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«Rifiuti, gli aiuti li pagano gli utenti»

Presa: «Penalizzati 200 nuclei».

«Rifiuti, gli aiuti li pagano gli utenti»
Biella Città, 18 Luglio 2019 ore 17:50

Rifiuti, gli aiuti li pagano gli utenti. Presa: «Penalizzati 200 nuclei».

Rifiuti, gli aiuti li pagano gli utenti

E’ polemica intorno ai rifiuti dopo l’annuncio del Comune di Biella di voler variare le regole per i contributi alle famiglie bisognose per il pagamento delle bollette. Il Comune di Biella ha formulato un atto di indirizzo a Seab per la concessione di agevolazioni, intese come riduzione della tariffa rifiuti per l’anno 2019 per famiglie numerose. Dunque stop al metodo precedente, che prendeva in considerazione i redditi e via a questa nuova forma. In particolare i criteri riguarderanno le famiglie residenti nel comune di Biella con un numero di figli minori a carico pari o superiore a tre alla data di presentazione della domanda.

La riduzione

La riduzione sarà di euro 32,60 per ogni figlio. Le famiglie potenzialmente coinvolte sono 329, così suddivise: 273 con tre figli, 45 con quattro figli, 8 con cinque figli, 2 con sei figli e una con 7 figli. L’accesso alle agevolazioni deve essere richiesto a Seab entro il 30 settembre. L’agevolazione verrà concessa solo qualora il beneficiario sia in regola con i pagamenti. Il totale del contributo destinato è di 30.000 euro. L’assessore Davide Zappalà è soddisfatto: «Per dare un aiuto concreto abbiamo deciso di destinare 30mila euro a favore delle famiglie numerose. Fondi che in passato venivano solitamente accantonati per gli aiuti a famiglie e singoli in base alle condizioni economiche. Va sottolineato come le famiglie in difficoltà già godono di una misura assistenziale da parte dello Stato con il Reddito di cittadinanza».

Polemica

Decisione che non piace al consigliere del Pd Diego Presa: «Il precedente anno sono state aiutate 50 famiglie numerose e 200 famiglie che hanno problemi, come certificato dall’Isee. Con questo provvedimento si penalizzano queste 200 famiglie e anche quei nuclei che hanno a carico figli maggiorenni, magari disoccupati o che studiano all’università».

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