Ritrovata l’auto dei banditi in fuga

Ritrovata l’auto dei banditi in fuga
Cronaca 29 Novembre 2016 ore 17:10

E’ stata ritrovata a Zimone, a due passi dal Municipio, la Renault Clio utilizzata per la fuga dai due banditi che hanno messo a segno la drammatica rapina di metà novembre ai danni della direttrice della Conad di Occhieppo Inferiore. L’auto è di proprietà della stessa derubata alla quale era stato strappato dalle mani l’incasso del supermercato di circa diecimila euro che non aveva ancora versato nella cassa continua dello sportello di via Repubblica della filiale del paese della Biverbanca.

E’ stato il sindaco di Zimone a segnalare ai militari la presenza dell’auto sospetta, parcheggiata in quel punto ormai da parecchi giorni. Sono stati eseguiti dei rilievi approfonditi alla ricerca di eventuali impronte, ma non sarebbe stato trovato nulla di fondamentale per le indagini.

La rapina è avvenuta di sabato sera. I due banditi, con il volto coperto, hanno aspettato fuori dalla banca la direttrice della Conad, si sono avvicinati e l’hanno minacciata con una pistola: «Dacci i soldi…», le hanno intimato. La donna, 58 anni, non ha avuto la possibilità di reagire. Ad intervenire in suo aiuto è stato il compagno che l’aspettava sulla Renault Clio e che, un momento prima, si era accorto di ciò che stava avvenendo e si era impossessato della chiave dell’auto usata dai rapinatori. Subito dopo si è parato di fronte ai banditi e li ha affrontati. La reazione è stata violenta: i rapinatori hanno riempito di botte l’uomo e se la sono poi svignata a bordo della Renault Clio che è stata in seguito abbandonata in piazza a Zimone dove, evidentemente, i due avevano parcheggiato un’auto “pulita”.

Sia la donna sia il compagno sono dovuti ricorrere alle cure mediche del personale del Pronto soccorso. Lei ha riportato un forte shock, lui una ferita alla testa giudicata guaribile in sei giorni. L’auto usata dai banditi per arrivare fino a Occhieppo, una Lancia Musa risultata rubata lo scorso settembre a Borgofranco di Ivrea, era stata subito sequestrata e passata ai raggi X così come tutte le immagini registrate dalle telecamere sparse per il paese.

V.Ca.

E’ stata ritrovata a Zimone, a due passi dal Municipio, la Renault Clio utilizzata per la fuga dai due banditi che hanno messo a segno la drammatica rapina di metà novembre ai danni della direttrice della Conad di Occhieppo Inferiore. L’auto è di proprietà della stessa derubata alla quale era stato strappato dalle mani l’incasso del supermercato di circa diecimila euro che non aveva ancora versato nella cassa continua dello sportello di via Repubblica della filiale del paese della Biverbanca.

E’ stato il sindaco di Zimone a segnalare ai militari la presenza dell’auto sospetta, parcheggiata in quel punto ormai da parecchi giorni. Sono stati eseguiti dei rilievi approfonditi alla ricerca di eventuali impronte, ma non sarebbe stato trovato nulla di fondamentale per le indagini.

La rapina è avvenuta di sabato sera. I due banditi, con il volto coperto, hanno aspettato fuori dalla banca la direttrice della Conad, si sono avvicinati e l’hanno minacciata con una pistola: «Dacci i soldi…», le hanno intimato. La donna, 58 anni, non ha avuto la possibilità di reagire. Ad intervenire in suo aiuto è stato il compagno che l’aspettava sulla Renault Clio e che, un momento prima, si era accorto di ciò che stava avvenendo e si era impossessato della chiave dell’auto usata dai rapinatori. Subito dopo si è parato di fronte ai banditi e li ha affrontati. La reazione è stata violenta: i rapinatori hanno riempito di botte l’uomo e se la sono poi svignata a bordo della Renault Clio che è stata in seguito abbandonata in piazza a Zimone dove, evidentemente, i due avevano parcheggiato un’auto “pulita”.

Sia la donna sia il compagno sono dovuti ricorrere alle cure mediche del personale del Pronto soccorso. Lei ha riportato un forte shock, lui una ferita alla testa giudicata guaribile in sei giorni. L’auto usata dai banditi per arrivare fino a Occhieppo, una Lancia Musa risultata rubata lo scorso settembre a Borgofranco di Ivrea, era stata subito sequestrata e passata ai raggi X così come tutte le immagini registrate dalle telecamere sparse per il paese.

V.Ca.