Torrenti asciutti, la pesca alla trota non apre

Lo ha deciso la Provincia a causa della siccità, apertura posticipata fino a tre settimane.

Torrenti asciutti, la pesca alla trota non apre
20 Febbraio 2019 ore 21:16

Torrenti asciutti, la pesca alla trota non apre.

Chiusa ancora per tre settimane

L’apertura della pesca alla trota nelle zone salmonicole è stata posticipata di tre settimane per colpa dei corsi d’acqua e dei bacini in sofferenza idrica a causa della siccità. Sono settimane che non piove e la poca neve caduta e rimasta a chiazze sulle montagne non garantisce una portata idonea dei torrenti che hanno pertanto raggiunto in alcuni tratti i minimi storici. L’ufficio caccia e pesca della Provincia (funzionario Giorgio Mosca, dirigente del settore Paolo Amico) ha così deciso – in accordo con il vice presidente della Provincia, Emanuele Ramella Pralungo, con delega a pesca e ambiente, che ha firmato il provvedimento – di rinviare l’apertura della pesca che era stata fissata come da regolamento all’ultima domenica di febbraio. La stessa decisione, almeno sino a ieri, non era stata presa dalle Province di Vercelli e di Torino per i corsi d’acqua che si trovano a pochi chilometri dal Biellese, ciò nonostante la siccità non abbia risparmiato alcun territorio. La pesca ai salmonidi, nel rispetto delle misure, sarà invece consentite nelle acqua cosiddette ciprinicole.

Tutti gli intervenuti alla presentazione in Provincia del  nuovo Piano provinciale della pesca
Il Comunicato stampa con le dichiarazioni del vicepresidente, Emanuele Ramella Pralungo

Nuovo piano ittico

La notizia che non ha sorpreso i pescatori biellesi che già due anni fa erano stati costretti a posticipare per lo stesso motivo l’apertura della pesca nelle acque salmonicole, è stata data durante l’incontro organizzato dalla Provincia per illustrare a tutte le associazioni piscatorie e ai sindaci del territorio le finalità del nuovo piano ittico provinciale. Erano presenti tra gli altri il sindaco di Campiglia, Maurizio Piatti (che è intervenuto in difesa degli ultimi tre chilometri di Cervo ancora naturali, senza interventi dell’uomo come sbarramenti vari o derivazioni dove, peraltro, premono ben cinque richieste per la realizzazione di centraline) e il vicesindaco di Viverone, Giovanni Monti (che ha difeso la presenza dei coregoni nel lago). Presenti anche i rappresentati della Fipsas, con in testa la presidente Luisella Lavetto, e quelli dell’Arci Pesca Fisa con il presidente Roberto Di Gleria. Ha voluto salutare i presenti lo stesso vicepresidente della provincia, Emanuele Ramella Pralungo, con delega a pesca e ambiente, che si è detto soddisfatto della scelta del gruppo di esperti (“Mediterranean Trout Research Group”) che dovrà occuparsi di raccogliere i dati e di redigere entro il mese di luglio il nuovo piano ittico provinciale.

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