DIBATTITO IN CORSO

Ristoratori in agitazione: “Ma sicuri che tutti abbiano rispettato le regole?”

Rimbalza sui social la riflessione del medico biellese Alessandro Cavalotti che mette a confronto atteggiamenti diversi nella categoria.

Ristoratori in agitazione: “Ma sicuri che tutti abbiano rispettato le regole?”
Cronaca Biella Città, 27 Ottobre 2020 ore 14:37

Non si placa nemmeno sui social il dibattito circa le limitazioni imposte ai ristoratori nel nuovo dpcm emanato dal governo. Ristoratori in rivolta: sicuri che siano tutti esenti da colpa? Questa la riflessione, che rimbalza in Rete, proposta dal dottor Alessandro Cavalotti.

La riflessione condivisa sui social

“Questo post farà arrabbiare qualcuno, ma devo scriverlo – racconta il dottor Cavalotti – Un mese fa abbiamo pensato di festeggiare il compleanno di mia sorella in un noto agriturismo biellese.
Al nostro arrivo la tentazione di tornarmene a casa è stata fortissima: nessun protocollo di sicurezza era rispettato, nessun registro dei presenti. Fuori dal locale i clienti si ammassavano, con o senza mascherina, mentre dentro si effettuava uno sbrigativo cambio tavoli.
A tutto questo si aggiungevano i festeggiamenti, nel salone principale, di un folto gruppo di persone in un tavolo disposto a ferro di cavallo. Saranno stati una quarantina, giovani e anziani, stretti stretti per far posto nello stesso salone ad altri tavoli. Ripeto: un mese fa”.

Di contro, il medico biellese racconta di un altro scenario:

“La settimana scorsa invece io, mia moglie e mia madre siamo andati a cena in un noto ristorante cinese, e tutto è filato liscio. Tavoli ben distanziati e spaziosi, registro delle presenze correttamente compilato, scrupolosa sanificazione del locale (d’altra parte non avevo dubbi, conoscendo la dedizione della titolare).

Cosa voglio dire con queste due storie? Che comprendo perfettamente l’arrabbiatura dei tantissimi ristoratori che in questo periodo hanno dovuto investire un sacco di soldi e reinventarsi per continuare. Lo Stato deve fare il possibile (e anche qualcosa di più) per sostenerli.
Ma se qualcuno non ha rispettato le regole di chi è la colpa?”.

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