Cronaca
Sul massiccio del Monte Rosa

Travolto da una valanga: alpinista di 31 anni di Mongrando è grave, ma non in pericolo di vita

Il giovane ha riportato varie fratture in tutto il corpo. Illeso per fortuna l'amico che ha dato l'allarme.

Travolto da una valanga: alpinista di 31 anni di Mongrando è grave, ma non in pericolo di vita
Cronaca Basso Biellese, 21 Dicembre 2021 ore 11:40

Travolto da una valanga: alpinista di 31 anni di Mongrando è grave, ma non in pericolo di vita.

Ricoverato ad Aosta

E' ricoverato in condizioni serie al Parini di Aosta, ma non è in pericolo di vita, l'esperto alpinista biellese di 31 anni, Michele Zanotti, di Mongrando, che lo scorso fine settimana è stato travolto da una valanga mentre si trovava alla Roccia Nera, cima di 4.075 metri del gruppo del Monte Rosa. La massa nevosa, che ha trasciato il giovane per circa trecento metri lasciandolo per fortuna in superficie, ha solo sfiorato l'amico che si trovava con lui, Stefano Erba, 35 anni, di Biella, che è rimasto illeso e ha così potuto chiamare i soccorsi nel più breve tempo possibile. Michele Zanotti - preparato e tutt'altro che sprovveduto - ha riportato fratture alle gambe, alle spalle, a un braccio e a una mano. Ma la testa e la spina dorsale non sono state per fortuna lesionate. Di tempo per rimettersi, comunque, ce ne vorrà moltissimo.

"Michele era a 50 metri da me..."

«Durante la discesa - racconta Stefano Erba, anche lui molto preparato ed esperto - dopo aver affrontato una via di arrampicata mista ghiaccio e roccia, abbiamo incontrato un versante esposto e abbiamo valutato che era meglio attraversarlo uno per volta. Prima è andato Michele. Si trovava a una cinquantina di metri da me quando c’è stato il distacco della massa nevosa che lo ha travolto e lo ha trascinato a valle per trecento metri...».

Stavano rientrando

I due amici, amanti della montagna da sempre e molto preparati, erano partiti al mattino dal bivacco Rossi-Volante dove avevano trascorso la notte. Era stato tutto calcolato: la giornata era perfetta, la temperatura anche e il rischio valanghe era molto basso e cioè di livello 2, sinonimo di poca neve e di scarso pericolo. Dopo aver affrontato la via di arrampicata sul versante svizzero, a Nord, tra il gruppo dei Breithorn e la Roccia Nera, i due hanno iniziato la discesa. In un punto esposto dove il vento aveva formato un accumulo di neve, i due esperti alpinisti hanno deciso di scendere uno alla volta.

Il racconto dell'amico

«La massa di neve, neppure eccessivamente importante, si è staccata all’improvviso, ha sfiorato me e ha travolto Michele - racconta Stefano Erba -. Ho subito dato l’allarme con il telefono cellulare, poi sono sceso e, nell’avvicinarmi al punto in cui la valanga si era fermata, ho sentito urlare: Michele per fortuna era salvo e mi sembrava abbastanza lucido. Ho cercato di tranquillizzarlo, gli ho urlato che prestissimo sarebbero arrivati a recuperarlo. Sono così rimasto a distanza ad aspettare i soccorsi che sono stati in effetti molto tempestivi...».

Recuperati dagli elicotteri

Sono stati due gli elicotteri impegnati per poter riuscire a fare il possibile prima del buio. I tecnici del Soccorso alpino valdostano e i militari del Sagf della Guardia di finanza, sono riusciti a intervenire sia in fondo al lungo scivolo glaciale, intervallato anche da salti di roccia, per recuperare il ferito e oltre il bivacco dove attendeva Stefano Erba che aveva dato l’allarme. Entambi sono stati alla fine recuperati.

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