Cronaca

Scampato al naufragio, muore al Sirio

Scampato al naufragio, muore al Sirio
Cronaca 30 Maggio 2016 ore 13:26

Tragedia sabato dopo le 15 al Sirio, il principale dei sette laghi del Canavese, conosciuto e molto frequentato anche dai biellesi. Un profugo della Costa d’Avorio, Lesine Sanune, 24 anni, è morto annegato nelle acque gelide del lago di origine glaciale. E’ stato colpito forse da una congestione ed è annegato. Il corpo è stato ritrovato quasi tre ore dopo a quindici metri di profondità.

Dopo aver pranzato, il giovane si era tuffato in acqua per cercare refrigerio in una giornata che aveva visto la colonnina di mercurio toccare i 28 gradi. Ospite dell’ex Eden, un vecchio hotel nel centro di Ivrea gestito dalla cooperativa “L’isola di Ariel”, Lesine Sanune era arrivato in Italia nemmeno un anno fa con uno dei tanti barconi della speranza carichi di migranti che fanno la spola nel Mediterraneo. Il giovane era partito ad agosto dalle coste libiche e aveva affrontato la furia del mare per raggiungere l’Italia. Alcuni suoi compagni non ce l’avevano fatta. Ora era in attesa del documento di rifugiato politico.
V.Ca.

Leggi di più sull'Eco di Biella di lunedì 30 maggio 2016

Tragedia sabato dopo le 15 al Sirio, il principale dei sette laghi del Canavese, conosciuto e molto frequentato anche dai biellesi. Un profugo della Costa d’Avorio, Lesine Sanune, 24 anni, è morto annegato nelle acque gelide del lago di origine glaciale. E’ stato colpito forse da una congestione ed è annegato. Il corpo è stato ritrovato quasi tre ore dopo a quindici metri di profondità.

Dopo aver pranzato, il giovane si era tuffato in acqua per cercare refrigerio in una giornata che aveva visto la colonnina di mercurio toccare i 28 gradi. Ospite dell’ex Eden, un vecchio hotel nel centro di Ivrea gestito dalla cooperativa “L’isola di Ariel”, Lesine Sanune era arrivato in Italia nemmeno un anno fa con uno dei tanti barconi della speranza carichi di migranti che fanno la spola nel Mediterraneo. Il giovane era partito ad agosto dalle coste libiche e aveva affrontato la furia del mare per raggiungere l’Italia. Alcuni suoi compagni non ce l’avevano fatta. Ora era in attesa del documento di rifugiato politico.
V.Ca.

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