Richieste di aiuto, poche ma buone

Richieste di aiuto, poche ma buone
Cronaca 05 Marzo 2017 ore 02:21

Con il Decreto interministeriale del 26 maggio 2016 il Sostegno per l’inclusione attiva (Sia), dopo la sperimentazione nelle grandi città italiane, viene esteso a tutto il territorio nazionale. Il Sia è una misura di contrasto alla povertà, che prevede l’erogazione di un contributo economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate, in cui almeno un componente sia minorenne e/o sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata. Dal 2 settembre 2016 si è aperta la possibilità per i cittadini in possesso dei requisiti di presentare la richiesta di accesso al Sia. Al 31 dicembre dello sccorso anno le domande di accesso al Sia presentate in Regione Piemonte sono state 7.778. L’ambito territoriale che presenta il maggior numero di domande presentate, parametrato alla popolazione, è quello del Comune di Novara, seguito dall’area di Alessandria-Valenza e della Provincia di Asti. Biella è nelle ultime posizioni con appena 168 domande presentate. 

Per godere del beneficio, il nucleo familiare del richiedente dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati dai servizi sociali dei Comuni (coordinati a livello di Ambiti territoriali), in rete con gli altri servizi del territorio (i centri per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole) e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali e tutta la comunità. Il progetto viene costruito insieme al nucleo familiare sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni e coinvolge tutti i componenti, instaurando un patto tra servizi e famiglie che implica una reciproca assunzione di responsabilità e di impegni. Le attività possono riguardare i contatti con i servizi, la ricerca attiva di lavoro, l’adesione a progetti di formazione, la frequenza e l’impegno scolastico, la prevenzione e la tutela della salute. L’obiettivo è aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l’autonomia. 

Al 31 dicembre 2016 le domande accolte in Regione Piemonte sono state 2.433, pari al 31,3 per cento di quelle presentate. L’ambito territoriale che presenta la maggior percentuale di domande accolte sul totale di quelle presentate è l’Area metropolitana Torino Nord (Pianezza), seguita dalla Provincia di Biella e dall’area Ciriè-Lanzo. Per quanto concerne proprio Biella, infatti, delle 168 domande presentate ne sono state accolte 96, pari al 57,1 per cento, percentuale molto alta per il nostro territorio. 
E’ in corso in tutto il Piemonte l’attivazione delle carte di credito sulle domande accolte. Attualmente il numero di carte attive è pari a 992 (pari al 40,8 per cento delle domande accolte). Tale dato risulta essere però parziale: 7 dei 30 ambiti territoriali non hanno ancora disponibili i dati definitivi. 

I cittadini italiani presentano un tasso di accoglimento maggiore (pari al 34 per cento) rispetto ai cittadini stranieri (30 per cento). La principale causa del respingimento delle domande è rappresentata dal mancato raggiungimento del punteggio minimo (73 per cento). Altre cause di respingimento sono l’assenza di requisiti di accesso verificata in fase di controllo preliminare, il superamento delle soglie Isee o l’incompatibilità con altre forme di sostegni al reddito. I dati sono stati illustrati nei giorni scorsi in una apposita conferenza stampa dall’assessore Augusto Ferrari e dalla collega, che si occupa di lavoro, Gianna Pentenero. Per il 2017 sono previste somme aggiuntive, per aumentare ancora di più l’offerta in Piemonte. 
Enzo Panelli

Con il Decreto interministeriale del 26 maggio 2016 il Sostegno per l’inclusione attiva (Sia), dopo la sperimentazione nelle grandi città italiane, viene esteso a tutto il territorio nazionale. Il Sia è una misura di contrasto alla povertà, che prevede l’erogazione di un contributo economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate, in cui almeno un componente sia minorenne e/o sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata. Dal 2 settembre 2016 si è aperta la possibilità per i cittadini in possesso dei requisiti di presentare la richiesta di accesso al Sia. Al 31 dicembre dello sccorso anno le domande di accesso al Sia presentate in Regione Piemonte sono state 7.778. L’ambito territoriale che presenta il maggior numero di domande presentate, parametrato alla popolazione, è quello del Comune di Novara, seguito dall’area di Alessandria-Valenza e della Provincia di Asti. Biella è nelle ultime posizioni con appena 168 domande presentate. 

Per godere del beneficio, il nucleo familiare del richiedente dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati dai servizi sociali dei Comuni (coordinati a livello di Ambiti territoriali), in rete con gli altri servizi del territorio (i centri per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole) e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali e tutta la comunità. Il progetto viene costruito insieme al nucleo familiare sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni e coinvolge tutti i componenti, instaurando un patto tra servizi e famiglie che implica una reciproca assunzione di responsabilità e di impegni. Le attività possono riguardare i contatti con i servizi, la ricerca attiva di lavoro, l’adesione a progetti di formazione, la frequenza e l’impegno scolastico, la prevenzione e la tutela della salute. L’obiettivo è aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l’autonomia. 

Al 31 dicembre 2016 le domande accolte in Regione Piemonte sono state 2.433, pari al 31,3 per cento di quelle presentate. L’ambito territoriale che presenta la maggior percentuale di domande accolte sul totale di quelle presentate è l’Area metropolitana Torino Nord (Pianezza), seguita dalla Provincia di Biella e dall’area Ciriè-Lanzo. Per quanto concerne proprio Biella, infatti, delle 168 domande presentate ne sono state accolte 96, pari al 57,1 per cento, percentuale molto alta per il nostro territorio. 
E’ in corso in tutto il Piemonte l’attivazione delle carte di credito sulle domande accolte. Attualmente il numero di carte attive è pari a 992 (pari al 40,8 per cento delle domande accolte). Tale dato risulta essere però parziale: 7 dei 30 ambiti territoriali non hanno ancora disponibili i dati definitivi. 

I cittadini italiani presentano un tasso di accoglimento maggiore (pari al 34 per cento) rispetto ai cittadini stranieri (30 per cento). La principale causa del respingimento delle domande è rappresentata dal mancato raggiungimento del punteggio minimo (73 per cento). Altre cause di respingimento sono l’assenza di requisiti di accesso verificata in fase di controllo preliminare, il superamento delle soglie Isee o l’incompatibilità con altre forme di sostegni al reddito. I dati sono stati illustrati nei giorni scorsi in una apposita conferenza stampa dall’assessore Augusto Ferrari e dalla collega, che si occupa di lavoro, Gianna Pentenero. Per il 2017 sono previste somme aggiuntive, per aumentare ancora di più l’offerta in Piemonte. 
Enzo Panelli

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Curiosità