nuova emergenza

“Si usino bene i fondi europei per mettere in sicurezza il territorio”

A distanza di meno di un anno dai precedenti eventi alluvionali, il Piemonte è nuovamente costretto a contare danni e vittime.

“Si usino bene i fondi europei per mettere in sicurezza il territorio”
12 Ottobre 2020 ore 08:27

“Si usino bene i fondi europei per mettere in sicurezza il territorio”.

L’appello di Legambiente

Nel weekend scorso l’intero Piemonte, con punte drammatiche nelle province di Cuneo e di Vercelli, ed ampie zone della Liguria sono stati colpiti da eventi atmosferici che di eccezionale ormai non hanno più nulla. In poche ore è caduta una quantità d’acqua localmente superiore ai 600 mm, causando improvvise piene e smottamenti.

Nel momento in cui scriviamo i morti accertati sono 9, oltre cento i Comuni che hanno subito danni, una decina i ponti crollati sotto l’effetto di piene eccessive, altrettante le strade interrotte da smottamenti e cedimenti strutturali, i danni quantificati in una prima stima ammonterebbero ad oltre 300 milioni di euro.

La violenza e la quantità delle precipitazioni aventi modalità sempre più simili a quelle monsoniche e dettate dai cambiamenti climatici sempre più evidenti sulle nostre montagne, hanno colpito duramente il nord ovest di una Penisola vittima d’abbandono, di incuria, ma soprattutto di una cementificazione selvaggia.

“Il nostro territorio – dichiara Giorgio Prino, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – per la sua conformazione fisica e geografica è estremamente delicato. La cementificazione selvaggia, la mancanza di una pianificazione, la scarsa manutenzione hanno portato ai risultati sotto gli occhi di tutti. Il nostro dossier Città Clima segnala come negli ultimi 10 anni si siano registrati 95 eventi estremi fra Piemonte, Liguria e Val d’Aosta (894 in tutta Italia). È imprescindibile fare un passo avanti deciso. Si approvi una norma regionale per il consumo di suolo zero, e si proceda ad una immediata messa in sicurezza del territorio. Le risorse europee legate al recovery fund devono essere utilizzate sulla doppia via del restauro ambientale e della prevenzione, devono essere strumento per una messa in sicurezza dell’intero Paese, e non possono essere finanziamento di grandi opere dalla dubbia utilità e dal forte impatto ambientale”.

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