Referendum

Rifondazione, Pci, e Pmli uniti per il “no” al referendum

Rifondazione, Pci, e Pmli uniti per il “no” al referendum. Banchetto informativo per spregiare le ragioni della scelta.

Rifondazione, Pci, e Pmli uniti per il “no” al referendum
Biella Città, 15 Settembre 2020 ore 08:58

Rifondazione, Pci, e Pmli uniti per il “no” al referendum. Banchetto informativo per spregiare le ragioni della scelta.

Rifondazione, Pci, e Pmli uniti per il “no”

L’Organizzazione di Biella del Partito marxista-leninista italiano (PMLI), la Sezione di Vercelli del Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) e la Federazione biellese del Partito della Rifondazione Comunista (PRC), in occasione della campagna referendaria dei prossimi 20 e 21 settembre, organizzano un banchino di propaganda per il NO. “Il taglio dei parlamentari – si legge in una nota – è un taglio alla democrazia e all’elettoralismo borghesi; esattamente come avvenne sotto la dittatura fascista di Mussolini. Pertanto a Biella venerdì 18 settembre dalle 14 alle ore 18 in via Italia angolo via Battistero verrà predisposto un gazebo unitario informativo delle ragioni del NO al referendum costituzionale in cui saranno presentate le nostre posizioni politiche in merito al vecchio disegno della destra fascista e piduista sul taglio dei parlamentari, su come verrebbe drasticamente ridotta la rappresentanza popolare e sulla questione di un parlamento indebolito e subalterno al governo qualora dovesse vincere il sì e il perché bisogna non astenersi e votare NO! Il taglio dei “privilegi della casta” e dei “costi della politica” è solo un pretesto demagogico per turlupinare le masse. Il risparmio per i conti pubblici è stato calcolato in circa 50 milioni, pari allo 0,007% del bilancio statale, neanche un caffè all’anno per ogni italiano. E comunque, se davvero si voleva tagliare la spesa e i privilegi di deputati e senatori, perché non si è scelto di tagliare direttamente i loro lauti stipendi? Tagliando il numero dei parlamentari si è scelto invece di ridurre drasticamente la rappresentanza popolare, dal momento che si passerà da 1 deputato ogni 96 mila abitanti a 1 deputato ogni 151 mila, collocando il nostro parlamento all’ultimo posto in Europa come rapporto parlamentari/abitanti, mentre adesso è sostanzialmente allineato a Francia, Germania e Regno Unito. E senza con questo aver diminuito realmente la spesa pubblica né tanto meno ridotto i privilegi dei singoli parlamentari. Ci appelliamo a chiunque sia disposto a fare fronte unito con noi perché, in questa battaglia politica referendaria, quello che conta di più è far vincere il NO e battere l’insidioso SI”.

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