibilità della strada con fondo stradale umido a causa delle avverse condizioni climatiche del pomeriggio e presenza di traffico transitante nel senso opposto di marcia...»). La pensionata era stata scagliata a qualche metro di distanza. L’allarme era stato dato dallo stesso automobilista. Ma per la professoressa non c’era stato più nulla da fare.

V.ca.