Cronaca

Spariscono per tre giorni: espulsi due migranti nigeriani

Spariscono per tre giorni: espulsi due migranti nigeriani
Cronaca 06 Giugno 2016 ore 15:10

ZIMONE - Sono letteralmente spariti dal centro che ospita i migranti a Zimone per più di 72 ore che, come prescrive la legge in materia, rappresenta il tempo massimo per uno straniero richiedente asilo per ripresentarsi nel luogo dov’è stato collocato. Hanno così perso ogni diritto acquisito al punto che, nei loro confronti, il Questore, Salvatore Perrone, ha emesso un provvedimento di revoca del permesso di soggiorno con l’intimazione a lasciare il territorio nazionale entro quindici giorni.

Protagonisti della vicenda che ha creato non pochi patemi sia ai responsabili del centro di via Roma a Zimone sia ai carabinieri che non appena sono stati messi a conoscenza della presunta sparizione hanno dovuto richiedere l’emissione di un provvedimento di rintraccio, sono due profughi di origine nigeriana, rispettivamente di 28 e di 32 anni. I due sono stati inoltre denunciati per i reati di furto e di violazione di domicilio. Infatti, trascorsi i tre giorni oltre i quali i profughi perdono di botto ogni diritto, i due  stranieri si sono ripresentati al centro e hanno preteso sia di rientrare sia di pranzare insieme a tutti gli altri migranti, togliendo di fatto letteralmente il cibo di bocca a un altro ospite. Nessuno dei due ha alla fine saputo spiegare dove si fossero recati in quel lasso di tempo.

I migranti arrivati a Zimone nell’inverno scorso, provenivano per lo più da Villa Ottino (struttura di proprietà di una congregazione di suore) ad Occhieppo Superiore. L’edificio doveva essere sgombrato entro fine anno poiché i locali erano in vendita. I nuovi migranti hanno trovato alloggio nell’ex sede della comunità Anemoni (una volta era l’oratorio), di proprietà della parrocchia. A mettere a disposizione gli spazi, era stato il parroco del paese, don Flavio Dal Molin: «Mi sono limitato ad accogliere il suggerimento di Papa Francesco e a seguire le direttive di Caritas Biella - aveva spiegato il sacerdote a chi lo accusava di fare tutto per interesse -. Siamo pronti ad aiutare i bisognosi».

V.Ca.

ZIMONE - Sono letteralmente spariti dal centro che ospita i migranti a Zimone per più di 72 ore che, come prescrive la legge in materia, rappresenta il tempo massimo per uno straniero richiedente asilo per ripresentarsi nel luogo dov’è stato collocato. Hanno così perso ogni diritto acquisito al punto che, nei loro confronti, il Questore, Salvatore Perrone, ha emesso un provvedimento di revoca del permesso di soggiorno con l’intimazione a lasciare il territorio nazionale entro quindici giorni.

Protagonisti della vicenda che ha creato non pochi patemi sia ai responsabili del centro di via Roma a Zimone sia ai carabinieri che non appena sono stati messi a conoscenza della presunta sparizione hanno dovuto richiedere l’emissione di un provvedimento di rintraccio, sono due profughi di origine nigeriana, rispettivamente di 28 e di 32 anni. I due sono stati inoltre denunciati per i reati di furto e di violazione di domicilio. Infatti, trascorsi i tre giorni oltre i quali i profughi perdono di botto ogni diritto, i due  stranieri si sono ripresentati al centro e hanno preteso sia di rientrare sia di pranzare insieme a tutti gli altri migranti, togliendo di fatto letteralmente il cibo di bocca a un altro ospite. Nessuno dei due ha alla fine saputo spiegare dove si fossero recati in quel lasso di tempo.

I migranti arrivati a Zimone nell’inverno scorso, provenivano per lo più da Villa Ottino (struttura di proprietà di una congregazione di suore) ad Occhieppo Superiore. L’edificio doveva essere sgombrato entro fine anno poiché i locali erano in vendita. I nuovi migranti hanno trovato alloggio nell’ex sede della comunità Anemoni (una volta era l’oratorio), di proprietà della parrocchia. A mettere a disposizione gli spazi, era stato il parroco del paese, don Flavio Dal Molin: «Mi sono limitato ad accogliere il suggerimento di Papa Francesco e a seguire le direttive di Caritas Biella - aveva spiegato il sacerdote a chi lo accusava di fare tutto per interesse -. Siamo pronti ad aiutare i bisognosi».

V.Ca.

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