Cronaca

«Solidarietà agli antifascisti condannati»

«Solidarietà agli antifascisti condannati»
Cronaca 27 Maggio 2015 ore 14:51

Il “Coordinamento biellese no Tav”, ha espresso, tramite un comunicato, «preoccupazione per la continua ed impropria assimilazione delle forme di Resistenza, in particolare quella antifascista, alla fattispecie delittuosa». E ha espresso «piena condivisione e solidarietà ai tre compagni ingiustamente condannati e a tutti i compagni vittime della repressione». Il riferimento è ai tre componenti del movimento che nei giorni scorsi sono stati condannati a sette mesi di reclusione in quanto ritenuti responsabili, con altri ragazzi non identificati, dell’assalto del gennaio 2010 a banchetto e gazebo dei rappresentanti di “Giovane Italia” (la vecchia Azione Giovani che aveva cambiato nome dopo l’ingresso nell’allora Pdl). Erano volati insulti e minacce. Alla fine, la postazione montata in piazza Santa Marta, era stata distrutta.

Il “Coordinamento biellese no Tav”, ha espresso, tramite un comunicato, «preoccupazione per la continua ed impropria assimilazione delle forme di Resistenza, in particolare quella antifascista, alla fattispecie delittuosa». E ha espresso «piena condivisione e solidarietà ai tre compagni ingiustamente condannati e a tutti i compagni vittime della repressione». Il riferimento è ai tre componenti del movimento che nei giorni scorsi sono stati condannati a sette mesi di reclusione in quanto ritenuti responsabili, con altri ragazzi non identificati, dell’assalto del gennaio 2010 a banchetto e gazebo dei rappresentanti di “Giovane Italia” (la vecchia Azione Giovani che aveva cambiato nome dopo l’ingresso nell’allora Pdl). Erano volati insulti e minacce. Alla fine, la postazione montata in piazza Santa Marta, era stata distrutta.

Nel comunicato, i no Tav biellesi sottolineano che il reato di “apologia del fascismo”, esiste e può essere commesso da chiunque «…pubblicamente esalti esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo…».

Secondo quanto riportato nel comunicato, «ad avviso delle forze di polizia e della magistratura locale i banchetti organizzati da alcune formazioni politiche con lo sfoggio delle effigi di Mussolini e di altra propaganda fascista non esaltano, pubblicamente, esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo. Mai è stato disposto l’immediato sequestro dei materiali esposti a questi banchetti e la denuncia di chi li ha organizzati, per apologia».

Per i no Tav, «anche le amministrazioni locali, trincerandosi dietro la libertà di pensiero, concedono le autorizzazioni di occupazioni di suolo pubblico, ma non agiscono, come potrebbero con la propria locale polizia, per verificare che la libertà di pensiero non travalichi quanto la norma definisce “apologia” o “istigazione all’odio razziale”».

Secondo quanto riporta il comunicato, il comportamento delle autorità non sarebbe equo: «La recente severa condanna di tre compagni biellesi che, in un contesto di inerzia delle istituzioni deputate, hanno contestato uno di questi banchetti conferma la palese asimmetria: “forti” nei confronti degli antifascisti militanti» e  «“deboli” con i neo-fascisti militanti, sempre indenni da rilievi».

I no Tav biellesi puntualizzano che «anche nel Biellese si vedono gli effetti di questo lento ma progressivo imbarbarimento culturale e politico. Sempre più frequenti sono infatti le iniziative o le manifestazioni di Forza Nuova o della Lega Nord in cui si promuove, oggettivamente, l’odio razziale e il nazionalismo (le strade maestre del fascismo)».

V.Ca.

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