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il processo

Uccise a sprangate il vicino: ergastolo

Confermata anche in appello la condanna all'ergastolo a Lorenzo Osella, 38 anni, di Pralungo.

Uccise a sprangate il vicino: ergastolo
Cronaca Cervo, 22 Gennaio 2021 ore 08:00

Uccise a sprangate il vicino: ergastolo. Confermata anche in appello la condanna all'ergastolo a Lorenzo Osella, 38 anni, di Pralungo.

Uccise a sprangate il vicino

È stata confermata anche in appello la condanna all'ergastolo a Lorenzo Osella, 38 anni, di Pralungo, che durante la fase delle indagini, dopo che la Polizia lo aveva rintracciato, aveva confessato d’aver ucciso a sprangate nella sua abitazione di Pralungo, dove viveva solo, il vicino di casa, Secondo “Dino” Baglione, 90 anni portati bene, ex imprenditore nel ramo dei mobili per ufficio, con un fisico ancora possente, uno che nonostante l’età si manteneva in forma con i pesi, tenuti in bella vista in un angolo di quel vecchio stabile ristrutturato nel quale viveva da vent’anni.

Il processo

Già nel corso del processo di primo grado, l’imputato (difeso dall’avvocato Franco Giardino Roch) aveva preso la parola durante l’udienza in camera di consiglio, a porte chiuse, in quanto condotta con rito abbreviato, e aveva ritrattato ogni cosa nonostante i tanti indizi raccolti a conclusione di una meticolosa indagine della Squadra mobile, fossero tutti contro di lui. Era stato lui stesso, peraltro, a far ritrovare l’arma del delitto e i vestiti che indossava quella notte del 29 settembre 2018 quando - a detta dell’accusa - aveva ucciso a sprangate il vicino.

La confessione

Osella aveva confessato ogni particolare di quel delitto, della fuga e dei precedenti furti a casa della vittima, all’investigatore della Squadra mobile della polizia più esperto: «Levati sto peso dalla coscienza che non ti fa più dormire, raccontami ogni cosa». Si era rivolto a quel giovane quasi come fosse suo fratello maggiore, con la voce calma, lo sguardo fermo, la sicurezza di chi ne ha viste tante in quarant’anni di carriera, sempre in prima linea. E l’omicida, un passato difficile, costellato per lo più di furti, ha prima consegnato nelle mani di quell’ispettore il bancomat che aveva rubato la notte del 29 settembre all’anziano e con il quale aveva fatto acquisti e prelievi per più di duemila euro prima che uno sportello di Cogoleto, dopo la denuncia presentata dal vicino ai carabinieri di Andorno, gli ritirasse la card mentre cercava di effettuare l’ennesimo prelievo. Poi, con le lacrime che iniziavano a bagnargli gli occhi e mentre gli esperti della Scientifica gli stavano passando ai raggi X l’alloggio senza mobili ritrovando occhiali, profumi, abiti acquistati con quel bancomat a Genova, quel giovane dal passato difficile, alto e magro, ha iniziato a raccontare tutto anche del delitto.