Cronaca

Si getta a 41 anni dal ponte della Pistolesa

Si getta a 41 anni dal ponte della Pistolesa
Cronaca 23 Luglio 2016 ore 12:19

Ha parcheggiato la sua Ford Focus in una rientranza a ridosso del ponte, lasciando in bella vista un biglietto con delle frasi inequivocabili sulle sue intenzioni. Ha voluto dire così addio al mondo, a chi lo conosceva, ai parenti e ai genitori con cui viveva a Borgosesia. Da quel ponte, dove lo scorso fine settimana si sono ritrovati in mille per festeggiare i vent’anni del bungee jumping, ha deciso di farla finita un giovane uomo, 41 anni, operaio, schiacciato anche lui come morsa irreale ma potentissima da quella terribile e subdola patologia che è la depressione. Ieri sera la notizia è stata data dai carabinieri agli anziani genitori. Uno strazio.Le ricerche. Era dal 2012 che non si registravano più suicidi dal “Colossus”, uno dei più alti ponti d’Europa, circondato da boschi, con i suoi lunghi pilastri che si elevano sbucando in mezzo a una distesa infinita di verde. E’ stata una giornata triste per le squadre dei Vigili del fuoco che con i carabinieri di Mosso hanno partecipato alle ricerche del corpo. Tutti speravano che il messaggio del biglietto, alla fine, fosse solo un mix di parole al vento, che quel giovane uomo ci avesse ripensato. Il corpo è stato invece trovato alle 16 e 30 in mezzo alla fitta vegetazione grazie al fiuto dei cani di un’unità cinofila. I pompieri della speciale squadra Saf (Speleo Alpino Fluviale), hanno deciso di adagiare i resti sulla barella e di riportarli a valle così. Richiedere l’intervento dell’elicottero pareva rischioso: col vento forte che spazzava ogni cosa in quel momento, il pericolo di urtare col rotore il gigantesco pilastro non pareva impossibile. Meglio evitarlo.L’allarme. A dare l’allarme, nel primo pomeriggio, è stata una signora che ha notato la Ford Focus posteggiata in un anfratto lungo la strada che conduce al “Colossus”. I militari hanno aperto la vettura e, sul sedile, hanno trovato il biglietto che riportava, con frasi inequivocabili, sicure, di tenore opposto rispetto all’incerta grafia, le intenzioni suicide, messe purtroppo in pratica, del giovane uomo.Il sindaco. Dispiaciuto il sindaco di Mosso, Carlo Grosso: «Sono vicino alla famiglia del giovane alla quale porgo le mie più sentite condoglianze. Erano anni che non si registravano più simili tragedie dal ponte che, in questo periodo, si era caratterizzato in modo diverso rispetto al passato, grazie ai tanti momenti di divertimento, di sport e di valori positivi come quelli trasmessi la scorsa settimana dalle mille persone che si sono ritrovate a festeggiare i vent ’anni del bungee jamping. Adesso ci troviamo invece ad affrontare sentimenti completamente opposti e a piangere l’ennesima vittima...».
Valter Caneparo

Ha parcheggiato la sua Ford Focus in una rientranza a ridosso del ponte, lasciando in bella vista un biglietto con delle frasi inequivocabili sulle sue intenzioni. Ha voluto dire così addio al mondo, a chi lo conosceva, ai parenti e ai genitori con cui viveva a Borgosesia. Da quel ponte, dove lo scorso fine settimana si sono ritrovati in mille per festeggiare i vent’anni del bungee jumping, ha deciso di farla finita un giovane uomo, 41 anni, operaio, schiacciato anche lui come morsa irreale ma potentissima da quella terribile e subdola patologia che è la depressione. Ieri sera la notizia è stata data dai carabinieri agli anziani genitori. Uno strazio.Le ricerche. Era dal 2012 che non si registravano più suicidi dal “Colossus”, uno dei più alti ponti d’Europa, circondato da boschi, con i suoi lunghi pilastri che si elevano sbucando in mezzo a una distesa infinita di verde. E’ stata una giornata triste per le squadre dei Vigili del fuoco che con i carabinieri di Mosso hanno partecipato alle ricerche del corpo. Tutti speravano che il messaggio del biglietto, alla fine, fosse solo un mix di parole al vento, che quel giovane uomo ci avesse ripensato. Il corpo è stato invece trovato alle 16 e 30 in mezzo alla fitta vegetazione grazie al fiuto dei cani di un’unità cinofila. I pompieri della speciale squadra Saf (Speleo Alpino Fluviale), hanno deciso di adagiare i resti sulla barella e di riportarli a valle così. Richiedere l’intervento dell’elicottero pareva rischioso: col vento forte che spazzava ogni cosa in quel momento, il pericolo di urtare col rotore il gigantesco pilastro non pareva impossibile. Meglio evitarlo.L’allarme. A dare l’allarme, nel primo pomeriggio, è stata una signora che ha notato la Ford Focus posteggiata in un anfratto lungo la strada che conduce al “Colossus”. I militari hanno aperto la vettura e, sul sedile, hanno trovato il biglietto che riportava, con frasi inequivocabili, sicure, di tenore opposto rispetto all’incerta grafia, le intenzioni suicide, messe purtroppo in pratica, del giovane uomo.Il sindaco. Dispiaciuto il sindaco di Mosso, Carlo Grosso: «Sono vicino alla famiglia del giovane alla quale porgo le mie più sentite condoglianze. Erano anni che non si registravano più simili tragedie dal ponte che, in questo periodo, si era caratterizzato in modo diverso rispetto al passato, grazie ai tanti momenti di divertimento, di sport e di valori positivi come quelli trasmessi la scorsa settimana dalle mille persone che si sono ritrovate a festeggiare i vent ’anni del bungee jamping. Adesso ci troviamo invece ad affrontare sentimenti completamente opposti e a piangere l’ennesima vittima...».
Valter Caneparo

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