Cronaca

"Traditi dal Pdl, ora Lega libera"

"Traditi dal Pdl, ora Lega libera"
Cronaca 03 Luglio 2012 ore 13:03

Hanno dovuto metabolizzare il colpo prima di reagire. L’ispirazione è giunta domenica durante il congresso del Carroccio a Milano, così Roberto Simonetti, presidente della Provincia, e Michele Mosca, assessore e segretario provinciale di Lega Nord, ora passano al contrattacco. In modo pensante, accentuando quel processo di crisi innescato dal Pdl durante l’ultimo consiglio provinciale in cui è stato lanciato un ultimatum a Simonetti chiedendogli di fare chiarezza sulle sue scelte future. Sulle eventuali dimissioni per ricandidarsi alla Camera o meno. Ora la Lega si sente tradita e si dice «libera da quel cordone che unisce chi vince assieme le elezioni, tenendo come unico faro il legame che unisce il movimento ai suoi elettori. Tutto il resto - dicono Simonetti e Mosca - sarà un di più, soprattutto verso chi si è comportato come un traditore».

 «Tradimento».  Simonetti e Mosca non usano giri di parole per esprimere il loro pensiero. «Ci sentiamo traditi dall’attacco ricevuto dal Pdl. Sono un partito che ha smesso di parlare  alla gente e ragiona solamente con i parametri ed i metodi della prima repubblica, proprio perché a Biella si legge Pdl ma si dice Pier Giorgio Fava».
Mosca e Simonetti attaccano pesantemente: «Gli altri non contano niente nel partito. Fava, per vendicarsi del defenestramento subito, che noi orgogliosamente rivendichiamo e che rifaremmo anche oggi, ben consci che la quasi totalità dei biellesi la pensa come noi,  blocca lo sviluppo del territorio portando il Pdl agli atteggiamenti ridicoli di venerdì scorso. Purtroppo i quarantenni ed i cinquantenni del Pdl che avrebbero potuto e dovuto portare rinnovamento al loro interno non riescono a contare nulla nelle strategie del partito, appaiono subalterni ad un vecchio modo di fare politica che non ci appartiene e rispetto al quale non vogliamo prestare attenzione e complicità». 
«Siamo stufi».  Il presidente della Provincia e il segretario del Carroccio vanno anche oltre. «La Lega Nord è stufa di grane, problemi, crisi, mini crisi, ricatti, penultimatum ridicoli, che hanno caratterizzato la vita politica ed amministrativa sia delle istituzioni locali sia delle loro partecipate. Il Biellese è un territorio a rischio che deve essere ben rappresentato in ogni ambito e livello istituzionale: guai a perdere la rappresentatività nazionale di un piccolo territorio quale è il nostro. Ed al momento solo noi abbiamo la forza e le capacità personali e politiche di poter rappresentare Biella a livello parlamentare». 

«Abbiamo difeso l’indifendibile».  Invece dell’attacco del Pdl, Simonetti e Mosca avrebbero preferito un dibattito sul futuro della Provincia. «Ente - sottolineano - schiacciato fra la disastrosa situazione di bilancio dovuta all’assenza di entrate cospicue da parte dello Stato e lo spauracchio accorpamento. Invece il consiglio si è trasformato in un atto di tradimento verso il Simonetti che ha sempre difeso gli uomini del Pdl, anche quando erano indifendibili, a testimonianza del senso di responsabilità  istituzionale che caratterizza le nostre azioni politiche. Stendiamo un velo pietoso su tutti i casi in oggetto». Parole che peseranno come macigni nei rapporti già tesi tra Lega e Pdl. E che potrebbero varcare i confini della Provincia per finire in Comune a Biella e a Cossato.
 La crisi, l’ennesima all’interno del centrodestra, è ufficialmente aperta.

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