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Rissa con spari al Villaggio, tutti i restroscena e gli arresti

I fatti risalgono allo scorso 16 settembre.

Rissa con spari al Villaggio, tutti i restroscena e gli arresti
Cronaca Biella Città, 26 Novembre 2020 ore 14:34

Rissa con spari al Villaggio, tutti i restroscena e gli arresti. I fatti risalgono allo scorso 16 settembre.

Rissa con spari al Villaggio, tutti i restroscena

Nella mattinata di oggi sono state eseguite cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, tre di arresti domiciliari e un obbligo di presentazione alla Pg.

In carcere sono finiti: B.R, 45 anni, B.D., 48 anni, P.G. 32 anni,  B.R., 26 anni e P.D.M., 29 anni. Nei confronti di altre tre persone, nello specifico S.A., 25 anni, S.N., 23 anni e C.V., 53 anni, sono scattati gli arresti in casa, mentre P.V., 54 anni, è stato raggiunto da un ordine di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

I retroscena

“L’esecuzione del provvedimento odierno -si legge in una nota della Questura di Biella –  costituisce l’esito di una complessa attività di indagine diretta dal sostituto Procuratore della Repubblica, Sarah Cacciaguerra e portata avanti dai poliziotti della squadra mobile della Questura di Biella.  Tutto trae origine dall’intervento effettuato dal personale della Questura di Biella lo scorso 16 settembre in via Mongrando, a Biella, dove era in corso una violenza rissa che coinvolgeva numerosi soggetti appartenenti a due opposte fazioni riconducibili alle famiglie Marotta e Bottone, già note per diversi screzi reciproci occorsi in passato.  Già dall’esito dei primi accertamenti condotti dalla Polizia sul posto si rilevava che diversi coinvolti avevano riportato lesioni personali di varia natura ed entità provocate anche dall’utilizzo di armi improprie (martelli, armi metalliche, bastoni, mazze da baseball), rinvenute e sequestrate nel corso dell’intervento medesimo. In particolare, M.V., 45 anni, veniva rinvenuto al suolo sanguinante, evidentemente ferito al volto da ciò che, a seguito di ricovero in prognosi riservata, nonché a seguito dell’analisi balistica del frammento estratto dal cranio del ferito stesso, sarebbe risultato essere un proiettile sparato da un’arma da fuoco di piccolo calibro”.

“L’attività  – si legge ancora nella nota -conduceva all’arresto, in flagranza di reato, di B.N., 25 anni, M.D., 40 anni, M.D., 27 anni e M.S., 27  anni, nonché alla denuncia in stato di libertà di numerosi altri coinvolti. Successivamente l’attività tecnica d’intercettazione telefonica su diverse utenze, unitamente alle testimonianze di alcuni soggetti  presenti ai fatti e all’acquisizione di due filmati ritraenti alcune concitate fasi della rissa in questione, nonostante la paura degli abitanti del quartiere a collaborare con le forze dell’ordine, permetteva di delineare  ed accertare la responsabilità di B.S., classe 1982, per il tentato omicidio ai danni di M.V”.

“B.S. – prosegue la comunicazione ufficiale – infatti, dopo essere fuggito, veniva sottoposto, su disposizione dell’autorità giudiziaria, a fermo di indiziato di delitto e rinracciato dagli investigatori in Emilia Romagna. Lo stesso, durante l’interrogatorio effettuato dal sostituto procuratore  e dagli investigatori ammetteva le sue responsabilità, indicando il luogo in cui aveva nascosto l’arma. “.

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