Rifugi biellesi, una meta per l’estate in alta quota

Come cambia l'accoglienza con una clientela diversa.

Rifugi biellesi, una meta per l’estate in alta quota
Biella Città, 17 Agosto 2018 ore 09:00

Rifugi biellesi, meta estiva per gli escursionisti. Cambia la clientela e il servizio. Ora assomigliano quasi a degli hotel per il confort garantito.

Rifugi biellesi, dormire in alta quota

Ci sono (sempre più rari) gli alpinisti, che pernottano, per poi partire all’alba verso le salite più impegnative. Ci sono i trekkers (quasi solo stranieri) che fanno tappa lungo le traversate di più giorni. E poi, sempre più numerosi, gli escursionisti “della domenica”, che salgono, mangiano la classica polenta concia, e scendono. Infine – fenomeno recente – ci sono i runners, che arrivano veloci, si fermano per fare colazione, per un panino, per la cena, e poi via di corsa, verso altre tappe, magari anche di notte. È un mondo sempre più ampio e diversificato quello che sale, in queste torride giornate d’estate, verso i rifugi di alta quota (quelli, per intenderci, raggiungibili solo a piedi). Rifugi che hanno di conseguenza cambiato pelle: se originariamente la loro funzione era quella di supporto all’attività alpinistica – punto di partenza per le ascensioni o posto tappa durante le traversate – oggi sempre più diventano una meta, una destinazione per brevi escursioni, anche giornaliere.

Come cambia l’accoglienza

E quindi l’accoglienza, seppure spartana, sempre più concede al confort (docce, acqua calda, corrente elettrica…) e al palato, con menu sfiziosi, piatti tipici, prodotti locali. E soprattutto agli eventi: grigliate, degustazioni, musica, incontri culturali, perfino corsi e laboratori a tema, dalla conoscenza delle erbe alpine alla fotografia di montagna. L’accoglienza in un rifugio tende ad avvicinarsi a quella di un albergo, ma offre in più l’esperienza di uno stacco totale dalla quotidianità, con la riscoperta di un ritmo lento, del silenzio, della distanza, della ‘disconnessione’ tecnologica, degli orizzonti sconfinati. E soprattutto regala un punto di vista diverso sul mondo: una notte stellata, un risveglio all’alba, un tuffo in un gelido laghetto verde smeraldo, perfino le nuvole e la nebbia hanno un sapore tutto diverso, in alta quota.
Per vivere l’emozione di pernottare tra le nuvole, le possibilità non mancano, anche a pochi passi da casa: le montagne biellesi sono costellate di strutture, ubicate in posizioni strategiche e spettacolari, facilmente raggiungibili con sentieri alla portata di tutti. E ai classici rifugi, accessibili solo a piedi, si aggiungono quelli serviti da impianti – come l’Albergo Savoia e il rifugio Rosazza, nei pressi dell’arrivo della Funivia di Oropa, o il rifugio Monte Marca a Bielmonte – oppure da piste sterrate.
E per chi vuole cimentarsi con un vero e proprio trekking, alcuni di questi rifugi sono collegati da due percorsi: la GTA (Grande Traversata delle Alpi), che attraversa il Biellese con quattro tappe, dal rifugio Rivetti al rifugio Coda, e l’Alta Via delle Alpi Biellesi, un itinerario alpinistico in quota che per filo di cresta percorre tutta la cerchia delle nostre montagne, unendo i villaggi alpini di Piedicavallo e Bagneri.

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