Cronaca

S’addormenta con la sigaretta accesa

S’addormenta con la sigaretta accesa
Cronaca 21 Novembre 2017 ore 11:36

BIELLA - Si è addormentato con la sigaretta accesa. Ha così rischiato di combinare un disastro e di farsi parecchio male. L’incidente domestico è avvenuto sabato alle 15 in via Cadorna a Chiavazza. Per fortuna i soccorsi hanno evitato che le fiamme si propagassero a tutto l’appartamento che i Vigili del fuoco hanno comunque dichiarato inagibile nonostante abbia riportato danni tutto sommato contenuti e limitati alla sola camera da letto. Il fumo, nero e acre, ha però invaso ogni anfratto.

La distrazione poteva finire in tragedia. Di precedenti analoghi, dopotutto, se ne contano parecchi. Uno tra i più tragici avvenuto nel Biellese risale a pochi anni fa. Un assistente capo della Polizia penitenziaria di 41 anni, stimato e benvoluto da tutti, era morto intossicato dal fumo tossico che si era sprigionato dall’incendio della coperta e di parte del materasso del letto dove stava riposando in quanto influenzato. Era stata proprio la sigaretta accesa a dar vita a quel rogo con tanto fumo e poca brace. L’allarme era stato dato da un collega. Ma per l’assistente non c’era stato purtroppo più nulla da fare: era morto nel sonno, intossicato dalle esalazioni velenose. 
V.Ca.

BIELLA - Si è addormentato con la sigaretta accesa. Ha così rischiato di combinare un disastro e di farsi parecchio male. L’incidente domestico è avvenuto sabato alle 15 in via Cadorna a Chiavazza. Per fortuna i soccorsi hanno evitato che le fiamme si propagassero a tutto l’appartamento che i Vigili del fuoco hanno comunque dichiarato inagibile nonostante abbia riportato danni tutto sommato contenuti e limitati alla sola camera da letto. Il fumo, nero e acre, ha però invaso ogni anfratto.

La distrazione poteva finire in tragedia. Di precedenti analoghi, dopotutto, se ne contano parecchi. Uno tra i più tragici avvenuto nel Biellese risale a pochi anni fa. Un assistente capo della Polizia penitenziaria di 41 anni, stimato e benvoluto da tutti, era morto intossicato dal fumo tossico che si era sprigionato dall’incendio della coperta e di parte del materasso del letto dove stava riposando in quanto influenzato. Era stata proprio la sigaretta accesa a dar vita a quel rogo con tanto fumo e poca brace. L’allarme era stato dato da un collega. Ma per l’assistente non c’era stato purtroppo più nulla da fare: era morto nel sonno, intossicato dalle esalazioni velenose. 
V.Ca.

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