l'aggressione

Trauma cranico per una dottoressa al Pronto soccorso di Biella

La denuncia del presidente medici Franco Ferraro: "Non può una persona che si prende cura degli altri rischiare la vita"

Trauma cranico per una dottoressa al Pronto soccorso di Biella
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Era stata chiamata per un consulto neurologico dai colleghi del Pronto soccorso su un paziente che lamentava - sembra dolori alla testa - La dottoressa l'ha visitato, gli ha prescritto un farmaco e ne ha disposto le dimissioni. Una decisione (il mancato ricovero) che ha fatto andare su tutte le furie il paziente che ha aggredito la dottoressa spingendola contro il muro e facendola cadere. La professionista ha riportato un trauma cranico come informa l'Ordine dei medici che ha preso posizione sull'aggressione subita dalla collega.

Il comunicato del presidente dell'Ordine dei medici di Biella Franco Ferrero

"L’Ordine dei Medici di Biella riceve segnalazioni ormai troppo frequenti di episodi di violenza sui sanitari durante lo svolgimento del proprio lavoro - scrive Ferrero - Viviamo in una società intrisa di violenza, anche quando si limita a forme verbali o ad atteggiamenti di insofferenza e intolleranza e con frequenza allarmante, vede come vittime, gli operatori della salute.

Di pochi giorni fa e’ la notizia ,pervenuta all’Ordine ,dell’aggressione di una dottoressa chiamata per una consulenza in pronto soccorso che , aggredita da un paziente, ha riportato cadendo, un trauma cranico.

La Collega stava lavorando con lo spirito di chi si mette al servizio della gente,con la sua passione verso una professione difficile, ma piena di valori, con l’attenzione quotidiana alla salute e ai suoi pazienti,valori che Lei ,Anna, riconosce come fondanti del suo essere medico in scienza e coscienza.

Lei e’ una professionista che ha sempre saputo osservare, valutare, decidere e agire in modo etico e non puo’ che avere la vicinanza della Nostra comunità professionale.  Ma non puo’ avere solo questo. 

Non puo’ una persona che si prende cura degli altri rischiare la vita.

L’osservatorio dell’Ordine continua giornalmente a ricevere segnalazioni di violenze verbali , intimidazioni, ingiurie, danni a cose per poi giungere all’aggressione vera e propria di molti sanitari del Pronto soccorso,della guardia medica,dei reparti,dei medici di famiglia.

E’ inaccettabile che un professionista ,mentre svolge il suo lavoro, che e’ quello di curare, rischi la propria incolumità.

La Raccomandazione N°8 del 2007 del Ministero della Salute, ribadisce che gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari compiuta da pazienti, da loro parenti o accompagnatori vanno considerati come “eventi sentinella”, vale a dire “eventi avversi di particolare gravità, potenzialmente evitabili, che possono comportare morte o grave danno, rispetto ai quali si richiede la messa in atto di opportune iniziative di protezione e prevenzione”

Sarebbe opportuno che questi eventi non venissero sottovalutati e si mettessero in atto tutte quelle iniziative idonee a prevenirli e a contenerli.

La legge 113 del 2020 sulla sicurezza degli operatori prevede che le aziende debbano adottare protocolli per segnalare alle autorità tutti gli episodi di violenza, in modo da attivare la procedibilità d’ufficio.

Io penso che una struttura sanitaria dovrebbe farsi carico dell’analisi del problema e dell’avvio di tutte le misure volte al suo contenimento e superamento, perché arginare le violenze in ambito sanitario significa avviare un importante processo di prevenzione.

Gli atti di violenza non sono degli eventi inevitabili, però è possibile, oltre che doveroso, prevederli e prevenirli.

Occorre riportare il medico ad essere considerato come un attore della relazione di cura, non come un nemico da combattere.

Comunque Noi continueremo a curare i nostri pazienti senza tirarci indietro perché ci crediamo nel servizio sanitario nazionale nonostante le aggressioni, nonostante la stanchezza, nonostante i carichi di lavoro, nonostante la diminuita riconoscibilità della nostra professione ,sperando pero’ che le autorità comprendano l’amarezza ,il disagio e la paura di esercitare la professione insultati, minacciati e aggrediti.

Come Ordine invece non ci stiamo vedere derubricate le aggressioni come “normali infortuni” sul lavoro perché “fa parte dell’attività del medico che ci sia il rischio di essere picchiati e aggrediti”.

Chiederemo un incontro al Prefetto per la valutazione del fenomeno, coinvolgeremo la Federazione nazionale, saremo a fianco di tutti i Colleghi, non solo a parole o con inutili mozioni di solidarietà.

Dr.Franco Ferrero

Presidente dell’Ordine dei Medici chirurghi e odontoiatri di Biella

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