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Uccisa per rubare un Rolex e 500 euro

Uccisa per rubare un Rolex e 500 euro
Cronaca 14 Giugno 2017 ore 14:06

E’ entrato in casa uno sconosciuto con i capelli neri e la carnagione olivastra che avrebbe prima accoltellato al collo Erika e poi avrebbe colpito Dimitri con una pietrata in testa facendolo crollare sul pavimento. E tutto per rubare un orologio Rolex e un borsello contenente 500 euro. E’ quanto avrebbe raccontato agli inquirenti, il biellese Dimitri Fricano, 28 anni, iscritto sul registro degli indagati per la morte della compagna degli ultimi dieci anni, Erika Preti, 28 anni, con la quale divideva un appartamento a Pralungo. La ragazza è stata uccisa con due fendenti al collo inferti con il coltello per tagliare il pane con lama seghettata, domenica scorsa in una villetta di Lu Fraili a San Teodoro (Nuoro), dove i due si trovavano in vacanza da amici.
Intanto, in tivù, proprio gli amici della coppia, Donatella Borille e Alberto Recanzone,  anche loro biellesi, che vivono in Sardegna per lavoro, hanno escluso che il giovane biellese possa aver ucciso la compagna: «Sono stati aggrediti da un estraneo, non può essere stato lui – ha ribadito lei -. Sono uscita pochi minuti prima che accadesse tutto. Dimitri doveva uscire per prendere le sigarette, poi l’ho salutato per andare a lavorare e da lì non l’ho più visto. Ci ha raccontato che è tornato a casa per andare in bagno, lì ha sentito dei rumori e quando è uscito ha visto Erika a terra già ferita. L’aggressione, secondo lui, è avvenuta per mano di un uomo scuro di carnagione con i capelli rasati. Questa persona è entrata in casa e lo ha colpito alla testa con una pietra. Dimitri ci ha detto che dalla villetta è sparito il suo Rolex e un borsellino con 500 euro».
Intanto, dall’ospedale di Olbia dov’è ricoverato e piantonato dai carabinieri in quanto indagato per l’accusa di omicidio volontario, Dimitri continua a gridare la propria innocenza: «La amavo, non avrei mai potuto farle del male…».

Valter Caneparo

TUTTI I PARTICOLARI SUL DELITTO LI POTRETE LEGGERE DOMATTINA SU ECO DI BIELLA IN EDICOLA

E’ entrato in casa uno sconosciuto con i capelli neri e la carnagione olivastra che avrebbe prima accoltellato al collo Erika e poi avrebbe colpito Dimitri con una pietrata in testa facendolo crollare sul pavimento. E tutto per rubare un orologio Rolex e un borsello contenente 500 euro. E’ quanto avrebbe raccontato agli inquirenti, il biellese Dimitri Fricano, 28 anni, iscritto sul registro degli indagati per la morte della compagna degli ultimi dieci anni, Erika Preti, 28 anni, con la quale divideva un appartamento a Pralungo. La ragazza è stata uccisa con due fendenti al collo inferti con il coltello per tagliare il pane con lama seghettata, domenica scorsa in una villetta di Lu Fraili a San Teodoro (Nuoro), dove i due si trovavano in vacanza da amici.
Intanto, in tivù, proprio gli amici della coppia, Donatella Borille e Alberto Recanzone,  anche loro biellesi, che vivono in Sardegna per lavoro, hanno escluso che il giovane biellese possa aver ucciso la compagna: «Sono stati aggrediti da un estraneo, non può essere stato lui – ha ribadito lei -. Sono uscita pochi minuti prima che accadesse tutto. Dimitri doveva uscire per prendere le sigarette, poi l’ho salutato per andare a lavorare e da lì non l’ho più visto. Ci ha raccontato che è tornato a casa per andare in bagno, lì ha sentito dei rumori e quando è uscito ha visto Erika a terra già ferita. L’aggressione, secondo lui, è avvenuta per mano di un uomo scuro di carnagione con i capelli rasati. Questa persona è entrata in casa e lo ha colpito alla testa con una pietra. Dimitri ci ha detto che dalla villetta è sparito il suo Rolex e un borsellino con 500 euro».
Intanto, dall’ospedale di Olbia dov’è ricoverato e piantonato dai carabinieri in quanto indagato per l’accusa di omicidio volontario, Dimitri continua a gridare la propria innocenza: «La amavo, non avrei mai potuto farle del male…».

Valter Caneparo

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