Scampato all’incendio, stroncato da un tumore

Scampato all’incendio, stroncato da un tumore
19 Aprile 2015 ore 15:41

CREVACUORE – E’ scampato a un terribile incendio che aveva reso inabitabile l’alloggio che divideva con la nipote e i suoi due figli. Ma il fato è stato con lui avverso sino alla fine. Mentre si stava poco alla volta riprendendo, un male incurabile se l’è portato via. Sono stati celebrati ieri mattina, nella chiesa di Crevacuore, i funerali di Gianfranco Bonato, 64 anni, che il 14 febbraio dell’anno scorso era scampato per miracolo al rogo divampato nella sua abitazione forse per il malfunzionamento di una stufa. L’uomo aveva riportato ustioni di secondo e terzo grado sulle braccia, al viso e in parte della schiena. E aveva respirato quel fumo e quel calore. Bonato era stato subito intubato e portato al Cto di Torino dov’era rimasto per parecchio tempo. Quando aveva potuto finalmente lasciare l’ospedale e le sue condizioni parevano poco alla volta migliorare, gli era stato diagnosticato un tumore che in pochi mesi lo ha stroncato.

Ad andare a fuoco era stato l’edificio di proprietà comunale che sorge in via De Amicis, in centro al paese. Altre cinque famiglie erano state costrette a sfollare e a trovarsi una sistemazione provvisoria. «In pochi mesi – spiega il sindaco di Crevacuore, Massimo Toso -, gli appartamenti erano stati rimessi a nuovo ed erano nuovamente pronti per essere abitati. A settembre scorso le famiglie, tra le quali Bonato e i suoi nipoti, avevano potuto farvi ritorno. Mi spiace molto per questa tragedia, sono vicino per quanto posso ai familiari…».

V.Ca.

CREVACUORE – E’ scampato a un terribile incendio che aveva reso inabitabile l’alloggio che divideva con la nipote e i suoi due figli. Ma il fato è stato con lui avverso sino alla fine. Mentre si stava poco alla volta riprendendo, un male incurabile se l’è portato via. Sono stati celebrati ieri mattina, nella chiesa di Crevacuore, i funerali di Gianfranco Bonato, 64 anni, che il 14 febbraio dell’anno scorso era scampato per miracolo al rogo divampato nella sua abitazione forse per il malfunzionamento di una stufa. L’uomo aveva riportato ustioni di secondo e terzo grado sulle braccia, al viso e in parte della schiena. E aveva respirato quel fumo e quel calore. Bonato era stato subito intubato e portato al Cto di Torino dov’era rimasto per parecchio tempo. Quando aveva potuto finalmente lasciare l’ospedale e le sue condizioni parevano poco alla volta migliorare, gli era stato diagnosticato un tumore che in pochi mesi lo ha stroncato.

Ad andare a fuoco era stato l’edificio di proprietà comunale che sorge in via De Amicis, in centro al paese. Altre cinque famiglie erano state costrette a sfollare e a trovarsi una sistemazione provvisoria. «In pochi mesi – spiega il sindaco di Crevacuore, Massimo Toso -, gli appartamenti erano stati rimessi a nuovo ed erano nuovamente pronti per essere abitati. A settembre scorso le famiglie, tra le quali Bonato e i suoi nipoti, avevano potuto farvi ritorno. Mi spiace molto per questa tragedia, sono vicino per quanto posso ai familiari…».

V.Ca.

 

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