Tre “furbetti”: «Accuse infondate»

Tre “furbetti”: «Accuse infondate»
Cronaca 06 Ottobre 2016 ore 12:53

BIELLA -  C’è ottimismo nell’aria, tra alcuni legali, dopo gli interrogatori di garanzia degli otto maggiori indagati nell’inchiesta dei carabinieri sui presunti “furbetti del cartellino”, comparsi tutti tra martedì e ieri davanti al giudice delle indagini preliminari, Claudio Passerini. A tutti il giudice ha annullato il provvedimento cautelare del divieto di dimora nel comune di Biella che è stato sostituito da una sorta di divieto di lavorare per conto del Comune per un periodo iniziale di un anno. Una misura che fa il paio con il provvedimento amministrativo della sospensione del lavoro decisa nei giorni scorsi dalla commissione disciplinare comunale per tutta la durata della misura cautelare. Agli interrogatori era presente anche il sostituto procuratore Mariaserena Iozzo che ha preso il posto come titolare dell’inchiesta del collega Ernesto Napolillo, trasferito pochi giorni fa ad Ancona.

L’impressione, dopo gli interrogatori, è che l’inchiesta possa essere rappresentata come una gigantesca e incontenibile valanga che all’inizio ha travolto tutto e tutti, ma che con passare dei giorni potrebbe asciugarsi enormemente e lasciare dietro di sé solo pochi detriti. Dei trentatré indagati, ne rimarranno probabilmente solo alcuni, quelli che dovranno giustificare posizioni all’apparenza indifendibili. Si parla di uscite ingiustificate dal lavoro per giocare alle slot machine, oppure per recarsi dall’estetista per farsi fare la ceretta. Oppure ancora per incontrarsi con l’amante. Nel mucchio degli attuali indagati c’è però anche chi non meriterebbe di essere definito “furbetto” e che, probabilmente, riuscirà a chiarire la sua posizione e a uscire dall’inchiesta.

V.Ca - Sh.C.

Leggi di più sull'Eco di Biella di giovedì 6 ottobre 2016

BIELLA -  C’è ottimismo nell’aria, tra alcuni legali, dopo gli interrogatori di garanzia degli otto maggiori indagati nell’inchiesta dei carabinieri sui presunti “furbetti del cartellino”, comparsi tutti tra martedì e ieri davanti al giudice delle indagini preliminari, Claudio Passerini. A tutti il giudice ha annullato il provvedimento cautelare del divieto di dimora nel comune di Biella che è stato sostituito da una sorta di divieto di lavorare per conto del Comune per un periodo iniziale di un anno. Una misura che fa il paio con il provvedimento amministrativo della sospensione del lavoro decisa nei giorni scorsi dalla commissione disciplinare comunale per tutta la durata della misura cautelare. Agli interrogatori era presente anche il sostituto procuratore Mariaserena Iozzo che ha preso il posto come titolare dell’inchiesta del collega Ernesto Napolillo, trasferito pochi giorni fa ad Ancona.

L’impressione, dopo gli interrogatori, è che l’inchiesta possa essere rappresentata come una gigantesca e incontenibile valanga che all’inizio ha travolto tutto e tutti, ma che con passare dei giorni potrebbe asciugarsi enormemente e lasciare dietro di sé solo pochi detriti. Dei trentatré indagati, ne rimarranno probabilmente solo alcuni, quelli che dovranno giustificare posizioni all’apparenza indifendibili. Si parla di uscite ingiustificate dal lavoro per giocare alle slot machine, oppure per recarsi dall’estetista per farsi fare la ceretta. Oppure ancora per incontrarsi con l’amante. Nel mucchio degli attuali indagati c’è però anche chi non meriterebbe di essere definito “furbetto” e che, probabilmente, riuscirà a chiarire la sua posizione e a uscire dall’inchiesta.

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